“Due settimane di yoga e torna il sereno” di Irene Maria Scalise

Medicine naturali.
 dall’inviata di Repubblica
IRENE MARIA SCALISE
KOVALAM
DUE SETTIMANE per migliorare corpo e mente. Si può partire doloranti e stressati e ritornare risanati? La risposta è sì. Basta organizzare un viaggio in India. Più esattamente nel dolce Kerala, programmando un intenso calendario a base di yoga, meditazione, trattamenti ayurvedici, passeggiate in spiaggia e alimentazione vegetariana. A Kovalam, per esempio, su un allegro lungomare dove, tra le palme, si rincorrono le scuole di yoga e le “cliniche” ayurvediche. La scelta non deve essere casuale perché lo yoga può essere dannoso se non viene praticato sotto la sorveglianza di maestri competenti. Come orientarsi? Una disciplina ottima per il corpo, ma anche per la psiche, è l’ashtanga yoga. Considerato una forma di meditazione in movimento è anche conosciuto come yoga del respiro. A Kovalam c’è il maestro Lino Miele, che da 30 anni insegna e dirige scuole in varie città del mondo.
L’orario della pratica, a causa del clima caldo e spesso umido, è molto presto al mattino. I primi praticanti arrivano verso le 5 e gli ultimi finiscono intorno alle 10. Le asana (posizioni) si susseguono sotto la supervisione di Miele e dello staff internazionale dei suoi assistenti tutti rigorosamente diplomati con un severo teacher training. Dopo qualche giorno si è già in grado di riconoscere, a seconda del tocco più o meno energico, chi sta “aggiustando” le varie posture. «Gli insegnanti non dicono mai “ti devi mettere in ginocchio” – spiega Miele – loro fanno sentire la postura con le mani e muovono il corpo». Intorno alle 8 c’è anche una classe guidata per principianti di un’ora circa e, in quindici giorni, si può raggiungere un livello discreto che potrà crescere in Italia. L’ashtanga è la combinazione tra un respiro controllato (Ujjayi) e l’esecuzione di asana (posizioni). È fondamentale la corretta direzione dello sguardo (drshti) e l’uso di chiusure e contrazioni dei muscoli (bandha). «Il metodo – spiega Miele – è caratterizzato da una sequenza di posizioni concatenate tra loro e sincronizzate con il respiro». Cosa succede al corpo di chi si avvicina allo yoga? «Acquisendo la capacità di un respiro lungo e profondo la mente diventa calma e concentrata, i pensieri si fermano e ciascun movimento fluisce gentilmente da un’asana all’altra. Solo quando respiro e movimento sono in perfetta armonia la pratica dell’Ashtanga yoga si evolve nella leggerezza di una meditazione in movimento ». Si ottengono molti benefici, il corpo si rafforza, si alleggerisce e diventa super flessibile. Attenzione però: i primi giorni, irrigiditi da mesi alla scrivania, si possono avvertire dolori ai muscoli e alle giunture ma non bisogna spaventarsi.
Terminata la pratica, e dopo aver bevuto un succo di cocco ricco di vitamine e sali minerali, arriva il momento della colazione: per rafforzarsi è consigliato bere un hot lemon ginger honey. È una bevanda bollente capace di lenire i sintomi dell’influenza. Bene anche i succhi di papaya, mango e melograno accompagnati da porridge o dal chapati (tipico pane indiano senza lievito).
Il pomeriggio è il momento migliore per sottoporsi ai trattamenti ayurvedici. I medici locali offrono una consulenza iniziale a cui segue un ciclo di terapie personalizzate. Tra gli indirizzi consigliati ci sono il dottor Sambhu che dirige la Ayushya Ayurvedic Panchakarma Centre, il dottor Kiran Achutha Bhat con l’Arya Ayurvedic Panchakarma Centre, il dottor Unnikrisha con l’Agastyaa Heritage Ayurvedic Centre e il dottor Vinay Kumar specializzato nei Marma Chikitsa (punti di energia vitale da sollecitare nel corpo). Entrare in questi tempi dell’ayurveda è un’esperienza unica: una miriade di occidentali, avvolti nei tipici sari e coperti di polveri e unguenti, si aggirano con uno sguardo tra il soddisfatto l’incredulo ingurgitando polveri e pasticche. Gli odori degli oli curativi penetrano nelle narici mentre i terapisti si muovono silenziosi tra una cabina e l’altra. Le comodità non sono garantite: anzi spesso i lettini per i trattamenti sono in legno.
Nel corso del soggiorno è fondamentale dedicare del tempo al pranayama. Lo stesso Lino Miele lo insegna ai suoi studenti il martedì e il giovedì pomeriggio. In cosa consiste? È una forma di controllo del respiro composta di quattro fasi: inspirazione (puraka), pausa (antara kumbhaka), espirazione (rechaka) e un’ulteriore pausa dopo l’espirazione (bahya kumbhaka). Avere un giusto ritmo rafforza il sistema respiratorio e diminuisce lo stress. Verso le 7 di sera la giornata di Kovalam volge quasi al termine: la cena dovrà essere leggera per consentire un buon sonno. Riso con contorni di verdura, formaggi vegetali, pane indiano e bevande calde. Tra le 8 e le 9 la popolazione degli yogici si ritira. Dormire così presto i primi giorni può essere difficile, nel caso conviene aiutarsi con della melatonina o farsi prescrivere qualche preparato naturale dal proprio medico ayurvedico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...