“Quel Vangelo (con inganno) sul comodino di Pasolini”

Il produttore: “Così nacque la pellicola”

Spunti africani L’idea di un tema religioso venne a Pasolini durante un viaggio in Kenya con Bini, Moravia e Maraini. Sarebbe dovuto essere un progetto su Lazzaro

Da domani in libreria “Hotel Pasolini”, l’autobiografia del produttore Alfredo Bini. Ne pubblichiamo uno stralcio.

« Io e Pasolini subimmo una lunga sequenza di carognate. La reazione alle nostre opere fu durissima, e mi investì personalmente. Pasolini aveva in sé un valore artistico oggettivo: era l’uomo che più irritava il quieto stagno italiano nel pieno del boom economico. La sua opera era la spia e insieme l’analisi di un momento preciso che stava cambiando la nostra società, il momento in cui le generazioni che erano uscite dalla guerra si avviavano verso una società consumistica che confondeva sviluppo e progresso. A cambiare totalmente erano le nostre stesse radici: il fatto di mettere in modo inequivocabile la società italiana di fronte a questo cambiamento, e forse anche a un suo tradimento, non poteva essere accettato. Non era accettabile che un marxista, pederasta e dunque già esecrabile, facesse la morale a tutti. Non era accettabile e basta.

LA REAZIONE contro La ricotta come marxista ecc., per tutti gli anni cinquanta il mio lavoro ideologico è stato verso la razionalità, in polemica coll’irrazionalismo della letteratura decadente (su cui mi ero fermato e che tanto amavo). L’idea di fare un film sul Vangelo, e la sua intuizione tecnica, è invece, devo confessarlo, frutto di una furiosa ondata irrazionalistica. Voglio fare pura opera di poesia, rischiando magari i pericoli dell’estetica (Bach e in parte Mozart, come commento musicale: Piero della Francesca e in parte Duccio per l’ispirazione figurativa; in realtà, in fondo preistorica ed esotica del mondo arabo, come fondo e ambiente). Tutto questo rimette pericolosamente in ballo tutta la mia carriera di scrittore, lo so. Ma sarebbe bello che, amando così visceralmente il Cristo di Matteo, temessi poi di rimettere in ballo qualcosa. »

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