TURISMO URBANO di Hebe Uhart recensito da STEFANIA PARMEGGIANI

3/4/2016
Repubblica Cult
I RACCONTI
Tra perditempo e poeti le vite degli altri dietro le parole
Hebe Uhart è una scrittrice argentina. Dicono che sia una signora schiva e dal carattere spigoloso, poco interessata alla circolazione dei suoi racconti. Eppure, chi ha avuto la fortuna di leggerla non l’ha più abbandonata. Adesso che anche in Italia è possibile conoscerla – grazie al fiuto letterario di una piccola etichetta indipendente, Calabuig – capiamo il perchè di tale ostinata fedeltà. Uhart racconta storie minime di personaggi eccentrici: non ci sono colpi di scena, grandi drammi, azioni risolutive. È come se scattasse una fotografia, lasciando fuori campo il passato e il futuro dei personaggi. Resta il presente, un istante che in poche pagine restituisce il senso di una intera vita. Negli otto racconti di
Turismo Urbano incontriamo scrittori, poeti, artisti, studenti, professori, costretti a confrontarsi con una “normalità” che non gli appartiene e che anzi, dalla loro particolare prospettiva, sembra una infinita collezione di bizzarrie. Il racconto che dà il titolo alla raccolta ci proietta nella vita di una ragazza di 26 anni decisa a trascorrere più tempo possibile nel centro di Buenos Aires. Sappiamo che vivere in casa le era diventato impossibile per la morte del fratello e per la presenza di una zia matta che parlava con un cane di porcellana. Nulla di più, una scarna premessa per vederla legata a un giovane “maestro in introduzioni”, ovvero uno studente passato dalle aule universitarie ai bar. Uhart si concentra in questo tempo sospeso e descrive un circolo di amici classisti e avvinazzati con grande ironia. Ci mostra la loro alterigia e il sistema di valori che condividono, li svincola dal tempo per andare dritto all’essenza della natura umana. Con frasi corte e precise, vicine alla lingua parlata. Nel racconto Convegno si sofferma su certe espressioni peruviane che gli argentini non usano perchè proprietà di altri. Sono carne viva, vanno ben oltre il significato letterario, raccontano la storia di chi le sta usando. Lei fa la stessa cosa: sviluppa una storia in superficie e intanto ne lascia affiorare un’altra, più sotterranea. Una magia di cui ci accorgiamo solo alla fine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
TURISMO URBANO
di Hebe Uhart
CALABUIG TRAD. DI M. NICOLA PAGG. 135, EURO 13

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