E la mafia ringrazia…di don Tonio Dell’Olio di Libera

Per capire cosa succede in Calabria, proviamo a leggere cosa scriveva don Tonio Dell’Olio di Libera nella postfazione del libro “Gli Africani Salveranno Rosarno” (edizioni Terrelibere). Un segnale di allarme lanciato un anno fa. di Tonio Dell’Olio

E la mafia ringrazia. Perché i governi si susseguono e le maggioranze si rovesciano ma le porte continuano a chiudersi in faccia a questa umanità dolente che bussa alla speranza. Perché fuggono dalla disperazione quei sogni, quelle vite, quelle mani desiderose di faticare per spedire quattro soldi a casa e mangiare pane di sudore. Ed è per questo che sono disposti a pagare qualunque prezzo pur di attraversare deserti e mari per giungere a toccare una terra santa in cui poter ritornare a sperare.

E la mafia ringrazia. E incassa. E ringrazia anche perché potrà sfruttare quelle braccia per quattro soldi e potrà chiedere loro il pizzo del caporale e quello di una catapecchia e quello del trasporto da casa al podere in cui raccogliere le arance. E la mafia ringrazia perché questo Paese non ha leggi umane per la povera gente e perché tutti gli altri si voltano dall’altra parte.

E la mafia ringrazia perché queste sono braccia buone a vendersi anche per fare del male. La disperazione. Qui nella Piana tra San Ferdinando e Rosarno dove la campagna urla una natura generosa e gli alberi sembrano vestiti a festa per il Natale, non te l’aspetti che la miseria ti colpisca alle spalle e che qualcuno sia pronto a sfruttarti perché qui da sempre il lavoro è chiamato fatica e sono popoli nomadi senza romanticismo. Nomadi per lavoro. Nella Piana e nella Locride fino a Reggio ti capita sovente di incontrare gente che è capace di parlarti in tedesco perché a Kalzruhe lavorava da manovale o nei dintorni di Berna indossava una tuta da lavoro per andare in fabbrica. Qui sanno che sapore ha la polvere mischiata al pane e alle lacrime e alla nostalgia del sole e di una campagna vestita a festa. Ma la mafia ringrazia perché si dimentica presto e “chi ha il ventre pieno non crede al digiuno”. Parleranno gli studiosi e ci diranno che il fenomeno delle migrazioni è esistito da sempre. Linfa umana nuova e diversa che circolando tra sponde e strade si mischia alla vita, trasportando con sé culture e tradizioni, facendo muovere persino i sapori della cucina fino a condizionare ed arricchire i ricettari. Tutto questo sciamare di popoli sta inscritto nel DNA della razza umana. Questo migrare di volti e di storie, questo rigare di lacrime i volti in partenza sui porti è reso più drammatico oggi da una fame che non conosce precedenti nella storia e dalla velocità delle comunicazioni e delle informazioni. Volersi opporre a tutto questo con la carta delle leggi o con leggi di carta è come voler distendere una rete in aria per fermare il vento. Carne umana che preme sulla pelle del mondo.

 E la mafia ringrazia perché questa è carne che si compra e che si vende. E che si ammazza anche per futili motivi. Solo per far capire chi è che comanda veramente qua. Solo per educarne cento. Che tanto noi non li conosciamo per nome e non abbiamo mai pensato che, avvolto in un panno grezzo, anche loro conservano la reliquia di una foto con bimbi che sorridono senza denti e mogli che guardano fiere davanti a sé. Che anche loro durante il lavoro cantano i ritornelli della loro terra e a volte si commuovono e non vogliono farlo vedere. (…)

 E la mafia ringrazia perché spesso anche le nostre chiese hanno assopito le proprie coscienze e non ripetono più né il pianto né la denuncia. Per l’orfano, per la vedova e per lo straniero. E le mafie ringraziano perché mai si sarebbero aspettate che ad essere loro complici fedeli fossero genti del nord raccolte in un partito a progettare la condanna alla clandestinità, ovvero a chiedere i passaporti alle mafie e viaggio e pedaggio. Questa anagrafe della vita ribolle sotto i colpi dell’inospitalità e ci invita alla scuola di una nuova umanità in cui sono loro i maestri che, dalla cattedra della fatica e del sudore ci insegnano come si fa l’antimafia. Col sangue, con la fatica, col sudore e con la coscienza che ancora sa dire no alla prepotenza.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...