Leoni e Tori dell’antica Persia ad Aquileia

31/7/2016
RCULT
AQUILEIA
Le stanze segrete dei tesori dell’antica Persia
VANNA VANNUCCINI
Nemmeno la Venere orgogliosamente svestita che cattura lo sguardo sullo sfondo delle prime tre sale del museo ha turbato il compiacimento delle autorità iraniane per l’interesse destato dai tesori del patrimonio archeologico iraniano portati ad Aquileia. Ventinove reperti dell’epoca dei due primi grandi imperi, quello achemenide e quello sassanide, a partire dal VI secolo a.C., si possono ammirare al Museo archeologico dell’antica città romana fino al 30 settembre. Calici, gioielli, pugnali, capitelli, opere di raffinata oreficeria, terrecotte, sculture di inestimabile valore (anche pecunario: solo il rhyton d’oro massiccio, un calice a forma di leone che è tra i pezzi più pregiati della mostra, vale 16 milioni di euro). Vengono da Ecbatana, da Susa, dal Kurdistan e soprattutto da Persepolis, la città achemenide che prima di essere messa a fuoco nel 330 a.C. per ordine di Alessandro era il conglomerato urbano più ricco e popolato del mondo allora conosciuto. «Chi vedrà la mostra riporterà l’impressione di una grande civiltà con una potenza artistica e concettuale che sta alla pari con quella romana», dice il presidente della Fondazione Antonio Zanardi Landi. Una cosa che in occidente spesso si dimentica, soprattutto da quando l’immagine dell’Iran è stata sopraffatta dagli stereotipi della cinematografia americana.
Leoni e Tori dall’antica Persia ad Aquileia è il titolo della mostra. Il filo comune che lega le opere esposte è infatti la rappresentazione del leone e del toro, un tema ricorrente nell’arte persiana. Il significato della lotta tra leone e toro è ancora un mistero. L’interpretazione più accreditata associa il leone con il sole e la luce del giorno, e il toro con il buio della notte, e perciò vi vede il simbolo della lotta tra il Bene e il Male, un punto centrale dello zoroastrismo, poi rimasto vivo anche nel periodo islamico. La questione della continuità nella storia iraniana affascina gli studiosi, che si chiedono come l’idea dell’Iran e la sua cultura letteraria siano sopravvissute indenni nei secoli a guerre, invasioni, cambiamenti di religione e rivoluzioni.
Il compiacimento delle autorità iraniane è pari solo a quello della Fondazione Aquileia, organizzatrice della mostra nell’ambito di un progetto denominato “Archeologia ferita” che si propone di promuovere il dialogo e la conoscenza tra culture diverse. Molti dei tesori esposti a Aquileia non erano infatti mai usciti prima dai confini iraniani. L’isolamento cui il mondo ha condannato la Repubblica islamica ha tagliato fuori dagli scambi culturali e dalle mete turistiche un Paese tra i primi al mondo per patrimonio storico e artistico e bellezze naturali (oltre che per la sicurezza dei turisti). La sola volta in cui si erano potute ammirare in Europa opere provenienti dal Museo archeologico nazionale di Teheran era stato nel 2003, grazie al presidente riformatore Khatami e al suo progetto di “dialogo delle civiltà”. La collaborazione tra i due musei continuerà. Il Museo archeologico di Teheran ha in progetto nel 2017 una mostra sul mitraismo, una delle molte influenze religiose e intellettuali che l’Iran ha avuto sull’occidente, e la Fondazione Aquileia funzionerà come raccordo. Con l’Iran l’archeologia italiana vanta una collaborazione di antica data. Fu un napoletano, Luigi Pesce, a fare nella seconda metà dell’800 la prima sistematica campagna di rilevamento fotografico delle rovine di Persepolis, così come italiana è stata la missione di restauro che negli anni Sessanta ha rimesso in piedi le imponenti colonne che giacevano spezzate nella polvere. Anche oggi archeologi italiani e iraniani scavano insieme a Persepolis, mentre esperti dell’Istituto per il Restauro del ministero del Beni Culturali sono impegnati a monitorare il più prestigioso dei monumenti dell’antico Iran, la Tomba di Ciro a Pasargade.
Schermata 2016-07-31 alle 08.44.58
IL BRONZO
Reperto in bronzo con tre leoni (particolare, V sec. a.C.)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...