Due personal-stopper si sono inventate un mestiere, consigliare libri: “Dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere”

ROBINSON
C O N S I G L I P E R G L I A C Q U I S T I
Oggi non saprei che libro mettermi
Il dubbio vi assale non solo di fronte alla scarpa giusta? Il “personal book shopper” abbina umore & cultura con un’app che fa migliaia di contatti. Ma c’è da fidarsi?
Testo di Ilaria Venturi, illustrazione di Olimpia Zagnoli
Mette la sveglia alle tre di notte per leggere sino alle cinque del mattino e puntualmente classifica in file excel tutti i romanzi divorati per passione. «Sono ingegnere», si giustifica col sorriso Valentina Berengo, trentacinque anni. Cinque anni fa ha lasciato l’azienda in cui era assunta perché voleva lavorare nell’editoria, «le vocazioni vanno seguite». Gioia Lovison, quarant’anni, laureata in scienze della comunicazione, lavora all’università di Padova ed è l’anima empatica della coppia. Insieme si sono inventate il mestiere di “personal book shopper”: invece di aiutare nella scelta delle scarpe e della borsa che stanno bene col vestito ti portano per mano a trovare i libri da abbinare all’umore del momento. Hanno registrato il marchio: “Dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere”. E si dicono le prime, e per ora uniche, in Italia in questo quasi-lavoro.
L’idea è nata da un incontro casuale in un festival letterario a Padova. Gioia voleva dare consigli di lettura nella radio accademica che dirige e rimane colpita da Valentina, la veneziana che cataloga i libri letti. E così sono partite: in radio e in Rete, con un blog e una webApp da diecimila contatti. Sino al boom di richieste sotto Natale. «Il progetto ci è esploso tra le mani». Almeno cinque consulenze al giorno, duemila persone all’anno assistite nella scelta di un romanzo. Consigli gratuiti, il guadagno per ora è in rimborsi, gettoni e collaborazioni editoriali. « Ma vorremmo diventasse un modello consolidato di business ». Insomma, un lavoro vero.
I suggerimenti vengono dati in Rete, ma anche nei festival, al bar e nei gruppi di lettura delle librerie, dove si sceglie cosa leggere in base al mood prevalente dei partecipanti. « Non consigliamo un libro che è piaciuto a noi o recensito dai critici, rovesciamo il paradigma: cerchiamo di capire chi è il lettore. Solo dopo arriva il titolo ».
Se all’estero è riconosciuta la figura del biblioterapeuta, Gioia e Valentina rispolverano il mestiere, a rischio di estinzione, proprio del libraio: consulenti per chi è in cerca d’autore e, in fondo, di sé stesso. « I lettori cercano qualcosa di terapeutico nella letteratura. Chiedono un romanzo che fa al caso loro in quel determinato momento, qualcosa con cui soddisfare un bisogno. Perché se ti ha appena lasciato il fidanzato è ovvio che non hai voglia di leggere una storia d’amore. Le persone sono mediamente in crisi, nella coppia e sul lavoro, e nel romanzo cercano una via di fuga, una soluzione, che poi non sempre c’è » . Nel caso di cuori infranti Valentina propone Roberto Costantini in La moglie perfetta e Catherine Dunne in La metà di niente. E Amélie Nothomb, che racconta del mobbing subìto in una multinazionale giapponese, è perfetta, dice, per gli insoddisfatti nella vita professionale.
Da sole hanno realizzato anche la webApp, un sistema intelligente che interroga il lettore: sogni a occhi aperti, ti piace scandalizzare chi ti ascolta, ordini sempre la stessa pizza, il massimo per te nella vita è: coperta e tazza di tè? Ogni profilo — lettore timido, estroverso, gattaro, malinconico — trova il suo libro. Chi si rivolge alle book shopper ha dai ventiquattro ai sessantacinque anni, in maggioranza donne; gli uomini chiedono soprattutto libri da regalare. «Ultimamente ci chiamano le settantenni: dicono di essere in una fase della loro vita tranquilla. E dunque suggeriamo Fato e furia di Lauren Groff e Una vita come tante di Hanya Yanagihara: un po’ duro, ma da brivido». Arrivano poi le richieste più strane. Una ragazza delle Canarie cercava libri corti e che vanno dritti al cuore. «Le abbiamo consigliato Il gatto venuto dal cielo di Takashi Hiraide e L’Anulare di Yoko Ogawa». Insomma, il libro giusto esiste, se letto al momento giusto. Gioia confessa: «Mi gratifica accontentare un lettore». Valentina ti travolge: «La lettura provoca uno tsunami di emozioni e pensieri, gli autori creano mondi, ti regalano vite. Vi pare poco?».

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