dal Fq.: La prima promessa: le accise sulla benzina

  • Il Fatto Quotidiano2 Jun 2018» TOMMASO RODANO

 

L’esordio Il governo Conte si è riunito per il primo Cdm ieri pomeriggio a Palazzo Chigi

La nuova età della Repubblica – il primo Consiglio dei ministtri del primo governo “populista” – si apre con un provvedimento firmato dal suo uomo simbolo, Matteo Salvini. “Su proposta del Ministro dell’Interno”, si legge nella nota uscita da Palazzo Chigi, il Cdm “ha deliberato la proroga, per sei mesi, dello scioglimento del Consiglio comunale di Scafati ( Salerno)”. La città campana è sotto regime prefettizio per infiltrazioni camorristiche da quasi 18 mesi: il primo commissariamento era stato firmato dall’ex ministro Marco Minniti a fine gennaio 2017. Salvini ha dunque prorogato una sua decisione.

GIÀ DAL PROSSIMO consiglio, però, il leader del Carroccio inizierà a mettere sul tavolo le proposte leghiste. Ai giornalisti che lo scortano nella passeggiata tra Quirinale e Palazzo Chigi ha continuato a ripetere la ben nota intenzione di intervenire sull’immigrazione clandestina e sui rimpatri forzati. Tuttavia nella prossima riunione tra le priorità ci potrebbe essere una misura che in campagna elettorale Salvini ha citato a più riprese come il primo provvedimento della Lega di governo: l’abolizione di alcune accise.

Nel contratto stipulato con i 5Stelle al riguardo c’è un breve passaggio a pagina 19: “Intendiamo eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”. Salvini ha spiegato la misura in diversi suoi comizi pre elettorali: “L’anno scorso – ha detto – le accise hanno fruttato 27 miliardi e l’Iva sulle accise ne ha fruttati altri 12, che sono la tassa sulla tassa. Io non dico leviamo tutto, ma abbiamo una accisa ancora per il finanziamento della Guerra in Etiopia, che credo sia finita da un bel pezzo”. L’intervento, a seconda della profondità del taglio, può impattare in maniera significativa sui prezzi della benzina e altrettanto sulle finanze pubbliche.

Prendiamo le accise più “anacronistiche” per usare il linguaggio del contratto: quelle che risalgono al Novecento – e poi sono diventate strutturali – furono introdotte per finanziare le guerre in Abissinia, Bosnia e Libano; la crisi del Canale di Suez; la ricostruzione dopo i terremoti in Belice, Friuli e Irpinia: l’alluvione di Firenze e il disastro del Vajont. Eliminarle significherebbe di- minuire di 20 centesimi il prezzo di ogni litro di carburante per i consumatori (in Italia costa considerevolmente più della media europea), ma per finanziare questo taglio – si stima – servono 6 miliardi di euro.

ALTRI provvedimenti nel programma gialloverde sarebbero invece a costo zero. Per esempio alcuni dei cavalli di battaglia dei Cinque Stelle in materia di giustizia. M5S nega di aver già stilato un cronoprogramma sulle misure da lanciare nei primi giorni di governo, ma ce ne sono due ci- tate a più riprese quando si chiedeva di far partire le commissioni parlamentari: il cosiddetto Daspo per i corrotti e l’introduzione dell’ag ente provocatore.

Il contratto le definisce così. La prima: “Il ‘DASPO’ per i corrotti e corruttori, ovvero l’interdizione dai pubblici uffici e la perpetua incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione per chi è stato condannato definitivamente per un reato di tipo corruttivo contro la P.A.”. La seconda: “L’introduzione della figura dell’ ‘agente’ sotto copertura” e la valutazione della figura d el l ’ agente provocatore in presenza di indizi di reità, per favorire l’emersione dei fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione”.

Come detto, per questi provvedimenti non serve mettere mano alle finanze pubbliche. Semmai verificare che rientrino tra le priorità anche dell’alleato di governo. Salvini, ieri pomeriggio, s’è insediato al Viminale. In una conferenza stampa improvvisata nel nuovo ufficio – e in diretta Facebook – ha messo in fila i suoi impegni da ministro: “Il primo tema sono migranti e sicurezza”, ancora loro, “poi beni confiscati alla mafia e personale delle forze di polizia e vigili del fuoco”.

 

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