“Ridendo e scherzando” un grande omaggio al Cinema

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Sono appena tornato dall’aver visto questo docu-film e mi è davvero piaciuto molto.

A quasi due settimane dalla sua scomparsa, è stato proiettato stasera, al Politeama di fano, questo bel documentario in memoria di Ettore Scola “Ridendo e scherzando”, prodotto dalle figlie Paola e Silvia Scola.
Ettore e Pif si incontrano  nel Cinema dei Piccoli a Villa Borghese, per commentare insieme, a mo’ di intervista, molte  scene dei  film di Scola,  i materiali di repertorio – in cui vediamo Scola a tutte le età – anche vecchi filmini in Super 8 (alcuni girati da lui stesso), backstage realizzati sui suoi set, fotografie rubate agli album di famiglia, disegni e vignette ( Scola aveva cominciato la sua carriera facendo un’altra cosa, e cioè il vignattista al Marc’Aurelio).

Si comincia dall’immediato dopoguerra, 1946, quando Ettore Scola scriveva sceneggiature da “negro” e battute per famosi comici, come Totò e Peppino de Filippo, proseguendo per i film dove lui appare firmando al sceneggiatura, fino ad arrivare ai giorni nostri. In un’ora e mezzo si vede come è cambiata l’Italietta dal dopoguerra ad oggi.

Essendo stato Scola uno dei maestri della “Commedia all’italiana”, molte delle scene sono vere e proprie gag che – nonostante le avessi già viste  – mi hanno fatto ridere di cuore; ma altri film sono di denuncia: come dice bene Scola, in un’intervista dei 1971, intervistato all’uscita di un cinema dove era stato proiettato Mani sulla città di Francesco Rosi,  sia lui col suo “Permette? Rocco Papaleo” che Rosi denunciano il primo la condizione di emarginazione degli omosessuali nell’Italia di allora, 1971, e il secondo come nasce Tangentopoli, e Scola commenta:“Il fatto che oggi questi due film abbiano successo, non è dovuto tanto, o non solo, che sono fatti bene, ma per un motivo sociale, e cioè che la società italiana, amcora oggi, dopo 40 anni, non è stata in grado di affrontare e risolvere, o per lo meno non del tutto, quelle due problematiche, la condizione degli omosessuali e gli scandali della politica corrotta.”

Insomma, un ottimo documentario, un grande atto d’amore delle figlie di Scola verso l’opera del padre, e verso il Cinema, ma sempre con un tono ironico, con Ettore scola che spesso si prendeva un po’ in giro. Da vedere, assolutamente, per chiunque ami il Cinema…

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