Vita dura per i pedofili, almeno sulla carta

Vita dura per i pedofili, almeno sulla carta.

Vita dura per i pedofili, almeno sulla carta
Posted: 22 ottobre 2012 in Articoli
Etichette: Apologia della pedofilia, Convenzione di Lanzarote, Pedofilia, Prescrizione 0
Entra in vigore la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote contro gli abusi sui minori. Aumenteranno i termini di prescrizione e migliorano i mezzi di prevenzione

La legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale entrerà in vigore domani, 23 ottobre. Siglata il 12 luglio 2007 dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa e ratificata dal governo italiano allora presieduto da Prodi, la Convenzione ha dovuto attendere cinque anni e sei passaggi parlamentari prima di essere tramutata in legge dello Stato il primo ottobre scorso. La norma, almeno sulla carta, intende fornire gli strumenti giuridici per potenziare la prevenzione senza rinunciare all’inasprimento delle pene come metodo di dissuasione. La novità principale della legge 172/12 riguarda l’allungamento dei termini di prescrizione del reato, oggi fissata in dieci anni dal verificarsi dell’abuso. In base all’articolo 33 devono essere avviati «i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche’ i termini di prescrizione … siano proporzionati alla gravità del reato in questione». Va poi sottolineata l’introduzione di due nuovi reati: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (articolo 414 bis del codice penale) e l’adescamento di minorenni o grooming (articolo 609-undecies del codice penale). Il primo prevede la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni per chiunque, con qualsiasi mezzo, anche il web, istighi il bambino o ragazzo a commettere reati come la prostituzione minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la corruzione di minori o la violenza sui bambini. Stessa pena per chi faccia apologia di questi reati. Il secondo definisce l’adescamento di minore come «qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete Internet o di altre reti o mezzi di comunicazione», prevedendo la reclusione da uno a tre anni. La ratifica della convenzione comporta anche l’inasprimento delle pene per molti altri reati legati ai fenomeni dell’abuso sessuale. In base alla legge di ratifica l’Italia designa come autorità nazionale responsabile al fine della registrazione e conservazione dei dati nazionali sui condannati per reati sessuali il ministero dell’Interno. La Convenzione è stata ratificata dai 47 Paesi aderenti al Consiglio d’Europa ma fino a oggi solo in dieci hanno proceduto alla conversione in legge (Albania, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Malta, Olanda, San Marino, Serbia e Spagna).

Federico Tulli su Cronache Laiche

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