dal Fq.: L’ultimo regalo di Gentiloni&C. 160 milioni di tagli alla scuola

  • Il Fatto Quotidiano25 May 2018» VIRGINIA DELLA SALA

 

Conti I tagli all’Istruzione sono stati previsti nella legge di Stabilità di dicembre. Ora sono stati dettagliati

■I maggiori introiti per le casse statali arrivano dal fondo di funzionamento e da quello del miglioramento dell’offerta formativa

Trentasei milioni in meno per il 2018, altri 36 nel 2019, poco più di 35 nel 2020. E ancora: 18 milioni in meno per il 2018, 19 in meno per il 2019 e 17,2 milioni in meno per il 2020: l’eredità della spending review lasciata dal ministero dell’Istruzione passa per i tagli al fondo di funzionamento delle scuole e per quello di miglioramento dell’offerta formativa. Il dettaglio della riduzione è contenuto nei decreti interministeriali che perfezionano gli accordi di monitoraggio per la revisione della spesa nei ministeri, sulla scia di quanto deciso nella legge di stabilità.

“RISPETTO alle annualità. 2015-2016 e 2017, il cui andamento di spesa (impegnato) è stato crescente anche per effetto dei finanziamenti derivanti dalla legge 107/2015 – si legge – si dovrà procedere a una riduzione significativa di interventi specifici a favore delle istituzioni scolastiche”. E quindi l’elenco: 35.895.240 euro in meno per il 2018 (8,9 milioni per ogni grado, dalla prescolastica alla secondaria di secondo grado); 36 milioni tondi in meno per il 2019 (9 milioni per ogni grado); 35.350.000 in meno nel 2020 (ancora la media di 8,9 milioni per ogni grado). “La riduzione – si legge – comporterà la non attuazione di alcuni interventi specifici a favore del- le istituzioni scolastiche”.

“Così – spiega il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – il Miur dopo aver annunciato che il fondo per il funzionamento era stato appena rifinanziato, interviene proprio nei settori più delicati del sistema nazionale di istruzione: insegnanti e funzionamento delle scuole”. Tra i ta- gli, infatti, finiscono anche altri 18 milioni del ‘merito’. L’ultimo contratto nazionale aveva previsto l’istituzione di un “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” nel quale confluiscono il fondo dell’istituzione scolastica, le risorse destinate ai compensi per le ore eccedenti, agli incarichi specifici, alle funzioni strumentali, ai progetti nelle aree a rischio e alla valorizzazione del merito del personale docente. “Si prevede – si legge nel decreto – di ridurre il fondo per l’anno 2018 di 18.770.000 euro, per l’anno 2019 di euro 18.322.000, per l’anno 2020 di euro 17.200.000. L’individuazione degli istituti contrattuali che saranno affetti da tale riduzione avverrà in sede di contrattazione collettiva nazionale di lavoro”.

IL FONDO per il merito, nel 2016 e nel 2017, era di 200 mi- lioni. “Quando la coperta si fa corta – aggiunge Turi – le scelte si ripetono: si interviene direttamente sulle risorse delle scuole e le retribuzioni stesse del personale. Fuori dalle maglie del contratto, e del confronto, assistiamo invece ad atti unilaterali del Miur che procede, senza farsi scrupoli, con il prelievo sulle altre voci, per mettere a posto i conti. Un modo di procedere che ci vede totalmente contrari”.

Limature non indifferenti anche su altri fronti: 860mila euro circa in meno entro il 2020 per i progetti educativi su materie specifiche (si dovrà scegliere tra i progetti contro la dispersione scolastica, per la sicurezza stradale e per l’erogazione di strumenti e servizi didattici agli studenti ricoverati), oltre 5 milioni nel triennio per la formazione del personale docente e dirigente grazie a nuovi programmi che prevedono l’uso delle piattaforme informatiche. Il totale fa oltre 160 milioni di euro.

Invariato, invece, il bonus docenti da 500 euro introdotto con la Buona Scuola destinato alla formazione e all’acquisto di materiale per tutti gli insegnanti di ruolo. Il personale di ruolo che ne beneficia è di circa 752mila unità. Alla carta docenti, ogni anno, si destinano quindi 376 milioni di euro. Non solo: “Un aumento non previsto del personale docente di ruolo in servizio rispetto a quanto stimato – si legge – potrebbe comportare una riduzione dell’importo effettivo della Carta da individuare con successivo provvedimento”.

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