Paolo Mauri recensisce “Torto marcio” di Alessandro Robecchi

A me questo ultimo giallo di A. Robecchi è piaciuto molto, molto, molto, e lo consiglio vivamente
21/2/2017
dalla pagina  della CULTURA di REPUBBLICA
Delitti a Milano la firma è un sasso
PAOLO MAURI
Una città senza nebbia. Tre omicidi eccellenti. Il nuovo giallo di Robecchi
Con Torto marcio Alessandro Robecchi ha scritto il suo quarto giallo ambientato a Milano: una Milano di adesso, senza nebbia. Nel penultimo aveva investito la città con folate insidiose di vento e, il vento, lo aveva messo anche nel titolo ( Di rabbia e di vento). La città è comunque protagonista: si sente che l’autore la possiede in lungo e in largo e gli piace raccontarla con disincanto e un taglio ironico che fa parte del patrimonio culturale lombardo da Parini (inteso come poeta) a Jannacci.
Torto marcio prende il via da due omicidi, che hanno la stessa sigla: sui morti (un macellaio molto ricco e un imprenditore altrettanto benestante) l’assassino ha deposto un sasso. Una firma? Ma di che cosa? Come negli altri romanzi un personaggio chiave è Carlo Monterossi: scrive per la tv, per la «fabbrica della Merda», come lui stesso la chiama, che sarebbe un programma di quelli che girano intorno alla cronaca e intervistano (con gioia) la gente che piange. Però Monterossi non fa solo quello: investiga di tanto in tanto anche se qui avrà un ruolo tutto sommato marginale, insieme al suo amico Oscar, un giornalista che sa tutto e se non lo sa lo viene a sapere.
Monterossi è anche amico del vice soprintendete Tarcisio Ghezzi che a me, ma non so se è un’illazione gratuita, sembra un nome da interista d’antan. Burgnich si chiamava Tarcisio e Ghezzi (Giorgio) era il portiere. Comunque Ghezzi (il poliziotto) ama travestirsi per investigare meglio e anche qui farà finta d’essere uno sbandato per poter occupare un alloggio in un complesso popolare dove c’è un po’ di malavita e un po’ di antica politica di base. Un alveare, comunque. Quando Ghezzi e i suoi colleghi stanno cominciando a indagare sulla storia dei sassi, da Roma (l’eterna nemica di Milano) arriva una squadra ad hoc mandata dal ministero e ai poliziotti tocca farsi da parte. Ma solo ufficialmente: col beneplacito del loro capo, che devono informare di continuo, sono in vacanza ma continuano le indagini e usano come luogo di lavoro la casa di Ghezzi.
La trama è ben costruita e ben sceneggiata. Ad un certo punto arriva anche un terzo morto, anche lui col sasso… Tutto si complica e tutti indagano. La squadra ministeriale (che non combina nulla), la squadra di Ghezzi che invece trova il bandolo e Monterossi che ci mette del suo, cioè molto Bob Dylan, aggiornato al Nobel, sul quale vuole da sempre scrivere un saggio, e la sua personale tristezza per come va il mondo, anche se a lui poi così male non va, a parte gli affari di cuore.
Robecchi, che ha una scrittura leggera agganciata al “parlato”, registra molto bene, intorno all’intrigo che resta il motore di tutto, una situazione sociale sulla quale ci sarebbe molto da dire, ma nessuno dice più niente. Da una parte il lusso, le belle macchine, i cibi raffinati, gli alberghi esclusivi, insomma il vivere bene e chi se ne frega degli altri, dall’altra i poveri, a cominciare da Tarcisio Ghezzi (che vorrebbe quasi andare in pensione) per finire a quelli che vivono nei casermoni occupati abusivamente e per di più protetti dalla malavita. Quella spicciola, sulla quale la questura chiude un occhio. Si capisce che Robecchi non ci sta: si sente un po’ Monterossi e un po’ Ghezzi e sta stretto nei panni di tutti e due i suoi personaggi. Per andare un po’ più a fondo, penso, scriverà un altro giallo, milanese come il risotto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...