dal Manifesto: Salvini «sfida» la mafia prendendosela con i venditori abusivi

Cocco bullo. Spiagge pattugliate e Daspo per gli immigrati sorpresi a vendere merci. Multe anche per chi compra. «Così combattiamo la mafia» Carlo Lania EDIZIONE DEL07.07.2018 «I cittadini italiani sono i primi che hanno la responsabilità di non aiutare le mafie, perché comprare il falso significa aiutare mafia, ’ndrangheta e camorra». Dopo aver passato il primo mese di governo a contrastare i disperati che cercano di scappare dalla Libia, Matteo Salvini deve aver pensato che forse era il momento di far vedere che combatte anche le grandi organizzazioni criminali. Il ministro degli Interni a quanto pare ha però scelto di … Continua a leggere dal Manifesto: Salvini «sfida» la mafia prendendosela con i venditori abusivi

23 maggio ’92, strage di Capaci; Giuseppe Di Lello sul manifesto scrive sulla falsa antimafia e il programma giustizialista dei gialloverdi

COMMENTI L’antimafia autocertificata e i nuovi giustizialisti Giuseppe Di Lello EDIZIONE DEL23.05.2018 PUBBLICATO22.5.2018, 23:59 Oggi cade l’anniversario della strage di Capaci e, come ormai da anni, arriveranno a Palermo centinaia di ragazzi da tutta l’Italia per testimoniare la consapevolezza di un evento drammatico e la pericolosità delle varie mafie che ormai si sono insediate anche nelle loro regioni di provenienza. Non è un rito inutile e stucchevole, almeno non per loro, anche se bisognerebbe renderlo più comprensibile con esempi concreti che però non sono troppi ed anzi spesso nella vita di tutti i giorni, nel tanto decantato sociale, sono di … Continua a leggere 23 maggio ’92, strage di Capaci; Giuseppe Di Lello sul manifesto scrive sulla falsa antimafia e il programma giustizialista dei gialloverdi

dal Fq.: Marco Travaglio È Stato la mafia

Le bombe di Riina per ricattare i governi Amato, Ciampi e Berlusconi. Che garantì Cosa Nostra tramite Dell’Utri Il Fatto Quotidiano21 Apr 2018» MARCO TRAVAGLIO Quella di ieri, 20 aprile 2018, è una data storica, come la sentenza che l’ha segnata. La sentenza che chiude il processo di Norimberga allo Stato italiano. Riscrive la storia della fine della Prima Repubblica e l’inizio della Seconda. E condanna per lo stesso reato – violenza o minaccia a corpo politico dello Stato – tanto gli uomini di mafia (Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, unici picciotti superstiti fra gli imputati dopo le morti di … Continua a leggere dal Fq.: Marco Travaglio È Stato la mafia

Giustizia è fatta, a Palermo; il pm Vittorio Teresi: “Sentenza dedicata a Falcone e Borsellino “

Condannati gli uomini delle istituzioni e i mafiosi per la trattativa Stato-mafia. Dodici anni per gli ex generali Mario Mori e Antonio Subranni, dodici anni per l’ex senatore Marcello Dell’Utri, 8 anni per l’ex colonnello Giuseppe De Donno. Ventotto anni per il boss Leoluca Bagarella. Assolto l’ex ministro Nicola Mancino, perché il fatto non sussiste. Massimo Ciancimino, il supertestimone del processo, è stato condannato a 8 anni per calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, è stato invece assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. E’ scattata la prescrizione per il pentito Giovanni Brusca. Continua a leggere Giustizia è fatta, a Palermo; il pm Vittorio Teresi: “Sentenza dedicata a Falcone e Borsellino “