la strage dei bambini col gas nervino: chi è il nuovo Erode?

ecco cosa scrive Alberto Stabile di Repubblica

Siria
“Raid con il gas sui bimbi” L’opposizione accusa Assad per il massacro di Idlib
ALBERTO STABILE
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BEIRUT.
Un bombardamento con sospette armi chimiche contro la cittadina di Khan Shaykhun, a sud di Idlib, una delle città siriane tuttora sotto controllo dei ribelli, ha ucciso 58 persone, fra cui 11 bambini, e ne ha ferite altre trecento, in maggioranza civili, secondo un bilancio che potrebbe aggravarsi. L’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, che segue gli sviluppi della guerra attraverso una rete di fonti locali, non ha potuto precisare quale sostanza tossica sia stata usata, né la bandiera degli aerei autori del bombardamento, se, cioè, russi o siriani. Se confermato, si tratta del più grave attacco chimico dopo quello dell’agosto 2013, quando il regime di Bashar al Assad venne accusato di aver preso di mira diverse località nei dintorni di Damasco uccidendo centinaia di persone, accuse che il regime ha rilanciato contro i ribelli.
L’orrore ha colto la popolazione di Khan Shaykhun quasi nel sonno. Erano le 6,25 quando Husseyn Khayal, un fotografo del Local Media Centre, la struttura informativa legata alle forze dell’opposizione, è stato svegliato da uno scoppio violento. Corso sul posto, Hussein ha visto lo scempio di vite umane provocato dall’esplosione. Decine di persone morte e fra di loro molti bambini. Altre, fuggite dalle case, giacevano per la strada, svenute, o in preda alle convulsioni, incapaci di respirare, o soffocate dalla bava che usciva loro dalla bocca.
Secondo il responsabile della rete sanitaria di Idlib, i morti sarebbero già 67. Altre fonti locali parlano di 100 vittime. Gli Elmetti Bianchi, i soccorritori civili, amati da alcuni criticati da altri per la loro contiguità con le formazioni jihadiste, hanno rivelato che, dopo le bombe contro i civili è stata colpita anche una postazione sanitaria dove i sopravvissuti venivano assistiti. Un massacro, insomma. La cui responsabilità viene fatta ricadere sul regime di Assad e sulle Forze Armate siriane. Le quali, però, secondo una fonte citata dall’agenzia Reuters, negano: «Le forze armate siriane non hanno usato e non usano agenti chimici, che, tra l’altro, non posseggono».
In seguito all’attacco contro diverse località della Goutha, l’hinterland di Damasco, nell’agosto del 2013, grazie alla mediazione russa e per evitare la possibile ritorsione degli Stati Uniti, Assad decise di aderire alla Convenzione Internazionale contro le armi chimiche, consegnando agli esperti dell’Agenzia internazionale 1.400 tonnellate di ordigni e sostanze chimiche pronte all’uso bellico.
Da allora la situazione sul terreno è cambiata. Se nell’agosto del 2013 i ribelli bussavano alle porte di Damasco ed avevano messo sotto controllo quasi tutte le grandi città della Siria, Homs, Idlib, Aleppo, Daraa, Raqqa, Deir az Zor, oggi la bilancia del conflitto, grazie all’appoggio decisivo dell’aviazione russa, delle milizie sciite irachene e libanesi, delle unità di Pasdaran iraniani e dei combattenti afgani, sembra pendere a favore del regime. Homs e Aleppo sono state riconquistate. Raqqa sta per cadere sotto l’urto delle Forze Democratiche siriane a guida americana. Resta Idlib, è vero, l’ultima trincea della rivolta, con i sui 900.000 rifugiati provenienti da altre zone della Siria e le migliaia di ribelli armati che si sono arresi altrove in cambio di potersi trasferire a Idlib per proseguire lì la loro rivoluzione. Ma quale vantaggio ulteriore verrebbe ad Assad da un attacco di tal fatta, nel momento in cui bene o male sembra essere uscito dalla fase critica?
Anche sul piano politico, Assad è sembrato guadagnare punti, dopo che lo stesso Trump, riecheggiando un punto fermo della diplomazia russa, ha affermato non più di 48 ore fa, che il destino del rais di Damasco «sarà deciso dal popolo siriano». Come dire che rimuoverlo dal potere come avrebbe voluto fare, a parole, l’amministrazione Obama, non è più una priorità americana. Ma secondo lo stesso segretario di Stato Usa Rex Tillerson, su Russia e Iran gravano «grandi responsabilità morali dopo l’attacco barbaro di ieri di Assad».
Un orrore come quello di Khan Shaylhun può certo rimettere molte cose in discussione. Anche il ruolo della Russia, se dovesse venir fuori che russi erano gli aerei che hanno bombardato. Forte è il contraccolpo sulla scena internazionale. Hollande ha attaccato frontalmente Assad e i suoi protettori moscoviti che, ha detto in sostanza il presidente francese, gli permettono di continuare ad agire impunemente. L’Inghilterra è in prima linea, con il mediatore Onu, Staffan De Mistura, nel chiedere una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, convocata poi per oggi. La responsabile della politica estera della Ue, Federica Mogherini, sottolinea la «responsabilità» di Assad. Trump, coglie l’occasione per censurare la strategia del suo predecessore, Obama: «È tutta colpa sua», attacca la Casa Bianca.
questa è al jazzera

41 MINUTES AGO

‘Chemical attack’ in Syria draws international outrage

UN to investigate potential war crimes after dozens, including children, die in rebel-held town of Idlib province.

