dal F.Q.: processo Trattativa Stato-mafia “Riina si fidava solo di Dell’Utri, il suo tramite con Berlusconi” »

di GIUSEPPE LO BIANCO E SANDRA RIZZA per Il Fatto Quotidiano26 Jan 2018

 

Il senatore Dell’Utri? Oltre ad avere “veicolato il messaggio intimidatorio di Cosa Nostra a Berlusconi, doveva essere il garante dell’attuazione” dell’accordo. Parole del pm Francesco Del Bene che, arrivato alla fine di una requisitoria fiume durata otto ore nell’aula bunker, si chiede: “Il messaggio intimidatorio è stato recepito da Berlusconi? Quest’ultimo si è piegato ai desiderata di Cosa Nostra?”. La risposta è positiva, e per il pm tra i riscontri ci sono gli attacchi di Vittorio Sgarbi ai magistrati :“Nell’ estate del ’94 il pentito Pino Guastella tornando euforico da un incontro con Mangano, che aveva parlato con Dell’Utri, disse che questi aveva dato assicurazioni che la situazione si stava sistemando, e in quel periodo sulle reti di Berlusconi andavano in onda programmi come quello di Sgarbi che attaccavano i collaboratori di giustizia. Si tratta quindi di assicurazioni su interventi legislativi date tramite Dell’Utri”. SENZA FARNEalcun accenno, in questo modo Del Bene rispedisce al mittente l’aggettivo “eversivo” pronunciato qualche giorno fa al parlamento siciliano da Sgarbi e indirizzato ai pm della Trattativa (per avere processato Mori e De Donno) e passa ai raggi X i contatti tra Dell’Utri e i boss nella stagione delle stragi rivelati dai pentiti. Due i canali, “non antagonisti fra loro”, e cioè Vittorio Mangano e Giuseppe Graviano. Del primo parla il pentito Salvatore Cucuzza (“Mangano mi disse che aveva contatti con Dell’Utri e lo aveva incontrato un paio di volte a Como dopo il giugno ’94”) e quegli incontri, dice il pm, “furono successivi al decreto Biondi, quindi in pieno governo Berlusconi”: “Servivano – ha detto Del Bene – a rap- presentare la pressione dell’organizzazione mafiosa, e Mangano ricordando il sostegno elettorale diceva: noi ci siamo interessati, voi cosa fate per noi?”. Il pm cita anche le parole captate in carcere da Riina (“Brusca e mio cognato… dovevano anda- re a parlare con ’sto stalliere, col senatore, per arrivare a Berlusconi, perché questo è amico di Berlusconi”) che nei suoi colloqui con il compagno di cella Alberto Lorusso ha citato anche un incontro di Provenzano con il fondatore di Forza Italia a Como: “Come gli passava di andare a trovare a quello a Como? …quello… Marcello…!”. “Io – chiosa il pm – fino a oggi un esponente mafioso di primo piano che stava a Como e si chiamava Marcello non l’ho trovato”. E se “le affermazioni di Mangano riportate da Cucuzza fotografano in pratica il ruolo di interlocutore di Dell’Utri”, quelle di Graviano in carcere con il compagno di cella Umberto Adinolfi per il pm non si prestano a equi- voci: “Anche se Graviano dicesse ‘bellissimo’ al posto di ‘Berlusca’, sostenere che non si riferisca a Berlusconi sarebbe un’impresa titanica”. Del Bene individua in Dell’Utri il regista dei nuovi accordi quando entra in crisi il rapporto mafia-politica: lo dicono i pentiti e lo conferma Graviano, parlando in carcere con Adinolfi: “Già… voleva scendere lui… nel ’92… e voleva tutto”. Come faceva il boss, si chiede Del Bene, a conoscere l’attivismo del senatore nel porre le basi in gran segreto, come ha rivelato Ezio Cartotto, di una nuova formazione politica nella primavera del ’92? “Lo sapeva perché la fonte di informazione di Graviano è proprio Dell’Utri” spiega Del Bene, che si dice convinto che il boss non si fosse accorto di essere intercettato: “Ha parlato del rapporto con la moglie e della procreazione del figlio, episodi personali impensabili per un capomafia, non solo ma ha esposto i suoi congiunti a conseguenze penali gravi”. E non è tutto. Il pm aggiunge che Graviano ha indicato come suoi soci i Romagnoli di Bologna che commerciano patate e “ora ci sono indagini sui Romagnoli: ma quale boss rivela consapevolmente una cosa del genere? Se ha detto queste cose sapendo di essere intercettato per lui ci vorrebbe non il 41-bis ma un Tso (Trattamento sanitario obbligatorio, ndr), le sue parole sono autorevolissimi riscontri alle dichiarazioni di Spatuzza”. INFINE, LA CRONACA di un dialogo che per il pm arriva ai giorni nostri: “L’11 aprile 2016 Graviano dice di voler interessare una fonte a Milano ‘per mantenere i patti’, indica un tale Giovanni ‘che sa tutto’ e Adinolfi si propone come messaggero una volta conquistata la libertà. “Dopo 25 anni di 41-bis vanta ancora canali per lanciare minacce – conclude il pm – ditemi voi se un mafioso dice queste cose volutamente…”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...