Giulia Bongiorno. “Chi decide quale ascolto è rilevante e quale no? Grande discrezionalità e controlli quasi impossibili” “Rischi di falsità e distorsioni la riforma delle intercettazioni è la fine del processo penale”

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LIANA MILELLA
Se sono rilevanti vanno trascritte, c’è questa garanzia.
«Vi sarà un’enorme discrezionalità, ai limiti dell’arbitrio, nel decidere quali intercettazioni sono rilevanti e quali no. Escludo che i magistrati italiani, pochi e con enormi carichi di lavoro, riescano a fare i controlli che richiederebbe questa legge».
Intercettazioni non rilevanti e quindi non trascritte. Non si rischia il caos quando se ne dovrà ripescare una?
«È una legge scritta da chi non è mai stato in tribunale e ignora anche l’insidia più ovvia di questo delicato strumento: l’ambiguità del linguaggio. Forse il ministro pensa che nelle conversazioni gli interlocutori si esprimono in modo limpido? Sa quante volte si parla di mozzarelle anziché di cocaina? E le mozzarelle saranno ritenute rilevanti o no? Per interpretare correttamente le conversazioni bisogna inquadrarle in un contesto e leggerne ogni parola».
Non sarà la polizia a decidere, sul momento, cos’è rilevante e cosa no determinando il destino dell’indagine?
«Nutro immensa fiducia nelle forze dell’ordine, ma in questa maniera il rischio di parzialità nelle indagini è fisiologico».
Il pm Di Matteo citava il caso Fragalà per spiegare che un’intercettazione apparentemente inutile in realtà può essere determinante per la difesa. Lei ha un esempio da raccontarci?
«Mentre scrivevano i brogliacci, gli agenti che intercettavano Sollecito hanno appuntato a margine commenti offensivi nei confronti dei suoi familiari. Le zie di Raffaele che conversavano tra loro sono state definite “vipere” e “stronze”. Non mi sentirei serena, nel dare questo potere così sconfinato…».
I brogliacci della polizia scompaiono, sostituiti da “annotazioni”. Una sorta di sintesi non ben identificata. Chi garantirà che è vera?
«I brogliacci erano essenziali per risalire a una conversazione che non compariva nell’ordinanza cautelare, erano dunque una bussola. Ora è come essere scaraventati in mare aperto senza strumentazione e senza alcun punto di riferimento».
I legali non avranno più copie di carta. Che conseguenze vede?
«È inaccettabile il principio stesso della diffidenza nei confronti di tutti i legali. Comunque solo gli studi più strutturati avranno la possibilità di inviare i collaboratori in procura ad ascoltare ore e ore di intercettazione per appuntare quelle da ripescare ».
Orlando sostiene che è una legge equilibrata. Alfano ha esultato con un «finalmente»: che tipo di compromesso è stato raggiunto?
«Troppa discrezionalità a chi ascolta le conversazioni e scarsa possibilità di effettivi controlli da parte dei magistrati e degli avvocati rischiano di far diventare questa riforma, battezzata come soluzione ai mali della giustizia, l’estrema unzione al processo penale ».

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