Gilberto Caldarozzi condannato per i fatti di Genova a tre anni e otto mesi per falso (in via definitiva) promosso n. 2 della Direzione Investigativa Antimafia…ma in che razza di paese viviamo??😱😞☹️

Minniticrazia, dal “macello” della Diaz ai vertici dell’Antimafia

Di Giulio Cavalli

4 gennaio 2018

L’ultimo regalo è nascosto (male) tra il mazzo di nomine natalizie e richiama la scia di sangue rimasto sulle pareti della scuola Diaz nel luglio del 2001: Gilberto Caldarozzi è stato condannato per i fatti di Genova a tre anni e otto mesi per falso (in via definitiva), ritenuto responsabile della fabbricazione di prove false che sono servite per “coprire” la violenza della Polizia contro ragazzi inermi.

Una condanna odiosa, deprecabile e grave che avrebbe presumibilmente pesato sulla carriera di qualsiasi impiegato pubblico ma che evidentemente non ha frenato la carriera di Caldarozzi che nei cinque anni di interdizione si è occupato da consulente della sicurezza delle banche e poi è entrato nell’orbita di Finmeccanica (del suo ex capo De Gennaro) per diventare nei giorni scorsi il vice direttore tecnico operativo della Direzione Investigativa Antimafia, il numero 2 della DIA.

Gli strani percorsi della meritocrazia italiana, e peggio ancora della Minniticrazia, portano quindi in un ruolo di prestigio uno di quelli che, secondo la sentenza di Cassazione, “hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. Così, in scioltezza.

E come nota il giornalista Marco Preve (che ha scovato questa storia) aspettiamo con ansia che si pronuncino le grandi firme del giornalismo italiano (che scrivono di antimafia e intelligence) su una nomina che, dice Preve, “espone tutto il mondo dell’antimafia a un pericolo enorme: quello della totale inattendibilità. Se uno dei più importanti funzionari della polizia italiana è stato condannato per il più infame dei reati dei servitori dello Stato, ovvero la falsa prova, la falsa accusa, che per di più serviva a coprire le imprese di una banda di torturatori, ebbene se un soggetto del genere dopo essere stato condannato in via definitiva a una pena pesantissima, può diventare il numero due dell’esercito dell’antimafia italiana chi potrà mai garantire sulla qualità della raccolta delle prove, sul rispetto dei diritti da parte dell’intelligence italiana nella lotta al crimine organizzato?”.

2 pensieri su “Gilberto Caldarozzi condannato per i fatti di Genova a tre anni e otto mesi per falso (in via definitiva) promosso n. 2 della Direzione Investigativa Antimafia…ma in che razza di paese viviamo??😱😞☹️

  1. Proprio ciò che qualunque cittadino italiano di medie intelligenza ed onestà intellettuale pensano o dovrebbero pensare, anche davanti ad una condanna dell’Italia da parte della Corte Europea!
    E va dichiarato a chiare lettere, a fronte di tutti i “se” e i “ma” che
    già cominciano a circolare; provenienti dai tantissimi “furbacchioni” della manipolazione mediatica, soprattutto dell’informazione e della carta stampata (pare oramai una regola non scritta, per troppi, che “giornalista debba innanzitutto fare buona rima con opportunista”).
    E, ancora, siamo in un paese in cui un partito considerato (a torto o ragione) come “sovversivo” deve ripetere all’infinito che non appoggerà per le massime cariche dello Stato personaggi con la fedina penale sporca: ma non dovrebbe essere invece la massima autorità al di sopra delle parti, il Capo dello Stato, ad esprimersi in tal senso? Si tratta di una politica istituzionale accettabile quella che ammette che il crimine, individuale od organizzato, possa esprimersi impunemente all’interno dello Stato?! Non sono costoro che, anche solo per ignavia, tradiscono il senso stesso dello Stato Democratico?
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    In realtà l’ipocrisia e l’arroganza di certuni quando si trovano in posizioni di potere non si ferma davanti a niente, contraddicendosi con ogni evidenza e in maniera del tutto autoreferenziale davanti agli inermi cittadini: capi della polizia che ne difendono l’onorabilità, sostenendo il disonore che una certa “sporca” politica (evidentemente loro principale referente) ha già ad essa stessa conferito! Organi della magistratura “politicizzati” (ossequiosi al potere nella sua forma eticamente più corrotta) che minacciano interventi punitivi per coloro che affermano l’evidenza della verità: che evidentemente devono essere quanto meno delegittimati e lasciati solo sul campo. Che vergogna, che grande vergogna!
    Questa sarebbe la democrazia in Italia? Ma non era proprio quello che accadeva e accade ancora nei regimi totalitari?

    [Grazie per il coraggio della denunzia, a cui sento il dovere umano e civico di associarmi incondizionatamente]

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