La sudditanza come ribellione: anatomia di una passione

La sudditanza come ribellione: anatomia di una passione.

di BluTrasparente 

Perdimi, ma non lasciarmi andare. Per quel brivido sbilanciato sul cuore che non si arrende ma nemmeno si impone.

Resistimi perchè possa sempre impazzire un po’ di te. E segnami, che ti possa rileggere nell’assenza e poterti venire a cercare.

Scorrimi, anche sulle pagine inconfessabili, e prendimi in ogni respiro, e tra un respiro all’altro. A volte mordendomi, a volte leccandomi.

Cucimi i sogni addosso, con punti di sutura imbevuti Bellezza. E con quel filo attorcigliaci i destini.

Baciami come se fosse per sempre sull’ultimo minuto. Poi, fotografami. Che io sappia sempre: che siamo Veri.

Consumami e scioglimi, ma un brandello di fiamma lascialo accesa perchè io risplenda nei tuoi occhi.

Ordinami e alla tua sola voce ubbidirò , tuttavia lasciami piccoli silenzi perchè io di te senta anche la mancanza.

Usami. Per i desideri, per i demoni. E scavami. Ma poi dimentica quello che hai visto. E piangimi, ma solo di piacere.

Spogliami: di etichette, di abiti di pelle di paure di emozioni di ricordi di speranze di illusioni di visioni di passati.

Arriverai alla mia anima. Respirala, e ossigenala sfamala. Proteggila, crescila, ballaci facci l’amore e amala. Anche per me.

Note al margine: Certe catene si possono limare solo con un profondo amore. Per sé.

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