“Rossa” un libro da leggere, tutto d’un fiato

Opera prima di Maddalena Rinaudo
Opera prima di Maddalena Rinaudo

“Rossa”, opera prima della ventisettenne Maddalena Rinaldo, è un diario – autobiografico – che racconta in prima persona – la storia vera della lotta contro un tumore maligno portata avanti dalla scrittrice quando aveva 15 anni.

La prima cosa che mi ha colpito è che non appare mai il nome della protagonista, ma, essendo autobiografico, è quello dell’autrice; e, essendo Maddalena nell’età adolescenziale, ammalarsi in tale fase della sua vita la scombussola non poco: perdere tutti i peli corporei, scrive lei in uno dei primi capitoli, la fa tornare come appena nata, senza capelli e senza peli pubici. Bellissima l’immagine della crisalide che appena diventa farfalla, per colpa del cancro è costretta a tornare crisalide!
Ma chi è Rossa? Rossa è un farmaco chemioterapico che ha il compito di ridurre la massa tumorale che Maddalena ha da tempo sotto un’ascella, e durante le varie sedute di chemioterapia Maddalena personalizza il farmaco come un’alleata/assassina: alleata perché ha il compito di salvarle la vita, assassina perché deve contribuire a “uccidere” il “feto” che lei si porta dentro…E questo rapporto di odio/amore è il fil rouge che lega insieme tutto il libro: “Rossa è la sua guerra. Rossi i suoi capelli. Rosso il sangue della sua lotta contro un nemico che si rivela quando ha quindici anni. Rossa è la chemioterapia. La storia vera della battaglia di una ragazza, non importa contro cosa e contro chi. L’obiettivo è vivere. Una guerra estenuante, senza esclusione di colpi. Una bambina si fa donna, ma il rito di transizione non è una passeggiata. Proprio no. Il nemico è doppio e lei è costretta a combattere contro il tumore e contro l’adolescenza. Finché uno dei due diventerà suo alleato. Il tumore. questa la trama come pubblicata in amazon.it, e rende bene l’idea del libro.
Devo ammettere che il libro è scritto molto bene, in ottimo italiano, ricco di figure retoriche, come quando lei scrive ““Baciami, amore, e baciami un’altra volta. E toccami e prendimi” è evidente il richiamo al poeta romano Catullo, e al suo Carme n.5, Da mi basia mille :
Da mi basia mille, deinde centum,/Dein mille altera, dein seconda centum,/Deinde usque altera mille, /deinde centum.

Oppure “I tuoi occhi neri sono l’unica musica che riesco ad ascoltare” e “e come l’acero desolato attende il termine dell’inverno, così io guardo verso la mia primavera”, tutte figure retoriche molto ben inserite nel contesto di una prosa asciutta, lineare, fatta di frasi brevi che danno un ritmo incalzante alla narrazione. Una narrazione intrisa del dolore, della sofferenza e della RABBIA di Maddalena verso il Male che la faceva soffrire, e la teneva lontana dai compagni, dall’estate, dal poter affrontare il passaggio all’età adulta senza la complicazione della malattia.

Un libro scritto così bene, che mi meraviglio come non sia stato preso in considerazione da qualche importante casa editrice, e che per me è stata una bella sorpresa: non essendoci recensioni sui più importanti quotidiani, e non essendo Maddalena Rinaldo stata ospite da Fabio Fazio…, l’unico modo per conoscere l’esistenza di Rossa è stato Twitter: dopo averlo letto mi rendo conto di quanta fatica fanno i giovani esordienti a sfondare nel mercato librario italiano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...