Rosalba Castelletti da Mosca ci mette in guardia su questo tentativo di «cancellare la Storia »: Mosca distrugge le schede sui detenuti nei Gulag

da Mosca  l’inviata di Repubblica Rosalba Castelletti

Dopo gli arresti e le esecuzioni di milioni di cittadini sovietici durante gli anni delle Grandi Purghe staliniane, un nuovo genocidio. Quello della memoria. Gli archivi di tutta la Russia stanno distruggendo le famigeratekartochki, le schede dei detenuti dei Gulag, sulla base di una direttiva segreta del 2014. «Mantenere i documenti che riguardano quel periodo storico è estremamente importante», ha denunciato il direttore del Museo della Storia del Gulag Roman Romanov chiedendo in una lettera al leader del Cremlino Vladimir Putin e a Mikhail Fedotov, il presidente del Consiglio per i diritti umani, d’intervenire.
Quando un detenuto moriva nel Gulag, la sua cartella veniva archiviata a tempo indeterminato, spiega Romanov. Se invece era liberato, la cartella veniva distrutta, ma la kartochka – la scheda con dati anagrafici e informazioni sulla carcerazione – veniva conservata. È solo dall’esame di queste schede che si può scoprire se un condannato è sopravvissuto o è stato trasferito da un campo a un altro. Persa la scheda, finisce nell’oblio. A fare la scoperta è stato Serghej Prudovskij, ricercatore del museo. Mesi fa cercava notizie su Fjodor Ciazov, contadino vittima delle repressioni staliniane, condannato a 5 anni di carcere e deportato nella regione di Magadan. Ha fatto richiesta al dipartimento regionale del ministero degli Interni. «Mi hanno risposto che la cartella era stata distrutta già nel 1955 in conformità alle direttive dell’epoca, ma che mancava anche la kartochka », ha raccontato a Kommersant.
Quando Serghej ha chiesto il perché, è venuto a conoscenza dell’esistenza di un ordine inter-dicasteriale classificato “per uso interno” datato 12 febbraio 2014 e firmato da 11 agenzie statali tra cui il ministero degli Interni, della Giustizia, della Difesa, nonché dall’Fsb, erede del Kgb, e dal Servizio d’intelligence internazionale (Svr). La custodia delle schede, dice la direttiva, scade al compimento degli 80 anni degli ex detenuti. Fjodor li avrebbe compiuti nel 1989 e perciò la sua scheda è stata distrutta nel 2014.
Come Fjodor, tanti ex detenuti avrebbero superato gli 80 anni.
Le vittime delle repressioni staliniane sarebbero state oltre 12 milioni, secondo l’ong Memorial che cerca giustizia per i crimini della polizia segreta sovietica. Missione malvista nella Russia odierna che ricorda Stalin solo come fondatore della grandezza dell’Urss. Tanto che due anni fa è stata bollata come “agente straniero”. Interpellato da Kommersant, Fedotov promette d’intervenire: «È d’importanza fondamentale perché parliamo di un mezzo per contrastare la falsificazione della storia. Quando non ci sono documenti, puoi inventare quello che vuoi».
– Rosalba Castelletti

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