Con gli abiti zuppi, rischia di annegare. Ma rifiuta il bagnino uomo, finché…

LA SPEZIA 22 agosto 2017

Sondra Coggio

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Alcune musulmane con figli, interamente vestite, fotografate a Fano in zona “Pista dei go-kart”; ho provveduto a cancellare i volti
La spiaggia di Fiumaretta, in una foto d’archivio

La Spezia – Non era mosso, il mare, l’altro giorno, a Fiumaretta: ma restare in equilibrio, completamente vestiti, in acqua, non è per niente facile. E tenere fra le braccia una bambina, di 3 anni, ha reso quel “bagno” ancora più complicato. Faceva caldissimo, più di 35 gradi. Vicino alla piccola scogliera, al bagno Neda di Fiumaretta, c’era solo una leggera brezza. Qualche onda, increspata, non altro: ma un conto è nuotare con un costume da bagno, un altro immergersi con tante vesti addosso.

Quando la bagnante, una donna musulmana con il corpo interamente coperto dagli abiti, si è trovata in difficoltà, ormai completamente inzuppata, è sceso dalla spiaggia l’uomo che era arrivato con lei, in costume da bagno, e le ha sfilato la piccola – anche lei vestita – dalle braccia. Dopo di che, è risalito, lasciandola lì. L’uomo, in alcune tradizioni, può mostrarsi nudo: la donna no. Così lei, rimasta sola, e fradicia, ha iniziato a barcollare. Non riusciva a risalire a riva, non aveva le forze di tornare indietro: e non poteva davvero nuotare, in quelle condizioni. Peraltro, ha detto poi di non essere nemmeno capace, di nuotare.

L’hanno vista piegarsi, e scivolare. L’hanno vista bere. Il bagnino, a quella scena, è corso ad aiutarla, ma la donna, vedendo le sue braccia, protese, l’ha respinto. Urlava «via, via» come a rifiutare l’aiuto di un uomo. Dalla spiaggia, i bagnanti hanno trattenuto il fiato, per la paura: il bagnino era lì, a un passo, ma la donna non ne voleva sapere. Sempre più pallida, provata, continuava a rifiutare l’aiuto. Una situazione delicatissima, con i bagnanti increduli, preoccupati: a fronte del rischio, sempre più grave.

L’uomo che era con lei, non s’è mosso dalla spiaggia: nemmeno quando i bagnanti hanno iniziato a commentare, ad alta voce, che il suo rifiuto a farsi salvare avrebbe potuto costarle la vita. Nessun giudizio sulle tradizioni di ciascuno: lì, però, c’era una madre, in pericolo di vita. Per fortuna, i soccorritori del Bagno Neda sono stati esemplari. Sono riusciti a sbloccare la situazione, surreale. Una bagnina, s’è messa in mezzo, fra la bagnante e il collega. È stata lei, a “toccare” la bagnante in pericolo. Ha sorretto lei la poveretta, l’ha aiutata a risollevare prima di tutto la testa. Poi, sostenuta a sua volta dal bagnino, l’ha trascinata, non senza fatica, fino alla battigia: dove la donna è crollata, esausta, sfinita. Chi ha assistito, ha temuto il peggio: «Avrebbe potuto morire affogata – testimonia una coppia, scossa – per quel rifiuto ostinato a farsi sorreggere da un uomo: la sua bambina, da terra, la guardava, terrorizzata. Sono stati momenti drammatici».

«Il compagno della donna, è intervenuto solo dopo, quando era stata tratta in salvo – testimonia una giovane donna – s’è avvicinato, l’ha richiamata, le ha detto bruscamente di seguirlo, senza un cenno di ringraziamento, ai soccorritori. Avevano il volto spaventato, la mamma e la sua bambina».

Conferma un vigile urbano in pensione: «Senza l’intervento dei bagnini, sarebbe successa una tragedia perché la donna rifiutava di essere soccorsa: e dalla riva, l’uomo le faceva cenno di non farsi toccare. C’è da chiedersi quale sicurezza garantisca, un abbigliamento di quel tipo, in mare. Pare che la donna nemmeno sapesse nuotare».

2 pensieri su “Con gli abiti zuppi, rischia di annegare. Ma rifiuta il bagnino uomo, finché…

  1. È chiaro che una situazione come questa mi fa orrore. Un uomo così non lo vorrei accanto neppure se fosse coperto d’oro ma la libertà non la si esporta, così come la democrazia bisogna volerla e conquistarla , e come ogni conquista è dolorosa. Penso in questo momento ai movimenti femminili ( la parola femministi non mi piace), a quante battaglie le donne occidentali hanno combattuto a partire dall’ottocento per avere riconosciuta la dignità che è propria di ogni essere umano. Penso alle suffragette inglesi, quante hanno perso la vita in questa lotta? Se le donne arabe non si ribellano non potranno mai cambiare la loro condizione di sottomesse.
    In questa storia sia l’uomo che la donna sono vittime di pregiudizi, di una morale che impedisce loro di guardarsi negli occhi da pari e di pronunciare quella frase bellissima: “tu, come me”. Che tristezza!

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