spacca e la quadrilatero: dove sono finiti 22 milioni della Regione marche?

MARCHE, IL CASO QUADRILATERO IL GOVERNATORE CHE PROTESTA CONTRO SE STESSO

 di Sandra Amurri  dal Fatto Quotidiano del 23/04/10

Avete mai visto un presidente di Regione protestare contro ciò che ha sostenuto? Tanto da metterlo al centro del programma elettorale con cui è stato rieletto, come strumento essenziale per la realizzazione di tutte le infrastrutture? Sicuramente no. Ma nel Paese di Bengodi dove si cerca la pietra che rende invisibili può accadere anche questo. Il presidente della Regione Marche del Pd, Gian Mario Spacca, assieme al neoassessore alle infrastrutture Viventi dell’Udc, che nella scorsa legislatura sedeva sui banchi dell’opposizione, si è recato all’assemblea della società Quadrilatero (società nata per collegare con due assi paralleli le Marche all’Umbria, costo 4 mila miliardi e 500 milioni delle vecchie lire) per protestare contro la gestione degli appalti.

 Della Società Quadrilatero Spa – uscita nel 2002 dal cilindro berlusconiano delle Grandi Opere “ideata” dall’allora viceministro dell’Economia di An, Mario Baldassarri – oltre all’Anas, che detiene la maggioranza, sono socie le regioni Marche e Umbria. Il governatore di fronte ai cantieri inaugurati e mai partiti ha fatto la parte del leone che ruggisce: “L’inaccettabile lentezza denota un progressivo slittamento della data di conclusione dell’esecuzione dei lavori per entrambi i maxi-lotti appaltati con distinti contratti stipulati nel 2006”. Ritardo definito “patologico” in quanto il contraente generale (uno dei due raggruppamenti di imprese che hanno vinto le gare) non ha iniziato i lavori neppure sui tratti stradali non interessati alle problematiche progettuali”.

 Delle strade neppure l’ombra, dunque, ma la Regione ha già erogato alla società Quadrilatero per l’approvazione del progetto oltre 22 milioni di euro e lo Stato circa un miliardo di euro e nel frattempo il contraente generale ha formulato “richieste di maggiori compensi per circa 456 milioni di euro”.

In sostanza la Regione Marche ha denunciato l’inadempimento dell’appaltatore agli obblighi contrattuali e ha chiesto alla Quadrilatero di verificare se vi sono gli estremi per ottenere la risoluzione del contratto. Pagando cioè i danni alle imprese. Incredibile ma vero. Visto che non si tratta di un inconveniente di percorso ma di un risultato assolutamente prevedibile come ampiamente descritto nelle inchieste giornalistiche di chi scrive e da uno dei massimi esperti di opere pubbliche, l’ingegnere Ivan Cicconi nel suo libro del 2004 Le Grandi opere del Cavaliere. Lunardi assicurò che nel 2010 tutte le opere sarebbero state realizzate. Quel tempo è arrivato ma non ci sono neppure i cantieri e i costi previsti sono un ricordo mentre continuiamo a pagare le poltrone di presidenti e consiglieri di amministrazione e i costi di gestione di quella che altro non è che una scatola vuota e pubblica, chiamata Quadrilatero spa. A rileggere le pagine del libro dell’ingegnere Cicconi alla luce di quanto denunciato dal presidente della Regione Marche si comprende come la politica nella migliore delle ipotesi viva su un pianeta a noi poveri mortali sconosciuto. A pagina 143 si legge: “Oggi forse no, ma fra qualche anno sicuramente ci si accorgerà che questa assurda architettura non solo maschera un progetto nel quale tutto è garantito da finanziamenti ed entrate pubbliche ma produrrà costi ancora occultati, oneri finanziari, debiti, sprechi e contenziosi che saranno tutti a carico dello Stato delle Regioni e degli Enti locali”. Inoltre nel libro viene spiegata anche l’assurdità del contraente generale (cioè i raggruppamenti di imprese che vincono le gare) che attribuisce alle imprese un potere enorme con un prevedibile indebitamento pubblico di cui si avrà contezza tra 30 anni. Ma come si sa la politica berlusconiana – con la gentile, seppure non si capisca quanto consapevole, partecipazione dell’opposizione – per fare strade che avrebbero dovuto essere realizzate dall’Anas e dalle province ha inventato un meccanismo che si fonda su due istituti contrattuali in contrasto con le direttive europee: il cosiddetto project financing, cioè il miracolo per fare ciò per cui non si hanno soldi e il contraente generale, il tutto grazie alla Legge Obiettivo voluta dall’ex ministro Lunardi. Come si sa le strade sono un ottima fabbrica di consensi . Che importa, tanto poi, i debiti li pagano i cittadini.

2 pensieri su “spacca e la quadrilatero: dove sono finiti 22 milioni della Regione marche?

  1. Se mi mandi una mail su cui posso allegare documenti ufficiali, ti dico e ti spiego, di cosa sia capace la Val di Chienti(contraente generale) con la benedizione della Quadrilatero Umbria-Marche. Scoprirai e vedrai cose inaudite. Saluti

  2. Sto
    leggendo e mi interessa perchè anche in provincia di MC siamo impegnati per contrastare le opere della Quadrilatero
    csa è capace la Val di Chienti? facci sapere anche a noi

    carlo

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