da Repubblica-ROBINSON « La ragazza salvata dai giornali”   di Chiara Valerio

Schermata 2018-03-04 alle 15.51.58.pngTITOLO: DOVE NASCE IL VENTO AUTORE: NICOLA ATTADIO
EDITORE: BOMPIANI PREZZO: 16 EURO PAGINE: 176
L’infanzia agiata, la morte del padre, il crollo dell’impero di famiglia, la povertà. La giovane Elizabeth Jane “Pink” Cochran si sarebbe persa per sempre se non avesse spedito una lettera alla gazzetta di Pittsburgh. Che le cambierà la vita e perfino il nome: trasformandola in quella Nellie Bly che finirà per macinare scoop alla corte di un certo Pulitzer. E questo è solo l’inizio…
“Se le ragazze fossero ragazzi si direbbe senza troppi problemi: facciamoli cominciare da dove vogliono. Se sono ambiziosi, possono conquistarsi un nome e un ruolo in societa?. Sono tanti gli uomini ricchi e importanti partiti da zero. Dove sono in- vece le donne? Lascia che un ragazzo cominci come fattorino, si farà strada e diventerà qualcuno. Le ragazze sono altrettanto intelligenti e imparano molto piu? velocemente; perche?, allora, non possono fare lo stesso?” Elizabeth Jane “Pink” Cochran è la tredicesima di quindici figli, nasce negli anni 60 dell’Ottocento in Pennsylvania in una famiglia agiata. Il padre la ama, i fratelli la amano, la madre la veste di rosa e da qui il soprannome. Dalla finestra, Pink vede una quercia, alla quercia è appoggiato un uomo, suo padre che ha fatto fortuna per lui, per la sua famiglia e per la comunità. Tutti lo chiamano giudice Cochran, anche se giudice non lo è. Potrebbe assomigliare, o così me lo raffiguro, ad Atticus Finch. Il giudice però muore, senza testamento, e tra figli e moglie nessuno è in grado di tenere in piedi l’impero di famiglia, che viene liquidato e, subito, come si addice al verbo, cola via. I soldi finiscono ed Elizabeth da ricca diventa povera, da figlia diventa il sostegno di sua madre. Elizabeth è cupa e forse arrabbiata, dalle finestre non vede più alberi ma strade sporche, dalla campagna si sono trasferiti a Pittsburgh per tentare la sopravvivenza, ma i lavori sono miseri e la vita è miserabile anche se lei ha quasi vent’anni e quegli occhi di fuoco che la povertà non è riuscita a spegnere. Elizabeth è infelice, sta nella gabbia feroce degli stenti ma legge i giornali e, così, forse per sdegno, forse per fiducia nelle parole scritte, decide di indirizzare una lettera al direttore, di raccontare quale sia la condizione delle giovani donne in una città come Pittsburgh, si firma Lonely Orphan Girl e dal giorno successivo, ma ancora non lo sa, cambierà vita e nome.
Nasce così, al mondo, una delle più grandi giornaliste investigative che l’America abbia mai avuto. Prima nel giornale di Pittsburgh, poi a New York nel giornale di Pulitzer, Nellie Bly, questo il nuovo nome, racconterà le donne nelle fabbriche, la finta democrazia in Messico, farà il giro del mondo in meno di 80 giorni – incontrando a Parigi anche i coniugi Verne – si fingerà pazza e descriverà, dopo esserci stata rinchiusa dieci giorni, la vita in un manicomio femminile, diventerà una manager d’azienda sposando l’uomo del quale si è innamorata, tornerà a scrivere sui giornali raccontando la prima guerra mondiale e il giuramento del presidente degli Stati Uniti d’America.
Abile nei travestimenti, credibile nelle interpretazioni, esatta nelle domande, evocativa nella scrittura, Nellie Bly è la prima donna del “new journalism” ed è incessantemente alla ricerca di quelle parole che avendola salvata da ragazza possono salvare – e salvare sta per “mostrare una possibilità” – tante ragazze che non hanno ancora avuto il guizzo di libertà e verità che è stata la molla della sua vita.
“Nellie non si arrende. Mai. Si è conquistata uno spazio, lasciando tutti a bocca aperta. E ha capito che la sua forza sta proprio nell’effetto sorpresa. Sarà ossessionata da questo effetto. È convinta che una donna abbia qualche speranza di fare carriera nel giornalismo se spiazza non solo i lettori con i suoi articoli”. Con un tono piano, raccontato, come di storia della buona notte, con le pause e le ripetizioni di chi vuole far intendere a tutti, senza perdere nessuno, ogni particolare di questa vita meravigliosa, Nicola Attadio, ha raccontato l’ascesa, senza interruzioni – tranne la morte, ma quella, finora è toccata a tutti – di Nellie Bly, giornalista.

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