da Repubblica : La sentenza Tutor da distruggere, le multe restano

gerardo adinolfi franca selvatici, Firenze
Sconfitta da una minuscola azienda toscana, la società Autostrade per l’Italia deve rimuovere e distruggere tutti i Tutor esistenti sulla rete autostradale perché costituiscono violazione di brevetto. Al termine di una causa avviata nel lontano 2006, la corte d’appello di Roma ha stabilito che il sistema di sorveglianza sul traffico autostradale installato da Autostrade sulla rete da essa gestita in concessione, costituisce contraffazione del brevetto di cui è titolare una piccola azienda di Greve in Chianti, la Craft, fondata da un ex tecnico della Galileo, Romolo Donnini, che nella sua impari battaglia contro Autostrade è assistito dagli avvocati Vincenzo Vigoriti e Donato Nitti.
Il Tutor — sono 300 i portali installati su oltre 2.500 km di rete autostradale — è un dispositivo capace di leggere le targhe di tutti i tipi di veicoli e calcolare i tempi di percorrenza. Il sistema — spiega Autostrade — ha ridotto del 70% il numero dei morti. Secondo la Polstrada, rappresenta « uno dei migliori strumenti per garantire la sicurezza stradale » . In realtà nessuno — Romolo Donnini per primo — vuole che venga distrutto. Autostrade annuncia che entro tre settimane sarà sostituito con un sistema diverso. Nel frattempo l’azienda « si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale». Per gli automobilisti — assicura — non cambierà nulla. Le strutture fisiche saranno le stesse, sarà modificato il software e cioè il sistema di identificazione delle auto.
Il Tutor è stato inventato e brevettato nel 1999 da Donnini. Nel 2015 la Cassazione ha riconosciuto la validità del brevetto Craft e disposto un nuovo giudizio di appello per stabilire se Autostrade avesse contraffatto il dispositivo. Ora la corte di appello di Roma ha «definitivamente » concluso che Autostrade ha copiato: «L’idea inventiva del brevetto Craft, costituita dall’accertamento della velocità media mantenuta da un veicolo, identificato tramite la targa posteriore per mezzo di sensori di rilevamento posizionati su una porta di entrata e una porta di uscita con collegamento ed elaborazione elettronica dei dati rilevati, è pedissequamente riprodotta » . La corte ha ordinato ad Autostrade di « astenersi per il futuro dal fabbricare,commercializzare e utilizzare il sistema in violazione del brevetto » . Per ogni giorno di ritardo Autostrade dovrà pagare la sanzione civile di 500 euro alla Craft. La corte d’appello non ha riconosciuto alla Craft il risarcimento (Donnini chiedeva 1,8 milioni), perché il danno non sarebbe stato quantificato e il Tutor non avrebbe procurato utili ad Autostrade. Ma Donnini potrà trattare con il colosso autostradale il prezzo del brevetto.
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