La villa svizzera di Charlie Chaplin diventa un museo

Da Repubblica in edicola oggi

Schermata 2016-04-17 alle 08.34.35

CHARLIE CHAPLIN “L’America è una prigione ora finalmente respiro”

Schermata 2016-04-17 alle 08.43.13
2 SETTEMBRE 1953
CARO CLIFFORD,
solo qualche riga per farti sapere come stiamo. Da quando ho piantato le tende qui in Svizzera respiro e mi sento più libero. Che lusso dopo quarant’anni passati in quel tuo dannato paese, è come essere appena usciti di prigione. L’Europa sta assumendo un’immagine nuova, sia politicamente che culturalmente e l’America al confronto sembra antidiluviana. Da qui si ha la visione del corpo politico mondiale e l’America spicca come un grosso orribile foruncolo.
Ma basta con i pensieri malsani e spiacevoli — qui in Svizzera si sta proprio bene. Puoi socializzare con personaggi illustri, i ricchi e gli artisti, che tu ne condivida o meno le idee politiche — non sono come gli americani irregimentati, che vogliono castrarti perché la pensi diversamente. Abbiamo una bella casa con quattordici ettari di terreno sopra Vevey, città bella e antica, che ha ospitato Rousseau e Courbet. La vista del lago e delle montagne ha un fascino indescrivibile e i bambini sono tutto il giorno in esplorazione nei boschi e nei frutteti, si arrampicano sui ciliegi, i peschi, i susini, i meli, i peri. Nelle giornate di sole come queste pranziamo nel frutteto e dovresti sentire quant’è buono il mais che coltiviamo… e le fragole, i lamponi e il ribes nero.
La posizione è strategica, in due ore raggiungiamo in pratica tutte le capitali europee. Sono stato parecchie volte a Londra e a Parigi ma la maggior parte del tempo la passo a Corsier — è proprio la casa di campagna
ideale.
CHARLIE CHAPLIN
IL TEMPO ALL’INIZIO DELL’ESTATE non è stato granché, ma alla fine ha fatto caldo con un bellissimo sole. Tutte le sere ceniamo in terrazza e abbiamo la fortuna di avere dei bravissimi domestici che, credo, ci sono affezionati e fanno di tutto per farci star bene — ovviamente ci pensa Oona, che ci sa fare con le persone di servizio. Volendo, nei dintorni ci sono parecchi artisti, pittori, scrittori. Al momento non mi va di frequentarli perché ho iniziato a lavorare a un nuovo film. A proposito, “Luci della ribalta” sta andando benissimo in Europa, quindi per il nuovo film non devo pensare al tuo stramaledetto paese. Quanto alla trama ti dirò in un’altra lettera.
Oona, come me, è diventata molto europea. A volte andiamo a cena fuori. Ci sono dei ristoranti carini e si mangia benissimo. Seduti in terrazza, affacciati sul lago di Ginevra, si cena sulle note meravigliose di Beethoven, Bach e la colonna sonora di “Luci della ribalta”! Non so se sei mai stato in Svizzera ma le città sono belle e pulite e i negozi elegantissimi. La vita però è molto cara, poco meno che negli Stati Uniti.
Ma veniamo a te. Cosa combini? Lavori? Che progetti hai? Come va il morale? Oona ed io ti pensiamo spesso, quindi facci avere presto tue notizie, siamo ansiosi di ricevere una tua lettera.
Con l’affetto di sempre
© Roy Export Company Establishment ( Traduzione di Emilia Benghi)
L’INEDITO
LA LETTERA A CLIFFORD ODETS PUBBLICATA QUI SOPRA, INEDITA IN ITALIA, PROVIENE DALLA CINETECA DI BOLOGNA, CHE DA ANNI SI DEDICA ALLA RICOSTRUZIONE DELL’INTERA OPERA DI CHAPLIN, E SARÀ ESPOSTA NELLA CASA-MUSEO.

Un pensiero su “La villa svizzera di Charlie Chaplin diventa un museo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...