“Non ho più male e non ho preso i farmaci” di Paola Emilia Cicerone

da Repubblica

PRENDETE IL mal di schiena: è uno dei disturbi più diffusi, causa di dolore, stress e giorni di lavoro persi. Non sono da meno altri disturbi all’apparato muscoloscheletrico come il mal di testa di origine cervicale, o dolori alla spalla o all’anca. Tutte piccole patologie che inducono a un consumo indiscriminato di farmaci, i quali hanno effetti collaterali anche importanti e spesso non aiutano a riacquistare una vita normale. Ma nessuno vuole tenersi il dolore, e quindi ecco tutta una serie di terapie naturali e comportamentali sviluppate proprio per liberarsene senza farmaci, quando possibile. Anche le linee guida dell’American College of Physicians puntano sui rimedi non farmacologici. E in Italia, «la Regione Toscana ha inserito le medicine complementari nelle linee guida per il trattamento della lombalgia cronica», racconta Sonia Baccetti, Responsabile Coordinamento Centro Regionale per la Medicina Integrata della Regione Toscana.
«Nel 98% dei casi siamo di fronte a patologie benigne, senza un’origine organica individuabile, causate a volte da sforzi eccessivi o movimenti ripetuti in modo scorretto», spiega Carlo Mariconda dell’Ospedale Humanitas Gradenigo. Ma prima di decidere che terapie fare occorre sempre una diagnosi, redatta da un fisiatra, che escluda malattie più serie come ernie o tumori. Dopodiché si può «pensare a una cura, che sarà necessariamente personalizzata e fatta di diversi interventi. Perché non esiste “la soluzione” buona sempre e per tutti; ma ci sono diversi modi per ridurre il dolore e se possibile rimuoverne le cause». Si possono usare manipolazioni vertebrali, elettroterapia e infiltrazioni del rachide, agopuntura e tecniche di stabilizzazione spinale ma anche la rieducazione al movimento del corpo nello spazio esterno .
Per risolvere i problemi muscoloscheletrici all’origine del dolore, ed evitare che si ripresentino ciclicamente, bisogna innanzitutto conoscere e imparare a gestire il nostro corpo. «Tutti siamo dotati di un bagaglio di strumenti per prendere coscienza delle tensioni che ci attraversano e scioglierle – spiega la posturologa Monica Melendez – ma non ci pensiamo: dobbiamo reimparare a prestare attenzione al corpo, al respiro; dobbiamo prendere coscienza della forza di gravità e di come sfruttarla per rilassarci».
Ma non è solo una questione di consapevolezza. Per liberarci dal dolore, possiamo provare rimedi antichi come la coppettazione, l’applicazione sulla pelle di coppette in cui è stato creato il vuoto per ottenere un massaggio profondo: «Fa parte della medicina tradizionale cinese – osserva Sonia Baccetti – ma esiste anche nella nostra tradizione popolare: in Toscana si chiamavano bicchierate e si usavano per tirare fuori il dolore». E sono molti i rimedi del sapere medico popolare e che la medicina oggi riscopre: «Per combattere dolori al collo e alla cervicale si possono usare impacchi di sale riscaldato, lana calda, o massaggi con unguenti riscaldanti», aggiunge Baccetti. E se i rimedi della tradizione non bastano, per un intervento convalidato da diverse sperimentazioni scientifiche si può ricorrere all’agopuntura la cui efficacia contro il dolore è ormai riconosciuta.
La cosa migliore, in ogni caso, è quella di intervenire sugli stili di vita sbagliati che sono tra le cause dei disturbi muscoloscheletrici. A questo proposito si è puntato il dito contro il sovrappeso, ma sono molti gli specialisti ad avere dei dubbi. «È vero che può aggravare alcuni problemi ma ci sono persone in sovrappeso che stanno bene», osserva Mariconda.
Tutti invece stigmatizzano la mancanza di movimento: fare esercizio fisico è necessario, anche in età avanzata, l’immobilità accelera la degenerazione delle cartilagini, mentre un movimento corretto aiuta a conservare articolazioni e tendini. «Per la medicina cinese il dolore è un blocco di energia, che deve essere rimosso massaggiando la parte e muovendola dolcemente», aggiunge Baccetti. Proprio “dolcemente” è la parola chiave perché il movimento sia efficace: «Buttarsi nello sport senza gradualità, magari con un’attrezzatura non corretta, spesso aggrava la situazione», avverte Mariconda. Mentre il movimento dolce allunga la vita: e quindi sì a camminate, nuotate a dorso o a stile libero, ginnastiche dolci, yoga o tai chi chuan, antica disciplina cinese. Infatti, spiega Melendez: «Lo sforzo crea altro stress, mentre il nostro corpo è concepito per muoversi liberamente e piacevolmente con un allenamento graduale e vario». Per questo sono efficaci tecniche come il Feldenkrais o l’antiginnastica, che migliorano la percezione del corpo. Ed è utile la posturologia integrata come quella praticata da Monica Melendez, che aiuta a identificare il problema partendo dalla storia del paziente, dalle posture e dallo stile di vita, per poi lavorare con esercizi adeguati e suggerimenti che servono a prendere coscienza delle posture disarmoniche e delle tensioni che possono accentuarle: «Ricordiamoci che lo star bene è una ricerca che nasce dalla curiosità – conclude la posturologa – non dobbiamo accontentarci: possiamo sempre stare un po’ meglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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