La Tempesta di Sasà

L’uomo che andò all’inferno e fu liberato da Shakespeare
ANNARITA BRIGANTI
Ex detenuto, ex camorrista, ex analfabeta. Sembra una favola, noir, la vita di Salvatore Striano, napoletano, 43 anni, e infatti ci ha scritto su due opere. Dopo Teste matte, in cui raccontava la sua giovinezza senza scuola, a capo di una gang, l’autore – ora attore affermato – torna in libreria con il suo secondo memoir, La Tempesta di Sasà (entrambi Chiarelettere). La Tempesta inizia con la fine della sua latitanza, in Spagna, quando fa a pezzi e inghiotte la carta d’identità, falsa, per evitare un ricarico della pena. Segue un viaggio nelle carceri italiane e straniere, viste dall’interno, con tre anni nelle celle spagnole e cinque a Rebibbia. Poteva andare a finire male, con un suicidio o perdendo la testa. E invece, Striano, specialista nel rialzarsi, si salva con una delle cose meno valorizzate in Italia: la cultura. Titolo shakespeariano – «La prigionia è una strada per la libertà», diceva il Bardo – e un alto tasso di sincerità, senza nascondere le proprie colpe. Se all’inizio la reclusione era un’“Università del crimine”, dove impari a fare anche i reati che non conosci, poi prevale la voglia di riscatto. Inizia a studiare i suoi atti processuali, scrive lettere d’amore per i compagni di detenzione, fa un corso di teatro, che lo porta a frequentare la biblioteca del penitenziario. Nella scena clou il protagonista smette di prendere le gocce con cui lo sedavano, senza scalare, curandosi con i romanzi e con i copioni.
Un manuale su come dovrebbe funzionare il sistema carcerario, oltre l’avventura umana, piena di speranza. Striano è stato diretto da Matteo Garrone in Gomorra e dai fratelli Taviani in Cesare deve morire, basato sul Giulio Cesare di Shakespeare, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Calca i palcoscenici teatrali di tutta Italia. Il regista Stefano Incerti ha girato un film sulla sua “espiazione”. «L’Arte tira fuori il buono dalle persone», rivela quest’uomo che non ha paura di mettersi a nudo. «Caricate le pistole di libri. Se la gente ogni mattina leggesse o recitasse per un quarto d’ora, prima di uscire di casa, farebbe meno danni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA TEMPESTA DI SASÀ
di S. Striano
CHIARELETTERE PAGG. 221, EURO 16.

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