da Rep.: Cambridge Analytica e l’Italia Concorso “VinciSalvini” così anche il Carroccio ha schedato i suoi elettori

di GIULIANO FOSCHINI FABIO TONACCI
La Lega ha schedato decine di migliaia di suoi elettori. Ha raccolto su una piattaforma — di cui si sa poco e niente — i dati dei profili Facebook dei suoi militanti e simpatizzanti, prendendosi anche la lista degli amici e l’indirizzo email. E lo ha fatto attraverso quello che è stato definito il colpo di teatro della campagna elettorale del leader leghista: il concorso “Vincisalvini”.
Il partito trionfatore del 4 marzo, dunque, non ha solo avuto contatti con i manager di Cambridge Analytica, come raccontato ieri da Repubblica nell’inchiesta in cui è stato dato conto della profilazione psicometrica degli elettori italiani realizzata nel 2016 dall’azienda londinese. La Lega, che ufficialmente ha smentito di essere il fantomatico “cliente italiano”, si è mossa anche in un altro modo. L’iniziativa che metteva in palio un caffè con Matteo Salvini è stata presentata come un originale strumento di fidelizzazione, ma stando a uno scambio di mail interno tra dirigenti leghisti, potrebbe nascondere un altro scopo.
Il concorso
Torniamo agli inizi di febbraio. Al voto manca un mese e Salvini pubblica un video nel quale spiega le regole del concorso: bisogna iscriversi attraverso il proprio account di Facebook al sito salvinipremier. it,completare il modulo con dati personali e l’indirizzo email, e poi fare a gara con gli altri iscritti a chi mette più rapidamente il like ai post di Salvini. Sconsigliano la registrazione senza Facebook e obbligano il partecipatante a fornire il numero di cellulare. Il sistema genera automaticamente una classifica per i premi giornalieri ( una telefonata del “ Capitano” Matteo Salvini o un post personalizzato sui suoi social network) e settimanali ( un caffè con lui e il filmato dell’incontro). L’iniziativa ha successo perché sarà lo stesso leader, dopo il trionfo del 4 marzo, a dichiarare l’adesione di « decine di migliaia di utenti».
“Raccogliamo dati”
Nei giorni del “ Vincisalvini”, però, i due portali del Carroccio vengono bucati dal gruppo LulzsecIta, costola di Anonymous Italia. Settantamila mail interne dei dirigenti leghisti finiscono sul web. E alcune di queste sono assai interessanti.
Il 19 luglio 2017 Armando Siri, il consigliere economico che ha proposto la Flat tax, scrive sia a Luca Morisi ( capo della campagna social e ideatore del “Vincisalvini”) che a Giancarlo Giorgetti. «Vi inoltro un po’ di informazioni riguardo la Fondazione, così come da accordi con Matteo, che ha chiesto di procedere per una valutazione sul da farsi (…). Dovendo operare a livello nazionale abbiamo bisogno dell’omologa prefettizia. In alternativa si può avviare il Comitato promotore, deputato alla raccolta del capitale di minimo 50.000 euro per la costituzione (è quello che ha fatto Toti per Change) » . La fondazione aperta nel 2016 dal presidente della Liguria, presa a modello da Siri, è stata oggetto di un’indagine giornalistica di Repubblicaper la scarsa trasparenza.
A Siri risponde Morisi. « Ho bisogno anche io — per i nostri progetti di evoluzione social — di un soggetto giuridico di questo tipo » . Quale direzione debba prendere l’evoluzione social della Lega, gli interlocutori non lo specificano. Siri fa un’ulteriore osservazione sulla differente natura giuridica della fondazione e del comitato, Morisi replica: «Come “appoggio” per la normativa privacy (che serve per la raccolta dati che faremo) potrebbe anche quello ( il comitato, ndr) essere sufficiente».
Le cerchie di amici
L’intenzione di costruire un database, quindi, è già chiara a tutti nell’estate scorsa. Per riempirlo utilizzeranno anche il “Vincisalvini”. A questo punto ci sono due domande a cui la Lega deve rispondere: come sta proteggendo quei dati? E, soprattutto, come li ha utilizzati?
Matteo Spigolon, fondatore dell’agenzia di marketing Fabrica Politica, ha analizzato il concorso, terminato il 4 marzo. «Hanno messo in piedi un sistema di profilazione dei sostenitori, apparentemente di tipo demografico e non comportamentale, come invece fa Cambridge Analytica. Assomiglia, per certi versi, alla piattaforma Rousseau dei Cinque Stelle. Se non si disattiva la funzione specifica, però, Facebook trasmette anche l’email e la lista degli amici. Io, non sapendo come l’app della Lega utilizza quell’elenco, non mi sono fidato».
Grazie a queste informazioni il partito può svolgere una propaganda mirata verso elettori agganciabili. « Una persona che ha pregiudizi nei confronti dei migranti — spiega a Repubblica una fonte qualificata esperta di ingegneria sociale digitale — è possibile che abbia amici che la pensano nella stessa maniera e che frequenti pagine che abbiano care alcune tematiche. Moltiplicare il consenso in questa maniera diventa più semplice. Il problema è che le persone raggiunte e profilate non hanno mai dato il loro consenso ».
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