Da Repubblica: “Consoli e l’incontro con la famiglia Boschi per salvare Etruria” di Rosaria Amato e Vittoria Puledda

Anche

15 DICEMBRE 2017

L’ex ad di Veneto Banca in Commissione: “La ministra era lì, ma non disse nulla”

DI ROSARIA AMATO E VITTORIA PULEDDA

3 / 5

CONDIVIDI

L’ex ad di Veneto Banca Vincenzo Consoli non si dimostra in audizione “smemorato” come il suo ex concorrente Gianni Zonin alcuni giorni fa. Anzi, in poco più di due ore e mezzo di confronto con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche aggiunge un tassello alle accuse di conflitto d’interessi nei confronti del sottosegretario Maria Elena Boschi, tira in ballo Silvio Berlusconi come garante di un maxiprestito di 7,6 milioni fatto dalla banca a Denis Verdini, e mette pesantemente in discussione le dichiarazioni del capo della vigilanza di Bankitalia Carmelo Barbagallo.

Il partner di elevato standing

Tutte le vicende affrontate da Consoli si inseriscono nel progressivo deteriorarsi della situazione di Veneto Banca e nei rapporti di questa con Popolare di Vicenza – da cui Veneto Banca temeva di essere “mangiata” – e con la Popolare dell’Etruria, altra possibile preda dei vicentini, Al termine dell’ispezione Bankitalia del 2013, il 6 novembre – racconta Consoli in audizione – Barbagallo consegna la memoria dell’ispezione appena conclusa, spiegando anche al presidente di Veneto Banca Flavio Trinca “che la banca non è più in grado di camminare sulle proprie gambe e deve andare con una banca di adeguato standing”. “A quel punto Trinca – prosegue Consoli – paonazzo e quasi urlando chiede chi sia questa banca. Barbagallo dice sottovoce “Popolare Vicenza””. Il 3 dicembre dello stesso anno anche Banca Etruria riceve una lettera da Bankitalia in cui si chiede di trovare un partner forte. Fonti di Bankitalia confermano invece quello che Barbagallo ha più volte ripetuto in audizione: pur essendo favorevole a una fusione, via Nazionale non ha mai caldeggiato l’acquisizione da parte di Vicenza né di Veneto Banca né di Banca Etruria.

La cena a casa di Boschi

Il 27 dicembre del 2013, Trinca e Consoli s’incontrano con Samuele Sorato (ad della Popolare di Vicenza) nella villa di Zonin, a Terzo d’Aquileia. Parlano della possibile fusione, ma secondo il vertice di Veneto Banca si sarebbe trattato di una resa senza condizioni, inaccettabile. A quel punto Trinca e Consoli decidono di unire le forze con Etruria e chiedono un incontro al presidente Giuseppe Fornasari. Si vedono a marzo, nell’Aretino, a casa di Pier Luigi Boschi.

all’epoca semplice consigliere dell’Etruria, mentre sua figlia è da un mese circa ministra del governo Renzi. “A un certo punto – racconta Consoli – arrivò il ministro Boschi, ci salutò e rimase con noi un quarto d’ora. Non proferì parola, ci disse di continuare a parlare, dopodiché andò via”. Consoli specifica di non aver mai più visto la ministra, ma di aver invece riparlato con Boschi padre, che gli parla della possibilità di farlo incontrare con Renzi per affrontare il tema della riforma delle popolari. L’incontro – dichiara ancora Consoli – non c’è mai stato.

Un progetto di vecchia data

Il tema delle aggregazioni tra le tre banche era sul tavolo da tempo. Un progetto forse accarezzato negli anni precedenti al 2013 dallo stesso. Consoli, infatti, aveva messo insieme un pacchetto di titoli della Popolare dell’Etruria – in parte finanziando clienti eccellenti vicini a Veneto Banca – arrivando fino al 6% intorno al 2008-2009.

Un garante eccellente

Rispondendo alla senatrice Carla Ruocco (M5S) Consoli conferma che Veneto Banca nel 2012 aveva concesso un fido di 7,6 milioni a Denis Verdini, nonostante allora i suoi beni fossero stati congelati. Il prestito, spiega, era assistito dalla “garanzia di uno degli uomini più ricchi d’Italia” ed “è stato interamente ripagato”. La risposta sul nome del garante viene secretata su richiesta del vicepresidente che in quel momento guida la Commissione, Renato Brunetta di Forza Italia. Ma non è difficile sapere che si tratta di Silvio Berlusconi.

Le “baciate”

Consoli contesta a Bankitalia un atteggiamento persecutorio nei confronti di Veneto Banca, affermando anche che le operazioni baciate (i finanziamenti concessi per acquistare titoli della stessa banca) per gli ispettori erano “pari a 157 milioni di euro. Ma in seguito ai nostri controlli interni questa cifra si ridusse a 14 milioni”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...