“Albert Camus e l’amore ai tempi della peste “

Perché la lezione del Nobel francese è ancora così attuale IL LIBRO Anticipiamo un brano dal nuovo libro di Paolo Di Paolo, Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie ( Laterza, pagg. 224, euro 16) da oggi in libreria da Repubblica Poche frasi mi hanno colpito di più — da lettore, da persona — di quel «Niente è inutile» con cui Camus conclude le pagine scritte a difesa di un proprio saggio filosofico, “L’uomo in rivolta”. Non è un dispensatore di certezze, ma di dubbi. Non è l’artista seduto, ma non è nemmeno quello blindato … Continua a leggere “Albert Camus e l’amore ai tempi della peste “

Nel bicentenario della pubblicazione di “Frankestein, o il moderno Prometeo”: Frutto della scienza non della magia

BICENTENARI. Duecento anni fa veniva pubblicato «Frankenstein, o il moderno Prometeo». La forza del capolavoro di Mary Shelley sta nella sua ambiguità, nel suo prestarsi a interpretazioni diverse. Considerato il primo romanzo di fantascienza, è però dotato di atmosfere gotiche, e effetti visionari. L’autrice concepì la sua mostruosa creatura a diciannove anni, tra il 1816 e il 1817 <img src=”https://ilmanifesto.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/15/16clt-1-aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg&#8221; /> Boris Karloff e Mae Clark in una scena tratta dal film «Frankenstein», diretto da James Whale nel 1931 Andrea Colombo EDIZIONE DEL 16.11.2017 PUBBLICATO 16.11.2017, 0:02 AGGIORNATO 15.11.2017, 18:04 Quando Lord Byron, assediato con quattro amici dal maltempo e … Continua a leggere Nel bicentenario della pubblicazione di “Frankestein, o il moderno Prometeo”: Frutto della scienza non della magia

“L’orrore di Aleppo una città divisa fra il cielo e l’inferno” di GIAMPAOLO CADALANU

 da Repubblica Per capire fino in fondo la sofferenza umana, è necessario scegliere un contesto adatto: una città millenaria che sia «fra il cielo e l’inferno», un luogo che sia icona del tormento e della follia umana, una terra contesa che faccia da sfondo per le miserie e le atrocità, perché solo questo può offrire una comprensione che vada ben al di là della cronaca. È per questo che Domenico Quirico ha scelto Aleppo, tornando fra le macerie della città il cui martirio voleva raccontare quando è stato sequestrato nell’aprile 2013: perché qui si possono afferrare brandelli di verità sopravvissuti … Continua a leggere “L’orrore di Aleppo una città divisa fra il cielo e l’inferno” di GIAMPAOLO CADALANU

“La storia della civiltà incomincia grazie al dono di Prometeo” di MARCO BELPOLITI

 da Repubblica La legna tagliata e accatastata a fine estate ora arde nella stufa. L’inverno non è ancora arrivato, tuttavia abbiamo già acceso il fuoco. Ogni volta che getto un pezzo di legno nella stufa penso a cosa deve essere stata la vita dell’umanità prima. Prima che il fuoco diventasse una fonte di calore, d’illuminazione e strumento di nutrimento. Secondo Catherine Perlès, autrice di “Preistoria del fuoco” (Einaudi), già all’epoca della glaciazione di Mindel, 450mila anni fa, alcuni uomini mantenevano il fuoco nelle loro abitazioni. Come se l’erano procurato? Oggi è facile, basta comprare i fiammiferi in una qualsiasi tabaccheria … Continua a leggere “La storia della civiltà incomincia grazie al dono di Prometeo” di MARCO BELPOLITI

“La lezione del freddo” recensito da Simonetta Fiori

SIMONETTA FIORI su Repubblica Parla il filosofo Roberto Casati autore di un saggio sul freddo “Se il gelo ci insegna l’arte della lentezza e della generosità” C’è una lezione che viene dal freddo. Non sarà facile convincere chi è abituato ad associare il “grande freddo” a una passione spenta o alle asprezze ideologiche del lungo dopoguerra. Ma dopo aver letto il manuale di sopravvivenza di Roberto Casati, un filosofo cognitivista che con la famiglia ha vissuto cinque mesi nelle nevi del New Hampshire, ci si potrà ricredere. Perché l’esperienza quotidiana del freddo significa “attenzione”. Significa “gentilezza”. E significa anche una … Continua a leggere “La lezione del freddo” recensito da Simonetta Fiori

“Banca Etruria: le sviste dei vigilanti.” Quei 464 giorni di ispezioni Bankitalia che non hanno impedito il collasso di FABIO TONACCI per Repubblica

La crisi. Via Nazionale sapeva che l’istituto aretino non stava più in piedi. Ma non adottò le misure adeguate e Consob non fermò la vendita di bond alle casalinghe ROMA. Quattrocentosessantaquattro giorni non sono bastati. Messe in fila, le tre ispezioni di Bankitalia che hanno messo il naso nei conti dell’Etruria tra il 2010 e il 2015 sono durate quasi un anno e mezzo. Eppure, non ne hanno impedito il collasso. Né la Consob è riuscita a tutelare i risparmiatori quando gli amministratori toscani hanno deciso la mossa della disperazione, cioè vendere titoli rischiosissimi a casalinghe, pensionati e operai. I … Continua a leggere “Banca Etruria: le sviste dei vigilanti.” Quei 464 giorni di ispezioni Bankitalia che non hanno impedito il collasso di FABIO TONACCI per Repubblica