Lo Yoga e la scomparsa delle lucciole. Discipline. Torna l’idea di inserire la pratica del metodo orientale nei programmi

<img src=”https://ilmanifesto.it/cms/wp-content/uploads/2018/02/09/2-lucciole.jpg&#8221; />

Carla Fioravanti

EDIZIONE DEL

10.02.2018

PUBBLICATO

10.2.2018, 1:10

AGGIORNATO

9.2.2018, 19:12

In questi giorni, dopo la visita del premier Gentiloni in India abbiamo visto comparire sui giornali diversi articoli riguardanti l’inserimento dello Yoga nelle scuole pubbliche.

Nulla di nuovo, non è la prima volta che i quotidiani danno questa notizia. Gli stessi quotidiani osservano che la notizia circola almeno dal 1998, quando fu stipulato il primo protocollo d’intesa tra lo Stato Italiano e la Federazione Yoga, l’ultimo risale al 2015 (se lo Yoga arriva nelle scuole – Corriere della Sera – 31 Ottobre 2017).

Aggiungerei che la notizia circola in maniera intermittente, in linea con la frammentazione del pensiero che si sta ormai normalizzando, e, puntualmente, nei periodi festivi o estivi.

Che cosa è cambiato nel frattempo?

E’ stato inserito l’insegnamento dello Yoga nelle scuole?

Ne abbiamo sentito parlare ma non rileviamo nulla di significativo al momento, anche se nel protocollo d’intesa del 2105 si legge: “…nella scuola possono essere avviate iniziative di pratica Yoga, considerato come uno dei metodi di sviluppo armonico dell’intera personalità e delle potenzialità di ogni singolo individuo”.

Ogni insegnante Yoga, (chi scrive fa parte anche di questa categoria)

e ogni assiduo praticante, sa molto bene quanto introdurre questa filosofia-pratica nei programmi scolastici sarebbe un atto rivoluzionario, in uno scenario sociale che grida aiuto non solo sul piano del sistema educativo.

Introdurre nel tessuto sociale contemporaneo l’insegnamento dello Yoga cambierebbe – con il tempo ovviamente – i parametri delle relazioni tra esseri umani, tra esseri umani e ambiente (inteso come ambiente sociale, ma anche come rapporto con la Natura). Cambierebbe ineluttabilmente la relazione e la visione del corpo, della mente e della spiritualità invadendo i territori del sistema sanitario e di quello religioso.

La scomparsa delle lucciole

Allora forse la questione che si pone tra tutte è la seguente.

C’è davvero la volontà di inserire un insegnamento che si basa sullo sviluppo della coscienza dell’essere umano? Crescere generazioni di ragazzi in salute e con maggiori strumenti di coscienza è davvero quello che vuole lo Stato? Ce lo vorremmo augurare, anche se fino ad ora la storia ci smentisce.

La realtà della situazione giovanile nel nostro paese è sotto gli occhi di tutti. Bombardamento di dispositivi tecnologici e social-virtuali, difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, bassissima qualità dei modelli offerti dalla società adulta, rischio di cadere vittime di criminalità organizzata o delle droghe -perlopiù sintetiche- alternative istituzionali poco attraenti come l’invito ad arruolarsi in qualche corpo militare. Insomma assistiamo inerti ai risultati storici e ineluttabili della “scomparsa delle lucciole” di cui parlava Pasolini nel lontano 1975 sul Corriere della Sera.

La questione centrale, a mio avviso e per mia esperienza, è l’omicidio premeditato della bellezza dell’essere, effetto storico, sociale e individuale appunto della “scomparsa delle lucciole”.

Noi viviamo una realtà sociale che da sempre uccide la bellezza, quella bellezza che purtroppo oggi ha lasciato solo uno straziante ricordo. Quella bellezza che probabilmente un inserimento della pratica yoga nelle scuole aiuterebbe a proteggere o addirittura a far ri-fiorire. Ben oltre “il comportamento coatto del potere dei consumi che ha ricreato e deformato la coscienza del popolo italiano” per citare ancora l’articolo di Pasolini.

Per quanto ne sappiamo, viviamo in una realtà in cui – a parte gli addetti ai lavori – si fa ancora fatica a distinguere la ginnastica dalle pratiche che coinvolgono l’essere nella sua totalità: corpo-mente-spirito-anima. Concepire l’essere nella sua totalità è già un atto di osservazione che denota un livello di coscienza alto, una chiarezza che dovremmo aver protetto personalmente a dispetto del sistema educativo.

Il sistema educativo così come lo conosciamo a tutt’oggi produce: confusione, chiusura, difficoltà di orientamento, e, forse non sto esagerando, esseri umani rassegnati a uno stato delle cose che non è facile modificare. Il sistema educativo, la famiglia e poi la scuola hanno la responsabilità di creare il sistema di credenze che ognuno porta dentro di Sè. Chi siamo nella struttura psiche-soma dipende fortemente dall’ambiente creato dai sistemi educativi.

Come mai lo Stato ha sempre investito molto poco nell’elevare la qualità nelle persone e nel corpo insegnante? Perchè assistiamo a continue denunce di un malessere sociale che colpisce trasversalmente famiglia, scuola, mondo del lavoro, relazioni sociali e personali? Ancora una volta penso alla “scomparsa delle lucciole”.

La bellezza dell’essere umano come valore autentico, non solo non è protetta, ma è uccisa continuamente. Manca totalmente l’atto più nobile che il cuore umano è in grado di generare, non oso dirlo, per evitare di essere fraintesa.

E penso al “vuoto” di cui parlava Pasolini.

Breve storia dell’essere umano nella società contemporanea.

