“Certe persone ti rimangono addosso come cicatrici”

Questa vignetta è tratta da “L’uomo alla finestra” di Lorenzo Mattotti e Lilia Ambrosi, edito da Feltrinelli nel 1992 collana I canguri :

È da pochi giorni stato rieditato da Logos edizioni:

Ho appena finito di leggerlo nell’edizione originale e mi è piaciuto molto; soprattutto la frase contenuta nella vignetta mi ha colpito, perché profondamente vera. I personaggi – tre femminili e tre maschili- sono incredibilmente veritieri, – tanto che certe volte ho avuto la sensazione di un dejavù, di averle già vissute io stesso- e molto profondi; nella storia non c’è nessun lieto fine ma solo l’angoscia del vivere quotidiano e della difficoltà di costruire rapporti affettivi duraturi; la dura realtà senza edulcoranti.

Scrive #logosedizioni come presentazione al libro:

La prima graphic novel di Lorenzo Mattotti viene oggi ripubblicata da #logosedizioni come avvio di un percorso editoriale che ripropone in una nuova veste l’evoluzione artistica del più amato tra gli illustratori italiani. Un romanzo fatto di parole e immagini in bianco e nero che appaiono evanescenti ed evocative, creano spazi da riempire.

Protagonista della storia è uno scultore con gli occhi “morbidi” e una personalità sfuggente; dalla sua finestra sui tetti osserva il piccolo universo della città in trasformazione immaginando altre luci e lontane quotidianità. La sua vita si intreccia a quella di una serie di personaggi che gli offrono l’occasione di pensare e di ripensarsi. Tra questi spiccano tre figure femminili: Irene, la ex moglie a cui è legato da un rapporto tenero e irrisolto; Aurora, un incontro casuale culminante in un momento di passione; la botanica Miriade che si dedica alla sua serra in attesa di ricevere le piante che l’amato le invia dai suoi viaggi. Tra i personaggi maschili, l’amico filosofo costretto in un letto di ospedale, lo “squarciatore” che non riuscendo a sostenere l’impatto delle opere d’arte prova l’impulso di distruggerle, il professore che per viltà si sottrae all’affetto di Miriade.

L’esplorazione di queste relazioni si sviluppa fianco a fianco con il tema della creazione artistica che, al pari dei rapporti umani, non serve a “far nascere ancora solidità o altre sicurezze, ma perché più cose si sfiorino, e sfregandosi appena creino altro”.

Tutte queste tensioni prendono corpo nei poetici dialoghi firmati da Lilia Ambrosi e nelle immagini in cui i segni rarefatti a penna sottile delle figure coesistono con geometrie urbane rese accuratamente, mentre il tratto si sfalda, anche nelle architetture, sotto la pressione delle perturbazioni atmosferiche, e deflagra nelle sequenze dedicate agli incubi, riecheggiando lo stile di Jackson Pollock e preannunciando il Mattotti di Hansel & Gretel e di Oltremai.

“Certe persone ti restano addosso come cicatrici” spiega il protagonista all’amica Miriade.

E di questo libro si può dire lo stesso.

