Dal Fq.: Totò e Peppino alla siciliana vendono la Valle dei Templi Agrigento Una funzionaria e il sovrintendente inquisiti per la cessione di 4.000 metri (a 10 mila euro) a un albergatore. Per farne un parcheggio

Siamo in Italia…può succedere di tutto!

Totò e Peppino alla siciliana vendono la Valle dei Templi

Agrigento Una funzionaria e il sovrintendente inquisiti per la cessione di 4.000 metri (a 10 mila euro) a un albergatore. Per farne un parcheggio

Ansa
L’area archeologica La Valle dei Templi è patrimonio Unesco

La burocrazia siciliana si ispira a Totò e Peppino nella celebre scena della Fontana di Trevi venduta ad un turista americano e cede in vendita un pezzo della Valle dei Templi, patrimonio d e ll ’ Unesco, all’imprenditore Vincenzo Sinatra, suocero del deputato alfaniano Riccardo Gallo (Forza Italia): un terreno di grande pregio di 4.000 metri quadri, nella zona archeologica che il mondo ci invidia, per la modicissima cifra di 10 mila euro. E questa volta Totò e Peppino in salsa pirandelliana hanno nomi e cognomi, sono la funzionaria Dania Ciaceri, 62 anni, dirigente dell’assessorato ai Beni Culturali, e Pietro Meli, sovrintendente di Agrigento, entrambi architetti, protagonisti della versione siciliana di “Selling England by the pound’’: la prima è indagata e Sinatra è finito agli arresti domiciliari su ordine del gip Francesco Provenzano che ha definito la vicenda una “trasformazione kafkiana di un bene pubblico, inalienabile patrimonio dell’umanità, in proprietà esclusiva di un privato’’.

PROTAGONISTA di una serie di presunti abusi denunciati dall’avvocato ambientalista Giuseppe Arnone, Sinatra cerca di accaparrarsi l’area sin dal 2002, ma le sovrintendenti del tempo vietano ogni concessione del terreno, che l’imprenditore vuole utilizzare come parcheggio a servizio del suo hotel. La svolta arriva nel 2010, ricostruisce il giudice, quando al vertice della Sovrintendenza arriva Pietro Meli, che al l’ennesima richiesta accende il semaforo verde. Da quel momento, per la Procura, è una valanga di abusi e carte false: all’inizio la richiesta è solo di affitto, e la Ciaceri si rivolge al Genio Civile per conoscere il canone da applicare. Ma non le risponde nessuno e così arriva il “colpo d’ingegno’’: la locazione si trasforma in vendita, che neanche Sinatra aveva chiesto, con un parere che l’architetto Meli, novello Totò, esita favorevolmente “dimenticandosi – scrive il giudice – dell’inalienabilità di un bene simile, e del fatto che la competenza sulla de- cisione spettasse all’assessorato ai Beni culturali’’.

“È conforme allo svolgersi dei fatti – scrive il giudice – che Meli sia stato compulsato da Sinatra e che di ciò fosse stata messa a conoscenza la dirigente Ciaceri”. E siccome l’appetito vien mangiando, i falsi continuano sull’estensione del terreno venduto: Sinatra ne acquista solo una parte, mille metri quadri, impegnandosi a piantumare alberi sulla fetta restante, ottenuta in concessione. Negli uffici della Regione la Ciaceri somma miracolosamente ( e illecitamente) le due aeree in un unico atto di vendita, che da mille passa a 3.400 metri quadri. Per aumentare ancora davanti al notaio Salvatore Di Liberto: nell’atto vengono aggiunti altri 400 metri quadri in un gioco di prestigio con i beni della regione protetti dall’Unesco. Con un costo, definito “vile’’ dal gip, di 10 mila 608 euro, Sinatra si impadronisce così di un’area di 3.809 metri quadrati.

LE “ATTENZIONI’’ dell’albergatore sulla Valle dei Templi vengono denunciate da anni dall’avvocato ambientalista Giuseppe Arnone che oggi definisce il suo arresto “il crollo di uno degli storici padroni della Valle dei templi, che con l’aiuto dell’avvocato Gaetano Armao, oggi vicepresidente della Regione, è riuscito anche a sottrarre alla Soprintendenza che l’aveva espropriata una costruzione nel cuore della Valle destinata ad uffici turistici e incredibilmente sottratta dal Tar e dal Cga alla destinazione pubblica’’.

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