Moni Ovadia sul Manifesto: «Mamma gli zingari! Il cacicco leghista e il mestiere dell’odio »

Moni Ovadia dal manifsto EDIZIONE DEL20.06.2018 La ziganofobia è una delle forme più ripugnanti e vili di razzismo, prova di un’imbecillità senza limiti. Quasi nessuno di coloro che agitano lo spettro dei Rom e dei Sinti conosce la loro Storia, né le loro storie. Questi scervellati non hanno mai avuto l’opportunità di frequentarli, di ascoltarne le ragioni, di percepirne la specificità culturale ed esistenziale, vivono di pregiudizi, di sentito dire, di impressioni esteriori prive di senso. Gli imprenditori del panico, delle paure irrazionali sanno che elettoralmente rende molto prendersela con gli ultimi, con gli indifesi che risultano “estranei” per l’uomo … Continua a leggere Moni Ovadia sul Manifesto: «Mamma gli zingari! Il cacicco leghista e il mestiere dell’odio »

dal manifesto- COMMENTI Le madri lesbiche tirano la volata alla Gpa

COMMENTI Le madri lesbiche tirano la volata alla Gpa (Gestazione per altri o Surrogazione di maternità) di Daniela Danna   Mi sembra importante riportare questa riflessione sulla Surrogazione di maternità o Utero in affitto, perché sempre più diffusa, e i pareri sono molto discordanti    EDIZIONE DEL09.05.2018 Un giorno a Torino si registra la figlia di una donna con la sua compagna madre sociale, e il giorno dopo si è travolti da coppie di uomini che ricevono dai Comuni una doppia paternità. La sindaca di Torino rivendica la decisione in termini simmetrici: «Ferma volontà di dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme … Continua a leggere dal manifesto- COMMENTI Le madri lesbiche tirano la volata alla Gpa

dal Manifesto-Cultura: “Vite interrotte per salvare la «stirpe» ” di Linda Chiaramonte

Italia fascista. Le ventinove storie di «Adelmo e gli altri»: una mostra documentaria al Cassero di Bologna, che apre in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, riporta alla luce le biografie dei confinati omosessuali nel materano Continua a leggere dal Manifesto-Cultura: “Vite interrotte per salvare la «stirpe» ” di Linda Chiaramonte

Un applauso alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha trascritto all’anagrafe gli atti di nascita di tre figli nati da coppie omogenitoriali:”il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. “

La sindaca di Torino Chiara Appendino questa mattina ha trascritto all’ufficio Stato civile dell’anagrafe gli atti di nascita dei bambini figli di tre coppie omogenitoriali, come aveva annunciato la scorsa settimana. Si tratta di una svolta epocale per l’Italia perché mai un primo cittadino aveva fatto questa scelta senza la disposizione di un tribunale. “Questo è il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. Dobbiamo ringraziare la sindaca Appendino e tutti quelli che in questi anni hanno combattuto per il riconoscimento di diritti che dovrebbero valere per tutti”, … Continua a leggere Un applauso alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha trascritto all’anagrafe gli atti di nascita di tre figli nati da coppie omogenitoriali:”il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. “

da Repubblica: La riforma dell’ordinamento penitenziario IL CARCERE CHE DIMENTICA L’UOMO Roberto Saviano

Vorrei fare un esperimento. Se vi dicessi che i detenuti che, dopo attenta osservazione e parere positivo dei magistrati di sorveglianza, quindi non scelti in maniera arbitraria, hanno accesso a misure alternative al carcere, che possono uscire per lavorare, che possono avere contatti con l’esterno, tornano a delinquere in percentuali molto al di sotto del 30%, cosa rispondereste? E se poi vi dicessi che, al contrario, chi sconta l’intera pena in carcere, senza la possibilità di accedere a pene alternative, torna a delinquere nel 70% dei casi? Immagino pensereste che per il bene di chi sta dentro e anche di … Continua a leggere da Repubblica: La riforma dell’ordinamento penitenziario IL CARCERE CHE DIMENTICA L’UOMO Roberto Saviano