Repubblica-CULTURA Una dichiarazione d’amore per ricordare il coraggio di Wondy contro la malattia di Stefania Parmeggiani

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Si prendeva in giro e post dopo post, mentre “ le chemioavventure di Wondy” si facevano più complicate, foderava il proprio mantello di resilienza. Una supereroina, seguita da una comunità di persone sempre più ampia che leggendola imparava a prendere a calci la vita, ad assorbire gli urti senza spezzarsi.
Con la sua morte, l’ 11 dicembre 2016, il testimone è passato a Milan. Se prima c’era la paura – stare accanto a un malato non è facile, lo si vede peggiorare di giorno in giorno, la mente si perde tra rabbia, preoccupazioni e angosce – dopo, il dolore si è trasformato in un muro.
Invece di andare a sbatterci contro lo ha aggirato. « Tante volte gli amici l’hanno sentita dire: in fondo ho ottenuto ciò che volevo, fare la giornalista, la scrittrice, la mamma. È stata una vita piena » .
Francesca gli ha insegnato l’importanza di intraprendere un percorso, perseguire degli obiettivi, ottenere risultati, esorcizzare la sofferenza. Per questo, per diffondere la cultura della resilienza, per aiutare le persone a conservare il sorriso, ha fondato l’associazione “ Wondy sono io”.
Il libro che ha scritto e che presenterà oggi alle 21 al Teatro Dal Verme di Milano con Nadia Toffa e Umberto Brindani, il 28 febbraio ( alle 18.30) alla libreria Ibs+ Libraccio di Roma con il direttore di Repubblica Mario Calabresi e con Franca Leosini, è un altro passo su questa strada. Lo ha fatto da solo, ma forse questo non è del tutto vero perché dopo la morte di Francesca qualcosa di lei gli è entrato dentro.
Lo aveva già raccontato nella lettera che un anno fa commosse il web con oltre sette milioni di visualizzazioni.
Si rivolgeva alla moglie raccontandole dei giorni senza di lei, dei figli Angelica e Mattia, delle loro prime vacanze in tre. E concludeva con le parole “ mi vivi dentro”.
La giornalista
Francesca Del Rosso aveva descritto con ironia la sua battaglia in un blog su “Vanity Fair”
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Il libro e gli incontri
Mi vivi dentro di Alessandro Milan
(DeA Planeta) L’autore, che ha fondato l’associazione “Wondy sono io”, lo presenterà oggi alle 21 a Milano al Teatro Dal Verme con Nadia Toffa e Umberto Brindani e mercoledì a Roma da Ibs, alle 18.30, con Mario Calabresi e Franca Leosini
Il libro di Alessandro Milan dedicato alla compagna scomparsa
Ci vuole coraggio per mettere in un libro la propria vita quando questa è deragliata in modo imprevisto. Molti pensano di farlo e poi di fronte alla sofferenza non trovano le parole. Il tumore fa anche questo, devasta chi resta.
« Mi ha travolto una slavina, sono sopravvissuto sotto metri di neve, poi mi sono ripreso » . Alessandro Milan, giornalista di Radio24, quelle parole le ha trovate e ha deciso di scriverle per aiutare chi sta attraversando un momento buio a guardare il futuro con dolcezza.
Mi vivi dentro ( DeA Planeta, pagg. 260, euro 17) racconta la storia di sua moglie Francesca Del Rosso, la battaglia che ha combattuto senza perdere il sorriso, restando serena ed equilibrata, facendo progetti, trovando persino il coraggio di scherzare. Giornalista e scrittrice, aveva una energia fuori dal comune: era sempre in movimento tanto che gli amici l’avevano soprannominata Wondy, da Wonder Woman. Lui l’aveva conosciuta una mattina in radio, si erano scambiati il turno e i cellulari. Il matrimonio, i figli, la passione per i viaggi pianificati con cura, la vita insomma, quella vera. Poi la scoperta della malattia, sei anni di operazioni, chemioterapie, metastasi, la consapevolezza da un certo momento in poi che quella battaglia non l’avrebbero vinta. E, nonostante tutto, nonostante la sofferenza e la paura, ancora vita.
Wondy scriveva di sé e del cancro in un blog su Vanity Fair. Era ironica, schietta, chiamava crodino la “ chemio arancione” che aveva dovuto fare dopo la seconda mastectomia, mentre la prima, la “ chemio rossa”, per lei era la sangria.

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