Wislawa Szymborska “LA POETESSA GLOBALE” di Roberto Saviano

LA fortuna dei poeti nell’era digitale non è più legata alla loro opera, nemmeno a una loro poesia. È legata a un verso. Uno solo. Il verso può trasformarsi, a volte, persino in aforisma, diventando un ente a sé stante, scollegato dal corpo dove è nato. Sandro Penna diventa solo “ Felice chi è diverso, essendo egli diverso”, Ungaretti “M’illumino d’immenso”, Salvatore Quasimodo è tra i pochissimi che riceve il privilegio di un’intera poesia citata: “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”, Montale è “Spesso il male di vivere ho incontrato” oppure, per un pubblico più colto, “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Auden è addirittura molto più citato per il titolo “La verità, vi prego, sull’amore” che per le poesie di questa raccolta. La storia dei versi non coincide quasi mai con la storia dei poeti o della loro opera. Hanno un percorso del tutto proprio, diventano autonome, slegate dalla pubblicazione e dall’autore. Oggi ancor più di ieri: diventano tweet, post per Facebook, commento a foto su Instagram.
Il verso in inglese più ripreso online, ben 14.800.000 volte, è di Alexander Pope, To err is human; to forgive, divine, “Errare è umano, perdonare è divino”. Shakespeare è solo il tredicesimo autore più citato in Rete e — sorpresa — il verso non è “Essere o non essere” ma My mistress’ eyes are nothing like the sun (forse grazie anche alla complicità di Sting che lo canta in Sister Moon).
Ma il verso universalmente più citato sul web dalle sue origini a oggi non è in inglese, non è in cinese, non in spagnolo né in russo, è in una lingua morta: Carpe diem. È citato 32.600.000 volte, pochi conoscono Orazio il suo autore e il film L’attimo fuggente (titolo nella traduzione italiana) ha contribuito più d’ogni altra cosa alla sua infinita diffusione.
Ma c’è un altro verso che negli ultimi anni è esploso divenendo tra i più amati. Ed è: “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore” che appartiene a una poesia della raccolta Ogni caso e si trova lì, nel finale. Ci ha messo un po’ a emergere e a farsi conoscere, come la sua penna. Wislawa Szymborska è una poetessa polacca dal nome impronunciabile. Prima che vincesse il Nobel nel 1996 era conosciuta e amata da un gruppo di devotissimi lettori sparsi in ogni angolo del pianeta: molti per gli standard di un poeta, ma non abbastanza da renderla globalmente riconosciuta. Aveva settantatré anni quando le diedero il Nobel: prima di allora l’attenzione ai suoi versi era stata marginale per via di un riflesso condizionato che vedeva i giornali occuparsi di poeti a partire dalla persecuzione politica, o dalla biografia tragica legata al suicidio, alla disperazione. Sembrava che un verso non bastasse per raccontare un poeta. Doveva essere la vita a spingere a leggere i suoi versi. Poi arriva: “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”. Cosa ha fatto di questo verso uno dei più pronunciati e celebri? Forse la sua facile traducibilità, che rende universale, in ogni lingua, la sua melodia. Listen, how quickly your heart is beating in me in inglese; Ecoute, comme ton coeur me bat vite in francese; Escucha, cuán rápido me late tu corazón in spagnolo; Escuta, como seu coração dispara em mim in portoghese. Ma la risposta che riesce ad approssimarsi a una verità è la più semplice: tutti hanno provato quello che questo verso esprime. Molti hanno la sensazione che quel verso, in alcune fasi della vita, potrebbero averlo addirittura già pronunciato. Di averlo creato loro stessi e molto prima di Wislawa! Lo stupore colpisce il lettore quando legge nelle pagine qualcosa che ha provato, o addirittura pensato: lo scrittore gli ha dato la parola che aspettava. Quel verso sembra aver descritto l’elettrocardiogramma dei sentimenti, fatto con le più semplici delle parole. È proprio il gioco della semplicità la potenza di Wislawa, capace di essere apprezzata anche se non si ha mai fatto l’orecchio al suono della poesia. Leggere Petrarca è esperienza potente, unica, ma devi accordare il timpano alla sua lingua. Wislawa fa entrare nei versi senza nessuna anticamera, nessuna iniziazione. Puoi non aver mai letto un verso nella vita, i versi di Wislawa sono pronti per essere compresi, intuiti, sentiti. “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”. Come per le canzoni, la parola “ cuore” è resa consunta dall’abuso. Il più bel verso poetico rischia d’esser rovinato dalla parola cuore. E invece il miracolo poetico accade quando una parola consumata riceve nuova vita, come se rinascesse a nuovo uso.

Wislawa riconcede potenza alla parola cuore, usando una metafora cardiaca (il battito) ma spostando la prospettiva. È il cuore dell’altro che nella propria cassa toracica pulsa. Insomma, questa poesia è la descrizione dell’empatia tra amante e amato: l’amore è forza centripeta che rende tutto una sola cosa. Quaranta caratteri, spazi inclusi. Chissà, forse Wislawa Szymborska oggi sarebbe regina, con la sua sagace semplicità, di un social come Twitter. “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”. Boom. Questa è la poesia. Una poesia tanto attuale e senza tempo da essere perfetta per i social. È la poesia 2.0. ?

Un pensiero su “Wislawa Szymborska “LA POETESSA GLOBALE” di Roberto Saviano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...