“Il mio viaggio con Herzog dentro l’inferno” di CLIVE OPPENHEIMER

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CERTO CHE HO PAURA, la minaccia è tangibile: calpesti rocce incandescenti e vedi zampilli di lava bollente uscire dalla pancia della montagna. Ma non mi spingo mai oltre la ragionevole valutazione del rischio, al punto da mettere in pericolo la mia vita.
O quella della troupe. Into the Inferno è il racconto per immagini dell’affascinante avventura che mi ha visto al fianco di Werner Herzog, faccia a faccia con questa paura, per indagare insieme il mistero dei vulcani. La scintilla della nostra amicizia, è davvero il caso di dirlo, è scoccata nel 2006 quando, affacciati sul borbottio di un vulcano in Antartide durante le riprese del film da lui diretto Incontri alla Fine del Mondo – a oltre tremila metri di altitudine – la mia curiosità ha incontrato la sua narrativa. Un incontro casuale tra anime gemelle; una partita che non era certo chiusa. Non a caso, cinque anni dopo mi sono trovato a ricordargli che era arrivato il momento di fare qualcosa — insieme — sui vulcani. Ci aspettavano. Così è nata l’idea di un documentario che andasse oltre la dimensione catastrofica per indagare l’impatto di quei giganti, non sempre silenziosi, sulla vita dell’uomo.
Io vulcanologo, lui regista. Indonesia, Islanda, Africa, Oceano Pacifico, persino la ‘’proibita’’ Corea del Nord le tappe da noi scelte per raccontare i vulcani e le popolazioni che abitano quelle zone, un rapporto imprescindibile. È grazie alle voci raccolte sul territorio, tra leggende e cosmologia, che abbiamo potuto incontrare la spiritualità nascosta all’ombra di un vulcano, i suoi demoni e l’inferno cui si devono il terrore della morte e, insieme, l’origine della vita. Ma quei sentieri percorsi insieme, su crinali infuocati dal magma profondo e incontrollabile, raccontano — in un dialogo continuo tra Herzog e me — anche le sfide dell’uomo per preservare la propria esistenza.
Lo studio dei vulcani non può trascurare l’aspetto antropologico di un fenomeno così potente e misterioso che da sempre attraversa la nostra storia. Ecco perché abbiamo affrontato paesaggi estremi che uniscono, chiudendo un ciclo, la distruzione alla rinascita. Dal gelo del Polo Sud al calore altrettanto insopportabile della Rift Valley etiopica, laddove le tracce fossili dei primi ominidi ci riportano migliaia di anni indietro a un’eruzione così grandiosa da creare i presupposti climatici e ambientali perché l’uomo abitasse il Pianeta. Una potenza difficile spiegare in meri termini scientifici: neppure la tecnologia più avanzata, utile per tracciare sismi e attività vulcanica, può darci una risposta univoca. E qui la poesia visionaria di Werner Herzog ha giocato un ruolo fondamentale, dando forma a quegli interrogativi che attraversano il film e trovano in parte risposta nelle testimonianze da noi raccolte.
Un capo villaggio dell’isola di Ambrym, nell’arcipelago di Vanuatu, confessa alle nostre telecamere di avere visto da vicino i demoni del fuoco apparsi ai suoi occhi come un fiume simile all’acqua, ma incandescente e vivo, portatore di distruzione. Solo pochi possono parlare a quegli spiriti e neppure è dato metterli a tacere, se non rendere loro omaggio rispettandone il volere oscuro. A quegli stessi spiriti, a seconda della latitudine, l’uomo si rivolge da sempre con timore e riverenza. Non basta la scienza per spiegare la forza della natura. E quella mitologia lo dimostra.
Possiamo studiare gli effetti devastanti di eruzioni spaventose, vedere bombe di lava levarsi alte nel cielo, misurare le ceneri e i gas che invadono impietosi le zone circostanti senza dare scampo, monitorare il magma. Tutto questo ci aiuterà senz’altro a individuare altri tasselli che andranno a comporre il mosaico della nostra evoluzione. Ma quel che conta è l’esperienza che ci insegna a salvare le vite.
( testo raccolto da Gaia Scorza Barcellona)
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IL FILM La troupe di Werner Herzog sul vulcano di Ambrym, un’isola dell’arcipelago di Vanuatu, nel Pacifico meridionale. Tappa del viaggio del regista tra i vulcani attivi della Terra, in compagnia del vulcanologo Clive Oppenheimer, per girare il documentario Into the inferno, che lo ha portato dall’Etiopia all’Indonesia, dalla Corea all’Islanda. È stato presentato alla Festa del cinema di Roma e sarà disponibile su Netflix dal 28 ottobre
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IL REGISTA Werner Herzog ( 1942) ha esplorato col geologo Clive Oppenheimer i vulcani del mondo per capire il rapporto tra le popolazioni che vivono le bocche di fuoco e le calate di lava. E indagarne la spiritualità attraverso la cosmologia, le leggende e il pantheon di dei e demoni che prendono vita proprio dal convivere con le eruzioni. Per dimostrare che non basta la scienza a spiegare la forza della natura
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L’AUTORE Clive Oppenheimer ( 1964) è professore di Vulcanologia all’Università di Cambridge. È stato il suo ultimo libro Eruptions that shook the world (2011) a spingere Herzog a girare il documentario sui vulcani. Un’esperienza che lo scienziato descrive per noi in queste pagine e che racconta come “ un dialogo continuo” a partire dall’origine della vita sulla Terra per finire alle strategie per preservare la natura governandone i misteri

da Repubblica oggi in edicola

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