Essere o non essere (vaccinati)? di PIERGIORGIO ODIFREDDI

Già gli antichi Greci avevano notato, ai tempi della peste di Atene descritta da Tucidide nella Guerra del Peloponneso e da Lucrezio nelDe rerum natura,
che coloro che l’avevano presa in forma lieve ne erano diventati immuni. E già nel 1796 Edward Jenner aveva inoculato del siero estratto da una pustola di vaiolo bovino in un ragazzo, rendendolo immune al vaiolo umano (ufficialmente scomparso nel 1980).
Oggi le malattie per le quali esistono vaccini sono innumerevoli, dal morbillo all’influenza, e in Italia è obbligatorio vaccinare i bambini contro la difterite, il tetano, la poliomielite e l’epatite virale B. Ma esistono individui isolati, trasmissioni come Le Iene e partiti come il M5S che diffondono scienziaggini sui vaccini: ad esempio, che fanno venire l’autismo.
La Natura fa sì che nelle popolazioni in cui almeno l’80% degli individui è vaccinato si sviluppi un’immunità di gruppo, che tutelaanche la minoranza non vaccinata. Ma quando il tasso di vaccinazione scende, una malattia dormiente può risvegliarsi: è successo negli anni ’90 con il morbillo in Inghilterra e la difterite in Russia, e succederà ancora se gli sciocchi non si vaccinano.
Va dunque letto Immunità e vaccini di Alberto Mantovani, recente vincitore del premio Serono per la letteratura scientifica, che immunizza e vaccina contro l’epidemia di sciocchezze dette contro i vaccini.

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