A San Costanzo martedì 29 ottobre ospiti Salvatore Borsellino e Alessandro Bondi

In greco antico il verbo αἱρέω (airèō,) significa “afferrare”, “prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”; da esso deriva  αἵρεσιςaìresis, eresia, che significa  scelta, da cui eretico,cioè colui che ha “scelto“,  chi proclama con forza una propria scelta definitiva. E Salvatore Borsellino è colui che ha fatto una scelta forte; quando, il 19 luglio del 2006, decise di affrontare un lungo cammino, percorrendo più di 750 km a piedi, dai Pirenei a Santiago di Compostela; ma in quel lunghissimo peregrinare egli ritrovò suo fratello Paolo, con cui parlò durante tutto il tragitto, come lo avesse accanto; e ritrovò la voglia di combattere, che aveva perso in anni di silenzio: “Da quel momento avrei dovuto dedicare ogni momento della mia vita alla ricerca di verità e giustizia per mio fratello, il mio migliore amico che avevo ritrovato fuori dal nostro Paese e che ora stava tornando a casa accanto a me. Mai mi ero sentito più pronto e mai avevo avuto così tanta voglia di dire a Paolo che non lo avrei mai più lasciato.” Così scrive Salvatore Borsellino nel libro “Fino all’ultimo giorno della mia vita”, che presenteremo martedì 29 ottobre nella sala del Consiglio Comunale di San Costanzo, alle ore 21,00 in un incontro organizzato da Comune di San Costanzo, Assessorato alla Cultura, e Mov. Agende Rosse di Fano, dal titolo “L’ERETICO – alla ricerca di verità e giustizia per mio fratello”.
 
Avremo come ospiti appunto l’eretico, Salvatore Borsellino, che dal quel benedetto viaggio del 2006 non si è più fermato, girando per l’Italia e fondando il 19 luglio 2009, a Palermo in via D’Amelio, il Movimento delle Agende Rosse,( composto da tanti giovani, e meno giovani…, che continueranno a chiedere verità e giustizia anche quando lui, Salvatore, non ci sarà più) eAlessandro Bondi, professore associato di Diritto Penale all’Università  di Urbino, esperto di mafie e di riciclaggio, avendo denunciato fin dal 2005 in innumerevoli convegni, fatti col suo grande amico il giudice Piergiorgio Morosini, la presenza stanziale di mafia, camorra e ‘ndrangheta in Romagna ( e gli amministratori gli davano contro dicendo che guastavano l’immagine della riviera romagnola…).
Con tali ospiti affronteremo il tema della Trattativa Stato – mafia, partendo dal 1992 per arrivare al processo che si sta svolgendo a Palermo, grazie al rinvio a giudizio ordinato dal giudice Morosini, e che vede alla sbarra, accanto ai capi di Cosa nostra Riina, Provenzano ecc. anche rappresentanti dello Stato, come Mancino, il gen. dei carabinieri Subranni, e altri. A seguire il dibattito con le domande dal pubblico.
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