Una commissione interna ha stabilito che l’FMI sulla Grecia ha sbagliato in pieno

L’autocritica del Fondo “Sulla Grecia non credibili e succubi dell’Europa”

La commissione interna di controllo critica Strauss-Khan e Lagarde Il direttore generale: “Ma così i Paesi si sono potuti difendere”
TONIA MASTROBUONI

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BERLINO.

Documenti spariti nel nulla, procedure poco trasparenti, funzionari succubi delle decisioni prese in Europa, credibilità minata da previsioni e ricette sballate. E’ implacabile il verdetto dell’IEO, la commissione interna che valuta l’operato del Fondo monetario internazionale, sul periodo più nero della crisi dell’euro. Un verdetto che condanna senza appello il ruolo avuto dall’istituzione guidata prima da Dominque Strauss-Kahn, poi da Christine Lagarde nella Troika, cioè nella gestione dei Paesi cosiddetti “sotto programma”, che nel 2010 erano stati inghiottiti dalla crisi dei debiti e costretti a chiedere aiuti all’Europa e al Fondo, ossia Grecia, Portogallo e Irlanda.
Lagarde ha replicato alle bordate degli analisti interni ricordando che la risposta alla “sfida senza precedenti” delle crisi sovrane ha «consentito ai Paesi di costruire delle difese», scongiurando un effetto contagio e ristabilire la fiducia sui mercati in tre dei quattro Paesi in crisi. Quanto alla Grecia, l’ex ministro delle Finanze francese ha sottolineato di “non accettare la premessa”, cioè l’accusa che il Fmi sia permeabili alle pressioni politiche. Il giudizio sugli errori del Fondo – non inedito ma nuovo nella ricchezza dei dettagli e nella severità sul cotè politico – è implacabile riguardo ai negoziati con il Paese governato oggi da Alexis Tsipras. La critica non riguarda soltanto gli errori di valutazione economica commessi ab ovo, su cui l’ex capoeconomista Olivier Blanchard aveva già espresso un mea culpa nel 2013, ammettendo che «le correzioni strozza-crescita, insieme con l’austerità, hanno provocato una depressione economica» e innescato una spirale negativa sul debito che ha poi «richiesto continuamente nuovi aggiustamenti ». I 110 miliardi di euro del primo piano di aiuti per Atene, sottolineò l’economista francese all’epoca, erano serviti soprattutto «a rimborsare le banche straniere», leggi, tedesche e francesi imbottite di bond ellenici.

Per l’IEO le diagnosi e le ricette sottoscritte dalla Troika non hanno fatto altro che aggravare la crisi greca, «minando la credibilità del Fondo», che è stato sordo anche ai suggerimenti che venivano da una parte dello staff e che caldeggiavano già allora un taglio del gigantesco debito, cui i “falchi” dell’Eurozona, tedeschi in testa, si opposero sempre, soprattutto per ragioni di politica interna.

Il Fondo è accusato di aver “privilegiato l’Europa”; soprattutto, di essersi fatto spesso influenzare dal resto della Troika – segnatamente dalla Commissione Ue e dall’Eurogruppo nella formulazione delle proposte: la coabitazione con i funzionari europei “ha potenzialmente esposto i giudizi tecnici dello staff a pressioni politiche”. La commissione interna lamenta persino di non aver potuto esaminare dei documenti della fase più calda del negoziato. E gli errori continui nelle stime macroeconomiche, eccessivamente ottimistiche, «hanno danneggiato la reputazione del Fmi».

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...