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WARNING: The above report contains images some may find distressing.

A suspected chemical attack on a rebel-held Syrian town has drawn widespread international condemnation, with the United Nations saying it would investigate the bombing raid as a possible war crime.

At least 58 people, including 11 children, were killed in Khan Sheikhoun, Idlib province, on Tuesday, according to doctors and a monitor.

‘Toxic gas attack’ kills at least 58 people in Syria
The Syrian Observatory for Human Rights said the attack caused many people to choke or faint, and some to foam from the mouth.

The UK-based monitor, which tracks developments in Syria’s conflict through a network of contacts on the ground, cited medical sources who described the symptoms as signs that gas had been used.

“We were affected by the gas. We couldn’t stand up,” Veda Ajej, one of the victims treated in a hospital in the Turkish town of Reyhanli, near the Syria border, told the Reuters news agency.

“I felt dizzy and nauseous. I suffered from shortness of breath. I couldn’t breathe.”

Local health workers said the death toll could rise and eventually reach 100. A member of the White Helmets, a rescue group that operates in rebel-held areas, told Al Jazeera that up to 300 people had been injured.

The Syrian National Coalition, an opposition group, said a gas similar to sarin was used in the attack, which it blamed on government planes.

Syria’s military rejected the accusation, saying in a statement that the army “denies using any toxic or chemical agents in Khan Sheikhoun today, and it did not and never will use it anywhere”.

Russia, which has been bombing rebel-held areas since September 2015 in support of Syrian President Bashar al-Assad’s forces, also denied it was responsible for the attack.

READ MORE: How chlorine gas became a weapon in Syria’s civil war

Staffan de Mistura, UN Syria mediator, said the “horrific” attack had come from the air.

UN Secretary-General Antonio Guterres was “deeply disturbed” by the attack, his spokesman said, adding that the world body was “currently not in a position to independently verify” the reports of use of chemical weapons.

An emergency Security Council meeting was scheduled for Wednesday. The United States, Britain and France proposed a Security Council resolution that diplomats said would likely be put to a vote.

The draft text, seen by Reuters, says Syria’s government must provide an international investigation with flight plans and logs for Tuesday, the names of all helicopter squadron commanders and provide access to air bases where investigators believe attacks using chemicals may have been launched.

‘Spread terror’

If confirmed, it would be the deadliest chemical attack in Syria since sarin gas killed hundreds of civilians in Ghouta, near the capital, Damascus, in August 2013. Western states said the Syrian government was responsible for the 2013 attack. Damascus blamed rebels.

Khan Sheikhoun residents said the attack began in the early hours of Tuesday morning, when they heard planes in the sky followed by a series of loud explosions, after which people very quickly began to show symptoms. They said they could not identify the planes. Both Syrian and Russian jets have bombed the area before.

“My family and I were sleeping during the attack,” Ahmed, another victim treated in Reyhanli ,told Reuters. “The bombing was carried out and there was a big explosion. I felt dizzy and nauseous. I had trouble breathing – I don’t remember the rest.”

Charles Duelfer, a chemical weapons expert in Washington, DC, said it was “unlikely” that the attack was not the work of the Syrian regime.

“What changed is the nature of the agent,” he told Al Jazeera. “There were previous cases where the OPCW and the UN have identified that the regime used a chemical but it’s only been chlorine. This agent appears to be a military agent which is far more effective.”

Duelfer also said it was “puzzling” why government forces appeared to have resorted to using chemical weapons at a time when they are doing well militarily on the ground.

“They [chemical weapons] are not really serving a substantial military purpose. They can certainly spread terror, and they certainly seem to have a political effect although it’s hard for me to calculate how that would be a positive thing for Bashar al-Assad right now – unless he wants to demonstrate that he’s there, no matter what anyone else says or wants to do about it.”

Turkish Prime Minister Binali Yildirim said Turkey hopes the UN will punish the attack’s perpetrators in the name of humanity.

“The inhumane savagery in Idlib, Syria this morning, unfortunately, shocked all of us deeply,” he said.

Britain and France also called for renewed efforts at the Security Council for those behind the use of toxic gas in the war to be held accountable.

Such attempts have been repeatedly blocked by Russia, Syria’s main ally and a veto-wielding council member.

“This is clearly a war crime,” British Ambassador Matthew Rycroft told reporters.

“I call on the Security Council members who have previously used their vetoes to defend the indefensible to change their course.”

READ MORE: Syria’s civil war explained

The US said Assad must be held accountable for chemical weapons attacks and demanded that Russia and Iran bring their ally to heel.

“While we continue to monitor the terrible situation, it is clear that this is how Bashar al-Assad operates: with brutal, unabashed barbarism,” Secretary of State Rex Tillerson said.

White House spokesman Sean Spicer told reporters that President Donald Trump was “extremely alarmed” by reports of the attack, which he called “reprehensible”.

French President Francois Hollande accused the Syrian government of a “massacre”.

“Once again the Syrian regime will deny the evidence of its responsibility for this massacre,” he said in a statement.

On three previous occasions, UN investigations have found the Syrian army guilty of using chemical weapons.

In a statement, the UN Commission of Inquiry on Syria said the use of chemical weapons, as well as any deliberate targeting of medical facilities, “would amount to war crimes and serious violations of human rights law”.

“It is imperative for perpetrators of such attacks to be identified and held accountable,” said the independent panel led by Brazilian expert Paulo Pinheiro.

The European Union’s top diplomat, Federica Mogherini, said: “Obviously there is a primary responsibility from the regime because it has the primary responsibility of protecting its people.”

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