dal Fq.: Il ruolo della ’ndrangheta nel rapimento e nell’assassinio del presidente Aldo Moro. L’inchiesta di Simona Zecchi

Il ruolo della ’ndrangheta nel rapimento e nell’assassinio del presidente Aldo Moro

L’inchiesta di Simona Zecchi

“Qual è il vero problema del Caso Moro? Quale il nodo mai sciolto e insieme farsesco di quei cinquantacinque giorni che hanno rivoltato per sempre il destino del nostro paese?”. La criminalità servente nel Caso Moro è il libro che prova a rispondere a questa domanda, grazie al lavoro della giornalista Simona Zecchi, collaboratrice di Euronews, che ha contribuito, con i suoi lavori, all’inchiesta della commissione parlamentare istituita nel 2014 e presieduta da Giuseppe Fioroni.

E “nel rispondere, questo libro intende focalizzarsi su un aspetto specifico che ha caratterizzato l’affaire Moro tutto, riannodando prima e dipanando poi un filo presente spesso sotto traccia. Il vero protagonista nascosto di quel dramma – il cui palcoscenico è stato calpestato da più personaggi a più livelli – è la criminalità organizzata nelle sue componenti fondanti di quegli anni, quelle meno note al grande pubblico. Un ruolo, il suo, sempre accennato, poco chiarito e spezzettato tra carte giudiziarie e cronache sommerse dal tempo e dall’incuria o dall’imperterrita attitudine tutta italiana di non volersi accorgere delle evidenze: quelle che contano, quelle che restano”.

Così “il quadro che si delinea – partendo da via Fani, attraverso la trattativa e fino all’epilogo di via Caetani – ribalta la versione ufficiale che una parte delle Br, con la connivenza della stessa Democrazia cristiana, ha consegnato alla magistratura e alla verità storica fino ad oggi”. Quello che emerge è inquietante: “La ’ndrangheta calabrese, all’ombra del clamore di Cosa nostra, ha infatti scalato i gradi del potere criminale trovandosi a giocare nell’affaire Moro su più tavoli: con le istituzioni, i partiti e i terroristi. Una criminalità servente, al servizio cioè di altre strutture di potere il cui destino sembra legato a doppio filo a quello della stessa malavita organizzata”.

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