Una serata su fine vita e biotestamento con Beppino Englaro, a Fano

Ettore Marini, Presidente di Res publica Onlus, insignisce Englaro del titolo di socio onorario

Grande successo di pubblico, ieri sera, alla sala Verdi del Teatro della Fortuna: 176 persone in sala (stando a quanto riportato dalle maschere) e un’altra ventina rimasta fuori, a dimostrazione del grandissimo interesse suscitato dal dibattito organizzato da Res publica Onlus su testamento biologico e fine vita, dal titolo “La vita senza limiti”.

La serata è cominciata scenograficamente con la lettura della bella e commovente lettera che scrisse Eluana ai suoi genitori, e che Beppino Englaro ha messo giustamente ad epigrafe del suo libro: in tale lettera Eluana espresse il suo amore per la sua famiglia, basato sul rispetto reciproco.

E tale rispetto assoluto della volontà di Eluana, come forma “estrema” dell’ amore di un padre verso la propria figlia, costi quel che costi, anche la morte, è stato il filo conduttore sia della battaglia di papà Englaro, per veder riconosciuta – e attuata finalmente dopo 17 anni – quella volontà, sia di tutta la serata.

Che, dopo i saluti del pres. di Res publica onlus, Ettore Marini, che ha descritto brevemente la propria associazione e i prossimi appuntamenti, è proseguita con la presentazione di Ilaria Biagioli, docente presso l’ateneo Urbinate ha introdotto i relatori e ha moderato il dibattito. Il prof. Franco Canestrari, docente di Biochimica clinica presso il medesimo ateneo, ha spiegato come l’alimentazione e l’idratazione siano da intendersi sempre e comunque un sussidio terapeutico e ciò è stato poi confermato con l’intervento dal pubblico del dr Antonio Lacetera primario del reparto di Geriatria e Lungodegenza dell’Ospedale di Fano. Il prof.Paolo Bonetti, docente di Bioetica, si è soffermato sugli articoli della Costituzione sulla base dei quali Englaro ha basato la sua lunga, e vittoriosa, rivendicando il diritto alla libertà di scelta terapeutica che non condiziona in nessun modo chi per convinzione religiosa non intende avvalersene.

Luciano Benini ha brevemente messo in evidenza come non esista una posizione univoca del mondo cattolico sul biotestamento, ma tante posizioni, spesso molto distanti fra loro, proprio come aveva dimostrato la Biagioli in precedenza, quando aveva citato la Chiesa cattolica tedesca, che ha appoggiato in pieno l’istituto del testamento biologico in quella Nazione.

L’intervento di Beppino Englaro, molto applaudito, ha concluso il primo “giro di tavolo”, concludendo con la sua testimonianza diretta una serie di interventi, fino allora, di alto livello scientifico e dottrinale.

Al termine del suo intervento, Englaro ha ricevuto dalle mani del pres. di Res publica una pergamena col titolo di socio onorario di Res publica “quale esempio di integrità morale e di coraggio umano e civile, in difesa della legalità, di rispetto e tutela delle Istituzioni e della laicità dello Stato.” Ha detto Marini, durante la consegna “Non sappiamo che esito avrà la nostra richiesta di concedere la cittadinanza onoraria ad Englaro,  ma   facendolo socio onorariosono certo di interpretare il forte senso di gratitudine di tantissimi fanesi per la battaglia portata avanti, prima per la figlia Eluana, adesso per lui stesso e per noi tutti, una battaglia per la libertà di scelta e autodeterminazione, che possa dare a chi lo rivendica il diritto di rifiutare una condizione di “non-morte“.

Fra gli interventi dal pubblico, rimarchevoli quelli di Silvia Cecchi, Pubblico Ministero al Trib. di pesaro, che dopo aver commentato la sentenza della Suprema corte ha sentenziato come la vita sia attributo della persona, e non viceversa, e di Sergio Scalzo, che ha messo in evidenza come sia rischioso l’uso del sintagma “sacro” nel contesto del tema della serata.

Un dibattito molto civile e di altissimo livello, che tutti hanno dimostrato di gradire molto, a giudicare dal libero contributo che gli intervenuti hanno offerto all’uscita; gli organizzatori informano che i 262 € raccolti insieme ai 100 € donati dalla CGIL Nuovi diritti copriranno le spese dell’iniziativa.

Un pensiero su “Una serata su fine vita e biotestamento con Beppino Englaro, a Fano

  1. Il Messaggero ha scritto di noi:enica 21 Marzo 2010 Chiudi
    FANOSala Verdi gremita venerdì sera per l’incontro con il papà di Eluana organizzato da Res Publica, l’associazione presieduta da Ettore Marini. Tanta gente – diversi non sono potuti entrare per mancanza di posti ed hanno ascoltato il dibattito nell’atrio del teatro – desiderosa di informarsi superando lo scoglio delle polemiche – basti dire che il Comune di Fano ha tolto il patrocinio all’iniziativa per non incorrere in scivoloni politici – e delle strumentalizzazioni che un tema complesso come il “fine vita” inevitabilmente comporta sia a destra che a sinistra. Quello di venerdì era l’ultimo appuntamento pubblico con Beppino Englaro, preceduto dagli incontri di Urbino e Pesaro per la presentazione del libro “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno Stato di diritto”. Un incontro intenso a più voci, che ha dato luogo a un confronto serrato sui temi dell’autodeterminazione e del valore dell’esistenza, moderato dalla docente universitaria Ilaria Biagioli, a cui hanno partecipato, fra gli altri, Luciano Benini, fra i promotori della Cattedra del dialogo, che ha presentato la posizione ufficiale della Chiesa, Franco Canestrari, docente di biochimica clinica all’Università di Urbino, che ha parlato di alimentazione e idratazione forzata; Paolo Bonetti, già docente universitario di bioetica, che ha illustrato il progetto di legge sul testamento biologico e le implicazioni etico-sociali. Dalla platea interventi numerosi fra cui quelli del magistrato Silvia Cecchi e del medico Lacetera. In mattinata Englaro aveva incontrato con Fulvio De Nigris, i 700 studenti del liceo scientifico Torelli, introdotti dal preside Samuele Giombi. Entrambi hanno portato testimonianza delle loro grandi sofferenze personali affrontate in modi diversi: Englaro, appunto, scegliendo di interrompere la alimentazione-idratazione della figlia Eluana nel nome della sua libertà di scelta, De Nigris continuando il trattamento vitale sino alla morte naturale del figlio Luca. «E’ stata un’esperienza forte ma molto bella per gli studenti. Raramente si era vista una partecipazione ad assemblee di istituto così attenta e motivata. Dopo aver ascoltato i due testimoni, molte sono state le domande poste dagli studenti i quali hanno avuto così modo di maturare, confrontandosi con posizioni diverse su temi di rilevante e permanente attualità: la malattia, la libertà di scelta e il valore intangibile e indisponibile della vita, il fine vita e il testamento biologico. Il merito va anche al fatto che gli studenti erano stati preparati precedentemente da alcuni docenti ed al fatto che l’iniziativa era stata opportunamente concordata dagli organi collegiali di istituto».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...