Repubblica-Cronaca: Vasto. Ragazzina stuprata e ricattata per un video

paolo g. brera
Antonella ne farebbe volentieri a meno, di quel primo amore che «non si scorda mai». Due anni fa, a 14 anni appena compiuti, ha conosciuto Marco, studente 15enne alle superiori in un’altra scuola di Vasto. Gli ha regalato i primi baci, l’audacia delle prime carezze; lui le ha restituito due anni di stupri di gruppo sotto il ricatto di pubblicare in Rete le foto scattate di nascosto, e un video girato a tradimento. Con un amico coetaneo Marco ha preteso ogni giorno di più. E ogni piccola resa di Antonella diventava un nuovo senso di colpa con cui intrappolarle l’anima.
«In meno di due anni l’hanno costretta a quasi duecento rapporti non voluti » , spiega il maggiore Amedeo Consales, comandante dei carabinieri di Vasto che hanno condotto le indagini » . E « ogni volta che lei tentava di ribellarsi, loro la dominavano con un atteggiamento minaccioso e risoluto».
Non ci sono famiglie disagiate e malessere sociale, non ci sono adulti perversi né degrado in questa storia esplosa all’improvviso ieri all’alba con gli arresti dei due minorenni, disposti dal Tribunale dei minori dell’Aquila. C’è una ragazzina che non ha ancora compiuto 16 anni, una studentessa che il suo Tempo delle Mele lo ha vissuto in un inferno in cui l’ha accompagnata il primo amore. E ci sono loro, i buoni amici di Marco come l’altro ragazzo arrestato: le ha offerto uno spinello « per disinibirla » , e la foto con lei che stringe quella sigaretta di marijuana tra le mani è diventata un’altra arma di ricatto.
«L’impressione — dice il maggiore Consales — è che i ragazzi arrestati non avessero capito per intero la gravità dei loro comportamenti, anche se sapevano di fare qualcosa di sbagliato » . E non è finita qui, la brutta storia di ragazzini che stuprano per due anni una coetanea senza che nessuno, nel mondo degli adulti, se ne sia accorto. Gli inquirenti stanno verificando il ruolo di altri minorenni, coinvolti «con ruoli marginali e più occasionali » nelle violenze su quella ragazzina resa schiava; e stanno verificando se ci siano altre vittime dello stesso tipo di ricatti.
No, nessun adulto ha aiutato Antonella. Nessuno s’è accorto, neppure quando i suoi risultati scolastici hanno iniziato a precipitare. È stata lei stessa a strappare le catene trovando la forza di confidarsi con un amico coetaneo e poi, convinta e accompagnata da lui, a varcare la soglia della caserma dei carabinieri di Vasto.
Non c’è voluto molto ad accertare l’orrore di quel ricatto: dai primi di maggio, quando i carabinieri e la procura dei minori hanno iniziato ad indagare, i minorenni che la tormentavano hanno continuato a pretenderla: « Ti giuro, non so come fare a venire, non possiamo fare domani?». «Ma che domani… mi prendi per il culo? Io te l’ho detto, vedi tu come ti devi comportare, tra un quarto d’ora ti chiamo e voglio sapere. Se non vieni lo so io che fare » . Sono accusati di riduzione in schiavitù, pornografia minorile, violenza sessuale di gruppo, violenza privata e cessione aggravata di sostanze stupefacenti.
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