Un bel sabato sera in compagnia di Carlo Monterossi, Oscar Falcone, Umberto Serrani, Giulia e Sonia Zerbi, il “sov” Tarcisio Ghezzi e signora Rosa, Carella senza signora, e poi Agatina Federica Katrina Flora ecc. con tanta buona musica!

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Eh sì, un bel sabato sera pieno di ospiti, a casa mia, ieri sera, dalle 5 del pomeriggio, quando mi sono  comprato l’ultimo “giallo metropolitano” di Alessandro Robecchi, Follia maggiore, fino a tarda notte, quando ho finito di leggerlo, perché, come si sa, i buoni gialli non riesci a smettere di leggerli finché non li finisci…E questo Follia maggiore, che a Robecchi è riuscito proprio bene, è uno di quelli!

Le 255 pagine “scorrono via come i grani di un rosario, come i piattini di sushi sui nastri trasportatori al bancone”, come è scritto nell’ottimo incipit del romanzo a proposito dei camion in autostradamettendo in evidenza un linguaggio figurato e tante metafore che non abbandonano mai il lettore e che rendono la lettura estremamente piacevole. E a me questo stile di scrittura “robecchiano” piace moltissimo: Oscar il “rabdomante di guai”, l’albergo di Napoli “bello, antico, un po’ fané, quel nobile decaduta che più decade e più sembra nobile, il concierge in giacca scura, … decaduto e nobile pure lui”, Bianca Bellesi “perfettamente truccata da ragazza che non si trucca”, Katrina “una moldava alta come una betulla e un po’ più dura” ecc.

La trama è avvincente, non c’è che dire, e Milano sotto una pioggia interminabile con un cielo “che suggerisce di costruirsi un’arca e radunare un po’ di animali” è descritta benissimo, come tipico dei suoi gialli metropolitani,  e poiché Carlo Monterossi ha la passione per Bob Dylan, non mancano citazioni in inglese delle sue canzoni; in più, questa volta c’è tanta bella musica classica e operistica di sottofondo a tutto il libro: Sonia, soprano, figlia di Giulia Zerbi, la donna assassinata intorno al cui omicidio ruota il giallo, deve partecipare ad un famoso concorso canoro, e da lì citazioni a piene mani – musicali e testuali – di Bizet, Mozart, e su tutti Rossini, e in particolare donna Fiorilla del Turco in Italia, quando canta ad un matrimonio di super vip

“Non si dà follia maggiore …

dell’amare un solo oggetto..”

che dà il titolo al giallo, a rimarcare quanto sia importante il ruolo della musica in esso. Grazie a Robecchi ho ascoltato pezzi di Bach che non conoscevo, e ho riascoltato altri a me ben noti come un’aria famosisssima dalla Carmen di Bizet o un pezzo del Flauto magico mozartiano: grazie a Spotify mi sono ascoltato tutte le musiche citate dall’autore, e così oltre al piacere della lettura ho goduto nche del piacere dell’ascolto!!

Tante le scene permeate di un’ironia neanche tanto sottile, che rendolo la lettura a tratti molto divertente, vera e prorpia satira di costume della borghesia media milanese, con i suoi vizi, tanti, e virtù, poche pochine: come nel caso dell’omicidio, avvenuto in una via poco trafficata di ville, è vero che erano le 11 di notte, ma ad assistere è solo una cuoca filippina, nessun altro ha visto nulla, e la sua padrona si limita a chiamare il commissariato lì vicino ma si guarda bene dal soccorrere la sventurata, facendo il suo dovere civico sì, ma fino a un certo punto…

Di tutte le scenette, e le storie, mi ha colpito molto, forse, ma anche senza forse, perché mi tocca molto da vicino.., quella dei due poliziotti Ghezzi e Carella che si recano in banca, un’agenzia ben definita di Intesa Sanpaolo, (è l’istituoto di credito per cui lavoro io…) per capire qualcosa dei movimenti bancari della vittima; e lì scoprono che lei era finita in mano agli strozzini perché un solerte funzionario addetto ai prestiti le aveva negato un prestito di 30.000,00 euro “perché non aveva la busta paga”, e si fosse limitato a ciò poteva starci; ma lui fa di più, consigliando alla malcapitata un certo signor Giorgio Rossi, che di certole avrebbe dato quella cifra, con “qualche” interessein più…In breve, la mette in mano agli strozzini, per un suo tornaconto personale che non vi sto a raccontare. Ma l’immagine della banca ne esce un po’ maluccio: di questi tempi, far solo sospettare che siano le banche a consigliare gli strozzini a cui rivolgersi in caso di prestito denegato, non è il massimo, ma tanto, la realtà romanzesca certe volte anticipa, certe altre rispecchia (speriamo di no!) la realtà vera.

2 pensieri su “Un bel sabato sera in compagnia di Carlo Monterossi, Oscar Falcone, Umberto Serrani, Giulia e Sonia Zerbi, il “sov” Tarcisio Ghezzi e signora Rosa, Carella senza signora, e poi Agatina Federica Katrina Flora ecc. con tanta buona musica!

  1. Ho acquistato il libro in formato i-Book ieri mattina subito dopo questa tua pubblicazione. L’ho letto tutto d’un fiato, quasi senza respirare. Non sono riuscita a lasciarlo fino alla fine. Oltre alla storia molto avvincente, mi piacciono lo stile, i personaggi ,questa Milano sempre protagonista dei romanzi di Robecchi e la pioggia che rende tutto più misterioso, intrigante. Bello, bello, bello!

  2. Grazie grazie grazie ! Questa pioggia che sembra non dover mai finire… come l’amore di UMBERTO per Giulia, un amore vissuto in una bolla… grande Robecchi !!!!

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