Pubblicato il 07.03.2018 su Wu Ming «Questo chi lo dice? E perché?» Come riconoscere e smontare le bufale storiche – di Nicoletta Bourbaki

Guida_Nicoletta_Bourbaki-1

Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su Giap, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo «Nicolas Bourbaki» attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.
Il gruppo di lavoro ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare la bufala della cosiddetta «foiba di Rosazzo», altrimenti detta «foiba volante».
Per l’edizione on line della rivista Internazionale, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe.
Al momento, Nicoletta Bourbaki, coi suoi ricercatori sparsi in tutta Italia, sta lavorando sui materiali di diversi archivi per ricostruire, per la prima volta in modo storiograficamente sensato e accurato, il caso Giuseppina Ghersi.

Nei mesi scorsi, Nicoletta ha scritto un’utile guida/pamphlet, pensata per una composita galassia di insegnanti, educatori, ricercatori, giornalisti, debunker, attivisti. Spiega come riconoscere bufale storiche e “patacche”, come districarsi tra i falsi che diventano virali sul web, come usare le fonti, come smontare in pubblico le manipolazioni.

La guida si intitola Questo chi lo dice? E perché? Con questo post, da oggi, la rendiamo disponibile. Clicca sulla copertina in alto oppure qui per scaricare il pdf. L’impaginazione è adatta sia alla stampa sia alla lettura a schermo, su dispositivi come tablet e ereader.

Buona lettura, e buona messa in pratica.

Combattendo tra le rovine, quelle ruspe noi possiamo fermarle.

Dove ora ci sono macerie, presto o tardi noi ricostruiremo una città.

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