Lorenzo Mattotti vive e lavora a Parigi. Terminati gli studi di architettura, pubblica i suoi primi fumetti alla fine degli anni ’70 e, all’inizio degli anni ’80, fonda con altri artisti il collettivo Valvoline. Nel 1984 realizza Fuochi, che viene accolto come un evento nel mondo del fumetto e si aggiudica importanti premi internazionali. Il suo lavoro, da Incidenti a Stigmate (quest’ultimo pubblicato da Einaudi), passando per Signor Spartaco, Doctor Nefasto, L’uomo alla finestra e numerosi altri titoli, evolve nel segno costante di una grande coerenza e, al contempo, dell’eclettismo di un artista che sceglie di esplorare continuamente nuovi territori. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, mentre i suoi disegni appaiono su riviste e quotidiani quali The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Süddeutsche Zeitung, Le nouvel Observateur, Corriere della Sera e la Repubblica. Nell’ambito della moda, Mattotti interpreta i modelli dei più noti stilisti sulla rivista Vanity e, nel 2010, realizza tutte le copertine del mensile Domus. Illustra vari libri per l’infanzia, tra cui Pinocchio ed Eugenio, che nel 1993 si aggiudica il Grand Prix di Bratislava, uno dei massimi riconoscimenti nel settore dell’editoria per ragazzi. Numerose le sue esposizioni personali, tra cui l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Frans Hals Museum di Haarlem e, più di recente, ai Musei di Porta Romana di Milano. Mattotti realizza copertine, campagne pubblicitarie e manifesti, tra gli altri per il Festival di Cannes, nel 2000, e per l’Estate Romana. Tra le sue ultime pubblicazioni: Jekyll & Hyde (2002) e Il rumore della brina (2003) per Einaudi e, nello stesso periodo, I manifesti di Mattotti (2002) e Angkor (2003) per Nuages; nel 2008, Appunti sul paesaggio per Tricromia e Le avventure di Pinocchio per la collana “I Millenni” di Einaudi; nel 2009, Hansel e Gretel per Orecchio Acerbo/Gallimard, le cui incredidili illustrazioni affiancano i testi di Neil Gaiman nell’edizione americana. Nel 2010, da una collaborazione con Lou Reed nasce l’opera The Raven (Il corvo, Einaudi, 2012). Nel 2004, contribuisce al film Eros di Wong Kar-wai, Steven Soderbergh e Michelangelo Antonioni, curando i segmenti di presentazione di ogni episodio. Nel 2007 realizza uno dei sei episodi del film d’animazione collettivo Peur(s) du noir – Paure del buio. Nel 2011 lavora alle sequenze animate del film di Charles Nemes, Il Etait une fois… peut-être pas e nel 2012 porta a termine gli sfondi e i personaggi del film d’animazione Pinocchio di Enzo D’Alò. Nel 2012 #logosedizioni ha inaugurato la collana “Works”, una pubblicazione sistematica dei suoi lavori, con un primo volume dedicato alle illustrazioni a pastello, seguito dal volume dedicato al mondo della moda. Nel 2013, sempre per #logosedizioni, esce l’opera visionaria Oltremai che viene esposta alla Pinacoteca di Bologna. Realizza infine nel 2014 Vietnam per la collana “Travel Book” di Louis Vuitton. Alla ricerca constante di un linguaggio in grado di spingersi oltre i confini esistenti, le opere variegate di Mattotti sono state raccolte nella mostra Sconfini, il cui catalogo di esposizione è stato pubblicato nel 2016 presso #logosedizioni. Nel 2017 Mattotti torna a collaborare con Jerry Kramsky, realizzando un nuovo graphic novel dal respiro epico, Ghirlanda (#logosedizioni), capace di trasportare il lettore nei più profondi meandri dei sogni. L’universo di Mattotti spazia ormai, senza soluzione di continuità, tra fumetto, pittura, illustrazione e cinema d’animazione.

Con #logosedizioni ha pubblicato: La stanza, Mattotti Works 1, Oltremai, Stanze, Venezia – limited edition, Venezia – Scavando nell’acqua, Mattotti Works 2 – Moda/Fashion, Nell’acqua, Oltremai – trade edition, Sconfini, Ghirlanda, Blind, Covers for the New Yorker, L’uomo alla finestra e Stigmate.

Nata a Trieste nel 1957, Lilia Ambrosi si è diplomata al liceo classico e si è poi laureata in lingue e letterature straniere. Trasferitasi a Milano, ci ha vissuto per una decina d’anni lavorando nell’editoria, in particolare per una casa editrice araba per bambini. Ha scritto alcuni manuali e tradotto numerosi libri. Ha curato testo e sceneggiatura di fumetti con diversi disegnatori pubblicando in Italia e all’estero. A Bologna ha fatto parte della redazione della rivista di cultura e fumetti Dolce Vita, diretta da Oreste del Buono. Sempre a Milano, per un periodo ha sperimentato l’insegnamento dell’italiano a stranieri. Tornata nella sua città natale, ha collaborato con la sede regionale di Radio RAI parlando di libri e ha scritto a lungo per Il Piccolo, quotidiano di Trieste, di arte e ancora di libri. Per una decina d’anni ha collaborato stabilmente con la rivista Illywords intervistando grandi scrittori. Continua a tradurre e da molti anni insegna inglese nella scuola secondaria.

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