Ancora su La corrispondenza: “Il miglior ragionamento sulla morte che un laico possa arrivare a fare”

Nella sua rubrica “Paginette” sulla DOMENICA – inserto culturale domenicale del Sole24Ore- del 28 febbraio scorso,  Paola Mastrocola, nell’articolo dal titolo accattivante  Anime decaffeinate, dedica un pezzo al film La corrispondenza di Giuseppe Tornatore; e dice:

“Non è solo un film, è molto di più. Credo sia il miglior ragionamento sulla morte che un laico possa arrivare a fare.”

Condivido  questo giudizio molto positivo della Mastrocola, che usa toni – forse fin troppo –  entusiastici: io non sono affatto sicuro che quello che ho visto al cinema, prima, e, poi, leggendo il romanzo omonimo tratto dal film, sia in assoluto “il miglior ragionamento sulla morte”.

Ma, a parte ciò, debbo ammettere che la riflessione portata avanti da Tornatore prima come regista e poi come scrittore sulla “vita oltre la vita”, sia il leit motov di film e romanzo, e può indurre nello spettatore/lettore reazioni contrastanti.

Mi spiego. Non sappiamo, né io né la Mastrocola, se Tornatore sia più o meno ateo o credente, di certo l’idea di una vita oltre la vita come la intendono i credenti è del tutto ASSENTE dal film/libro: i due protagonisti, infatti, Ed Phoerum, professore di astrofisica, ed Amy, studentessa laureanda in Astrofisica, e stuntman a tempo perso, sanno benissimo che dopo la morte NON C’E’ NULLA,  e proprio perciò Ed, sapendo che gli resta poco da vivere, si ingegna in tutti i modi per restare vicino ad Amy anche dopo morto; e, di rimando, Amy ricevendo degli sms da Ed prima durante e dopo aver saputo della sua scomparsa, non riesce a capire come sia possibile, per alcuni giorni spera che lui sia ancora vivo, e per essere certa della sua morte prende l’aereo e va ad Edimburgo, dove egli abitava. Il modo escogitato da Ed per restare il più possibile vicino ad Amy anche dopo morto è registrare video di sè, e messaggi e mail, che un notaio è incaricato di spedire fisicamente, se si tratta di un dvd o spedire in rete, se sms o mail, a determinate scadenze, e qui Ed deve cercare di indovinare cosa farà il tal giorno o la tal ora Amy, e molto spesso gli andrà bene, altre topperà clamorosamente, ma al di là di tutto, c’è questa bellissima storia d’amore, tra un professore regolarmente sposato con due figli, e una sua studentessa, conosciuta ad una conferenza, un amore così grande e così forte da cercare di…vincere anche la Morte, sebbene per poco tempo. 

Debbo ammettere che il film, e il Tornatore regista, mi ha convinto molto di più del libro: il Tornatore-scrittore  si limita, purtroppo a riportare la sceneggiatura del film (tanto che molte frasi dei personaggi sono le stesse ascoltate al cinema, e non riesce ad usare il linguaggio della parola scritta con la stessa maestria con cui usa il linguaggio delle immagini; però voglio dargli  merito di averci provato, a restituire alla parola scritta la supremazia usurpata dall’immagine”  e a “riscattare tutto ciò che lo schermo cinematografico deve o preferisce sottintendere” come scrive Tornatore stesso nella prefazione  che egli ha scritto al suo romanzo. 

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