Cosa (e quanto) mangiare, come ridurre lo stress e rafforzare il corpo

 

Digiuno e meditazione la nuova via per la salute

di ELVIRA NASELLI

ROMA.
Se qualcuno vi promettesse che – dopo solo cinque lezioni – sareste in grado di suonare un concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven ci credereste? Sarebbe bello, ma impossibile. Come è altrettanto improbabile che soltanto seguendo una dieta, utilizzando un integratore, o facendo un certo tipo di attività fisica si possa star bene, e invecchiare meglio.
E allora perché così tanta gente ci crede? «Perché si è portati a scegliere la strada più facile. E dunque l’approccio più riduttivo e super-semplificato», risponde da St. Louis Luigi Fontana, che insegna Nutrizione all’Università di Brescia ma fa ricerca negli Stati Uniti. E allora, che fare per star bene e vivere più a lungo? Bisogna seguire la “grande via”. Che è il titolo del libro, in uscita martedì per Mondadori, in cui Luigi Fontana racconta con Franco Berrino qual è la strada per una vita felice e sana.
Un volume diverso, a cominciare dagli autori. Epidemiologo e direttore del dipartimento di Medicina preventiva all’Istituo nazionale dei tumori di Milano Berrino, ora in pensione, e scienziato di livello internazionale Fontana, le cui ricerche sugli effetti del digiuno intermittente e della riduzione delle calorie e delle proteine come chiave per la longevità stanno aprendo prospettive inattese per la prevenzione di alcune malattie croniche frequenti.
E allora “Hara hachi bun me” è solo il punto di partenza. «Il motto confuciano – racconta Fontana – raccomanda di nutrirsi finché si è pieni a tre quarti. Quindi mai saziarsi. Ed è importante anche il digiuno intermittente e dosare il cibo nei tre pasti principali secondo la regola della colazione da re, il pranzo da principe e la cena da povero ». Tutte regole che Fontana – che ha un fisico longilineo, fa il pane da solo e si nutre prevalentemente con cereali integrali, verdure, legumi, frutta, noci, semi e un po’ di pesce, e così cresce suo figlio di 8 anni – mette in pratica personalmente, insieme a nuoto e allo hatha yoga, per mantenere agilità, flessibilità ed equilibrio, e alla meditazione.
Già, perché La grande via non dà soltanto preziosi consigli alimentari – spiegando anche gli effetti delle diete vegetariane sulla salute, o i presupposti della dieta dei centenari ma cerca di insegnare la qualità di uno stile di vita che deve considerare i benefici dell’attività fisica, con suggerimenti per rafforzare muscoli, ossa ed equilibrio, della convivialità e del rapporto con amici e parenti. Della capacità della nostra memoria, e della nostra intelligenza emotiva e creativa. Della necessità di bilanciare attività e inerzia, come sostiene la medicina cinese, pensando dunque a dormire a sufficienza, e senza interruzioni. E di come tecniche di respirazione e meditazione possano ridurre stress e malessere psicologico.
Con effetti anche biologici sorprendenti. «Molti studi hanno dimostrato che la meditazione e la preghiera riescono addirittura a diminuire la mortalità – racconta Fontana – uno in particolare, dell’università di Harvard. Che la riduceva in modo significativo, di circa il 33 per cento. Gli autori dello studio non hanno azzardato ipotesi, ma la meditazione riduce lo stato infiammatorio cronico, che è poi il principale fattore di rischio delle malattie croniche». Una spiegazione che può essere accettata anche dai più scettici. Anche se – raccontano ridendo gli autori – la percentuale era più alta nelle donne nere, e non perché andassero più spesso in chiesa, ma perché quando ci andavano cantavano. Cantavano, senza pensieri.

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