Dal Fatto Quotidiano: “Vaccini, Renzi all’attacco. Verità e bufale sull’obbligo   “

Su Facebook il leader Pd Renzi rilancia un post del suo candidato al Parlamento Roberto Burioni, medico antino Vax che critica il direttore del “Fatto”, Marco Travaglio. In un dibattito tv con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin Travaglio aveva criticato la strategia di obbligo vaccinale per decreto orrei che la campagna elettorale non fosse sui vaccini. Perché la salute dei nostri figli viene prima dell’elezione di un deputato. Ma se la Lega e il Movimento Cinque Stelle continuano a dire che loro cambieranno la legge sulla obbligatorietà dei vaccini, il Pd ripete con forza che noi siamo dalla parte della scienza e della medicina”: con questo post pubblicato su Facebook (a corredo di un commento del medico Roberto Burioni a un confronto tv tra il direttore del Fatto, Marco Travaglio, e il ministro della salute Beatrice Lorenzin), il segretario del Pd Matteo Renzi è tornato a usare il tema dei vaccini in campagna elettorale. Eppure nessuno dei candidati contesta l’efficacia dei vaccini nel prevenire malattie ed epidemie: tutto lo scontro è sulle scelte degli ultimi due governi in materia, in particolare sul decreto Lorenzin che ha reso obbligatorie ben 10 vaccinazioni per l’ammissione alla scuola dell’infanzia e previsto multe per chi si rifiuta di vaccinare i figli durante la scuola dell’obbligo.

VACCINI OBBLIGATORI. Su 31 Paesi europei, come ha ricordato Travaglio in tv, solo 11 impongono vaccinazioni obbligatorie. Gli altri venti si affidando a campagne informative e colloqui con le famiglie. L’obbligo, inoltre, è tipico dei paesi dell’ex blocco sovietico, dalla Bulgaria alla Polonia, dalla Repubblica Ceca all’Ungheria. La Francia ha invece da poco deciso di seguire l’esempio dell’Italia.

LE CRITICHE. La rivista scientifica Nature, in un editoriale del 17 gennaio, parlando proprio della Francia riassume le perplessità sull’obbligo vaccinale. La tesi è che le misure coercitive non siano il miglior rimedio al calo delle vaccinazioni (la cui essenzialità non viene messa in dubbio). “Ritrarre l’esitazione della società sulla vaccinazione come u- na semplice battaglia tra gruppi anti-vaccino e popolazione ignorante da una parte e la ragione scientifica e la salute pubblica dall’altra – si legge su Nature – promuove una polemica improduttiva e sterile nonché una semplificazione che oscura questioni complesse, come le molteplici cause dell’incertezza verso i vaccini e il ruolo fondamentale della creazione di fiducia verso le istituzioni sanitarie e dell’informazione da parte di governi e degli scienziati”.

I BUCHI INFORMATIVI. “La reazione del governo francese di rendere obbligatori i vaccini è semplicistica e rinnega la maggiore responsabilità d e l l ’ a m m i n istrazione a lavorare pazientemente di pari passo con gli operatori sanitari e l’opinione pubblica per migliorare quello che è già un alto consumo di vaccini – si legge su

Na tu re -. Diversi studi dimostrano che semplici promemoria ( come messaggi di testo) possono avere grande impatto sulla conformità e la copertura. Lo stesso vale per i sistemi elettronici nazionali sulle informazioni vaccinali per tracciare le vaccinazioni delle persone, un settore in cui resta ancora molto da fare”.

I DATI E L’EPIDEMIA.

In Italia non esiste un’anagrafe vaccinale nazionale e quindi è difficile monitorare i livelli di vaccinazione della popolazione, soprattutto se si va indietro nel tempo. L’ammissione è nello stesso decreto Lorenzin che ne istituisce uno nonché nella difficoltà (sperimentata dal Fatto) di ottenere i dati sulle coperture vaccinali pre-decreto o a trovare c or ri sp ondenze tra i dati forniti dalle singole Regioni e quelli che arrivano da altre fonti istituzionali (ministero della Salute o Istituto Superiore di Sanità). Si è parlato di emergenza ed epidemie negli ultimi anni, eppure, nonostante tra l’inizio del 2017 e il 2016 ci sia stato un aumento dei casi di morbillo, negli anni precedenti l’andamento è stato variabile. Secondo i dati del ministero della Salute, i casi segnalati nel 2016 sono stati 862, ma prima di allora il trend era decrescente da diversi anni: 2.258 casi nel 2013, 1.696 nel 2014 e 258 nel 2015. L’ultima epidemia di morbillo risale alla primavera del 2002, in cui ci furono più di 30 mila casi. Nel 2008 ci furono oltre cinquemila casi, ma non fu introdotto alcun obbligo.

BUFALA LONDRA. Prima nel 2014 e poi nel 2015 il ministro della Salute beatrice Lorenzin, intervenendo in tv, aveva parlato della morte di oltre 200 persone per morbillo a Londra. Il dato era stato subito smentito. Le tabelle sul sito del governo britannico ed elaborate dall’Office for national Statistics raccontavano che nel 2013, in tutta l’Inghilterra e nel Galles c’era stato un solo decesso. Nessuno nel 2014 (con un drastico calo di infezioni).

IDEE ALTERNATIVE. Nei mesi scorsi, ad esempio, è stata lanciata ( anche su Quotidiano Sanità) una controproposta da parte di una decina di medici già noti per le loro posizioni in difesa della trasparenza in medicina che è però caduta nel vuoto. L’alternativa presentata non escludeva l’obbligatorietà, ma prevedeva di affrontare l’urgenza morbillo e di raggiungere la copertura vaccinale raccomandata al 95 per cento solo dove ce ne fosse davvero bisogno, con l’introduzione temporanea dell’obbligo nelle zone con dati di copertura troppo bassi.

MANCAVA L’ANAGRAFE NAZIONALE

Nei numeri l’epidemia non si vede, ma il ministero ha informazioni incomplete sulla copertura degli italiani

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