da Repubblica-terzapagina.Donne che scrivono di donne: «L’ultimo segreto di Alice Munro» Leonetta Bentivoglio recensisce «La vita delle ragazze e delle donne»

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La prosa di Alice Munro è un mondo di segreti decifrati. La riempiono momenti d’essere che sembrerebbero impossibili da esprimere con la lucidità delle parole, come lo sono i frammenti di ogni vita persi nell’indeterminatezza delle esperienze. Ciascuno potrebbe rintracciarli in sé, se sapesse scandagliare le proprie sensazioni ed esplorare per intero la memoria. Da una materia tanto piena deriva ciò che siamo: individui differenti ma imparentati da quella “sostanza dell’umano” che l’autrice canadese riesce a cogliere. E non importa che sia una signora dell’Ontario, dov’è nata nel 1931 e dove immette quasi tutte le sue storie, e che abbia conquistato premi importanti quali il Nobel nel 2013. Non importa che sia lontana per geografia, lingua o generazione, né che sia uomo o donna. Conta il percorso dell’emozione che nella sua scrittura diviene un fatto, un esito concreto, in grado di porre sulla scena della consapevolezza un messaggio chiaro ed essenziale, estraneo a sfoggi esplicativi e a didascalie morali. Qualcosa che buca la pagina come una freccia e ci colpisce intimamente, grazie a una tecnica superba e non sfoggiata. Come la grande letteratura sa fare.
Uscito nel 1971, La vita delle ragazze e delle donne è stato il secondo libro di Munro, dopo il suo esordio nel 1968 con la raccolta di racconti Danza delle ombre felici. La forma delle short stories sarebbe divenuta quella privilegiata dalla miniaturista Munro. Ma con Life of Girls and Women, appena proposto in italiano (nella splendida traduzione di Susanna Basso) da Einaudi, che così completa la pubblicazione della sua opera, si realizza la sua unica incursione nel romanzo. Composto però da medaglioni molto specifici nello svolgimento temporale e nei caratteri, anche se confluenti in un quadro ampio.
Il filo che unisce le vicende è costituito da Del Jordan, l’io narrante, prima bambina e poi adolescente e ragazza. Ogni capitolo è talmente circoscritto che il lettore non si perde, se decide di entrarvi isolandolo dal resto. Alcuni blocchi spiccano più di altri, come se in una generosa passeggiata si aprissero radure che abbagliano. Ma anche le tappe in sordina contribuiscono all’organicità del viaggio, che fa uscire allo scoperto un’esistenza semplice e assurda, secondo quella spudorata assurdità, tipica di Munro, che intreccia imprevedibilmente i tessuti delle vite. Si percepisce bene come Del sia l’alter ego di una scrittrice il cui sguardo, riverberato di autobiografia, indaga spunti pronti a riemergere in futuri racconti.
Del Jordan trascorre l’infanzia, la pubertà e la giovinezza a Jubilee, cittadina dell’Ontario. A nove anni sta nei sobborghi, tra case misere e bislacche, luridi negozi, bande di ubriaconi e vagabondi idioti. Poi emigra nel centro urbano, più emancipato e meno strambo. La sezione Eredi della viva carne riunisce il vecchio e afflitto parentado di Del: l’ottuso zio Craig con un occhio cieco, la zia Moira che è un rottame fisico, sopravvissuta a un’esistenza femminile spoglia e devastante, e le zie Grace ed Elspeth, ambigue messaggere di storie. I loro resoconti girano in tondo e accumulano stratificazioni: nulla è mai esplicito. Il bozzettoPrincipessa Ida è dominato dalla madre (ci si chiede se Munro scriva per acchiapparla, quella madre incombente nei suoi libri.
Delimitandola o celebrandola o provando invano a liberarsene).
Rigida e sessuofoba illuminista, la mamma di Del si affanna a vendere enciclopedie ai bifolchi, a entrare in gruppi di lettura dei classici e a scrivere ossessivamente ai giornali.
Combatte, sermoneggia, rivendica. E sancisce l’editto femminista da cui è tratto il titolo del romanzo: «È in arrivo un cambiamento nella vita delle ragazze e delle donne, ma spetta a noi favorirlo». In Età della fede, Del cerca Dio tormentandosi con la domanda: dov’è un Signore non irretito dai dogmi delle chiese? Il testo di Cambiamenti e cerimoniali registra l’amicizia di Del e Naomi, due teenager rivoltose e impasticciate alla Lady Bird (ottimo film di Greta Gerwig ora in circolazione). Il loro incontro fuori dagli schemi si nutre di curiosità sul sesso e di odio-amore per i maschi. Un altro scorcio è dedicato a Fern, femmina colma di peccati ed eccentrica amica della madre di Del. È lei a introdurre nella loro casa l’osceno Mr Chamberlain, erogatore di palpeggiamenti. Alla ragazzina Del, la cui nebulosa sensualità mischia ripugnanza e piacere, il gentleman offre lo show di una masturbazione insulsa.
Ma è solo nella straordinaria parte denominata Battesimi che si compie la vera iniziazione.

Partner di Del è Greg, giovane disadattato e passionale quanto lei, che la scova fra i banchi della chiesa. Del viene amabilmente risucchiata in un vortice d’eros, mentre il paese pullula di suicidi.
Quando risorge dallo svelamento, la nostra subdola, ironica e vorace eroina s’applica al suo primo libro. E la partita ha inizio.
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