Quando arriviamo sulla terra siamo collegati alle leggi dell’universo, risuoniamo ancora della libertà dei corpi sottili, siamo aperti, sorridenti, flessibili, pieni di energia e di conoscenza.

L’impatto con la realtà degli adulti – rigenerante per gli adulti stessi – è per il bambino una caduta nel mondo che guarda con sotterranea invidia alla bellezza che la vita nuova porta con sè, perchè nel mondo adulto è perduta.

Purtroppo osserviamo che il sistema che chiamiamo educativo si fonda su questo delitto della bellezza. I bambini a casa, sono disturbati nello sviluppo delle competenze di crescita naturale: dalla relazione con la terra, ai processi psico-motori che portano alla verticalizzazione, agli aspetti relazionali e di sguardo attraverso una separazione continua tra ciò che è bene e ciò che è male, e attraverso il giudizio, il senso di colpa e la paura. A scuola, anni dopo, la perdità di Sè e di bellezza si rafforzano. I ragazzi sono costretti a stare seduti per ore, senza pause con movimento corporeo – che permetterebbero ad esempio al livello di attenzione di risalire – si parla solo alla parte cognitiva del loro cervello tralasciando completamente il restante 70% che presiede inoltre agli aspetti somatici, motori, di ascolto, quelli che appunto attiviamo con lo Yoga e la meditazione.

La nostra società è dunque costruita da e su esseri umani a metà, perchè attraverso il sistema educativo moderno e contemporaneo uccidendo la bellezza ha tagliato fuori gli aspetti più importanti di un sistema vivente, ha tagliato in due le persone sostituendo il vero Sè con un Ego di solito ipertrofico.

Assistiamo oggi a continue denunce di violenza e abusi, nelle famiglie e nelle scuole, nelle istituzioni, nei posti di lavoro, sui bambini e sulle donne. Non è forse questa una prova del delitto istituzionale della bellezza? Il sistema educativo da sempre, ha generato esseri umani frustrati, perchè sradicati dall’energia della terra e dunque morti a metà, con una riduzione delle capacità motorie e respiratorie.

A persone così non resta altro che compensare con una sete di potere, di successo mediatico, di denaro, di sesso malato e corruzione, di individualismo – purtroppo sembrano questi i modelli oggi più in voga.

Lo Yoga e non solo

Lo Yoga esiste da millenni, è la scienza più antica che sia mai esistita, gli yogi e le antiche civiltà illuminate, ormai scomparse, conoscevano molto bene l’essere umano. La fisiologia e l’anatomia si studiavano sui sistemi viventi attraverso l’autoascolto e la meditazione, la visione del corpo fisico era collegata ai corpi sottili, ai canali di energia e all’universo. Si capiva l’importanza del rispetto della Natura, si comunicava con la Natura, per garantire la qualità della vita, si rispettava la vita in tutte le sue forme e si rispettava così la bellezza.

La fine della bellezza è la principale caratteristica della realtà attuale, per questo si tratta di una vera e propria emergenza.

Il noto psichiatra Alexander Lowen padre della Bioenergetica e allievo di Whilehem Reich aveva detto:” una società che non sa prendersi cura dei propri figli è una società fallita”. Prendo l’esempio di Lowen non solo perchè la sua frase calza a pennello con la situazione sociale che viviamo, ma anche perchè egli è stato uno degli scienziati che ha integrato il proprio lavoro scientifico con quello che erano gli antichi insegnamenti delle discipline del corpo e della mente provenienti sia dalla Cina che dall’India, creando l’analisi e la pratica Bioenergetica.

Come mai gli studi e le azioni di chi ha messo la propria vita a servizio del salvataggio della bellezza non sono applicati nelle istituzioni educative? Come mai in molti casi persone così sono state eliminate, fraintese, dimenticate, o peggio ancora celebrate e manipolate?

Erano e sono portatori di bellezza, dunque in contrasto con il senso comune che si stava radicando e che si è ormai radicato. Il “disastro economico, ecologico, urbanistico e antropologico” di cui ha scritto Pasolini.

Introdurre davvero lo Yoga e non solo, nelle scuole è un dovere che la società adulta dovrebbe assumere per contribuire al tentativo di una rinascita della bellezza. Lo Stato dovrebbe facilitare tutte le persone che hanno dedicato la loro vita alla conoscenza di pratiche che generano coscienza, come lo Yoga. Persone che sarebbero ben felici di portare il loro contributo nelle scuole, nelle istituzioni sociali per sollevare dal malessere i ragazzi e gli adulti che credono, nel profondo di loro stessi, che la vita e la bellezza abbiano ancora un valore.

La coscienza di Sè andrebbe considerato il mattone più piccolo e più importante per costruire gruppi sociali in armonia con il rispetto per la vita e la Terra da cui tutti nasciamo. Per creare coscienza di Sè non si deve parlare solo al cervello cognitivo ma anche a quello senziente, perchè il sentire è la prima qualità di qualsiasi sistema vivente.

Carla Fioravanti

Autore-documentarista, insegnante Yoga e discipline somatiche del Movimento – Associazione Nazionale Insegnanti Yoga (YANI).

riproduzione vietata

Un pensiero su “Lo Yoga e la scomparsa delle lucciole. Discipline. Torna l’idea di inserire la pratica del metodo orientale nei programmi

  1. Ho praticato yoga parecchi anni fa, poi dopo la nascita del secondo figlio e una serie di vicissitudini famigliari non ho più potuto continuare. Mi è comunque rimasto molto di quella breve esperienza anche a distanza di anni. Un modo più riflessivo di approcciarmi agli altri e agli eventi della vita. Sono d’accordo con tutto quello che è scritto in questo bellissimo articolo e condivido appieno il concetto espresso nell’ultima frase :”il sentire è la prima qualità di ogni sistema vivente”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...